Gente di montagna

Il romanzo è dedicato alle vittime del terremoto di L’Aquila del 2009 ed a quelle del più recente sisma dell’Emilia; la dedica abbraccia anche i caduti degli eccidi compiuti dai nazisti in Italia.
Il libro, di fantasia, narra la storia di un piccolo che resta orfano in seguito all’eccidio compiuto dai nazisti nel suo paese tra le montagne d’Abruzzo. Alla fine della guerra il bimbo emigra con la famiglia adottiva negli Stati Uniti; da adulto diventa agente dell’F.B.I. e verso la fine della carriera sarà promosso capo della sezione specializzata in crimini da serial Killer.
Giunto all’età della pensione, la  scoperta di una lettera, lo spingerà a svolgere l’indagine più importante della sua vita: la ricerca del vero colpevole dell’eccidio nazista avvenuto nel suo paese. Le indagini svolte in Germania, Austria; Liguria ed Argentina lo porteranno ad individuare il colpevole: un abruzzese; per questo motivo il protagonista si recherà in Abruzzo, ma qui le sua ricerca cesserà con la notizia della morte del reo.
Tuttavia, spinto dalla sua passione per la criminologia, decide di rimanere in Abruzzo per indagare su delitti commessi da due serial Killer che poi saranno scoperti da lui; oltre al successo per la soluzione di questi casi, alla fine avrà una sorpresa….




CHIAVARI
Itinerari turistico culturali nel centro storico

Questa guida  propone  nelle vie del centro storico un percorso sperimentale attraverso 20 cartelli turistici, che accompagnano il visitatore nella lettura di un itinerario millenario di cui sono ancora oggi ampiamente visibili i segni; diversa dalle altre, promette di aumentare le possibilità di collegare i monumenti, le chiese, le fortificazioni, le strade e le piazze, con gli eventi storici, i personaggi, i beni artistici. La lunga costruzione della città, materiale ed immateriale, sviluppatasi negli otto secoli e mezzo di storia, ha una opportunità in più di emergere in tutta la sua straordinaria bellezza. Il piccolo volume serve a chi capita  per caso nella città ma serve anche a chi la abita, a godere meglio quella magica opera d’arte che è la città.

 

Isabella Lagomarsino attualmente vive e lavora a Chiavari. Di famiglia ligure, nasce a Santiago (Cile). Arriva in Italia giovanissima, a Milano, dove compie gli studi artistici. Si laurea in Architettura al Politecnico nel 1980 ed esercita successivamente e tuttora la professione di architetto. Non abbandona gli interessi artistici volti in particolare allo studio della figura. Passa solo recentemente alla scultura.




Il Porto di Genova
Genoa Harbour

Esistono diverse vie per affrontare la lettura di uno spazio complesso, per analizzarlo e percorrerlo, per comprenderne la natura ed il funzionamento, per orientare le direzioni di un’indagine che, altrimenti, potrebbe rivelarsi quasi infinita.
In questa ricerca, l’inizio, è nello sguardo, penetrante, acuto, di letterati, filosofi, poeti, uomini di cultura, dalle loro visioni del porto prendono forma gli argomenti, intorno a questi si tesse la trama delle immagini, si svolge la sequenza delle riflessioni.
Considerando tali premesse, il contenuto emerge come articolazione, densità, sovrapposizione di elementi e non c’è mai una figura che non ne nasconda altre, mai una veduta che possa isolare un solo, unico aspetto tra molti.
Ma forse, proprio in questo insieme, nella sua totalità composita e fitta, è possibile riconoscere il presente, con il tramite dell’estetica, il valore dell’espressione visiva, gradualmente, si costruisce un’immagine mescolata e mutevole, un modo, di rappresentare il porto.

 

Luisa Ferrari, Genovese, si occupa di fotografia dagli anni ‘80 ed ha iniziato la sua carriera professionale a Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali nelle più importanti città italiane e a Monaco, sue fotografie sono state pubblicate su riviste del settore. Al suo attivo molti libri e cataloghi fotografici.

 

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure, architetto e ricercatrice, ha svolto una lunga attività in campo urbanistico collaborando con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e la Fondazione Labò, della quale è socia. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati. Ha un’intensa collaborazione con Luisa Ferrari, insieme a lei ha realizzato molti libri.




Punti di fuga, altri paesaggi

Catalogo della mostra personale di Nancy Goldring presso la Galleria Martini & Ronchetti – Genova (4 ottobre – 15 novembre 2012) con testi dell’artista e di Paolo Barbaro, Michael Taussig, Carlo Vannicola e la riproduzione delle opere esposte, tre serie di lavori realizzati da Nancy Goldring in luoghi diversi: Place Without Description (Luogo Senza Descrizione), 2007/2008, realizzato nella Cina Occidentale, Urban Amnesia (Amnesia Urbana), 2008/2009, realizzato a New York City e Via dei Solitari, 2011, realizzato in Toscana nel paese medievale di Sarteano.

 

Il lavoro di Nancy Goldring è frutto di oltre trent’anni di coerente ricerca su architettura e paesaggio. L’artista è membro fondatore, nel 1969, dello storico gruppoSite di New York City, organizzazione multidisciplinare di architettura e arti per l’ambiente, il cui scopo è di integrare spazi pubblici e architetture con l’ambiente circostante, al fine di rispondere a esigenze sociali, culturali ed ecologiche della comunità e dell’individuo. In quest’ambito, a partire dai primi interventi di Public Art(1972-1974), l’artista opera un’elaborazione molto articolata che parte dall’analisi di un luogo attraverso il disegno, la fotografia, e successivamente la proiezione e la sovrapposizione di diverse immagini, fino alla realizzazione finale. Nancy Goldring ha studiato Storia dell’Arte allo Smith College a Northampton, Massachusetts, ha ottenuto due borse di studio Fulbright, la prima per recarsi a Firenze e scrivere sull’origine del disegno nel gotico internazionale e la seconda per lavorare in India e in Sri Lanka a un progetto di studio sul rapporto tra l’architettura e la scultura buddista. Ha insegnato in diverse scuole e Università. Insegna tuttora alla Montclair State University, New Jersey, ed è consulente per The School of Visual Arts e la Columbia University, NYC. Vive e lavora a New York.




Le Stagioni nel Borgo
Campo Ligure

L’inverno introduce nel borgo con un viaggio nelle sensazioni. Attraverso i riti e le usanze stagionali si rivelano atmosfere tutt’ora vive e presenti in questi antichi luoghi di appartenenza.
La primavera rimanda alle espressioni dell’arte locale e dell’artigianato, le figurazioni ricche e mosse della filigrana e dei decori barocchi rimandano alla complessità delle forme vegetali, che in questo periodo si rigenerano a nuova vita.
L’estate entra nel centro storico insieme alle feste della tradizione e dell’attualità. Le facciate dipinte, i vicoli, la fortezza, la piazza, le chiese, sono parte di un insieme equilibrato ed armonico, la cui matrice edilizia si è conservata nei secoli.
L’autunno compie un percorso negli spazi di contorno all’abitato, accostati al paesaggio e non lontani dal bosco, essi nascondono scorci e vedute di particolare bellezza.
Il libro intende contribuire ad una più profonda conoscenza e valorizzazione dei centri storici minori come parte di un tessuto diffuso, denso di valori estetici, architettonici, naturalistici, ricco di cultura da preservare.

 

Luisa Ferrari, Genovese, si occupa di fotografia dagli anni ‘80 ed ha iniziato la sua carriera professionale a Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali nelle più importanti città italiane e a Monaco, sue fotografie sono state pubblicate su riviste del settore. Al suo attivo molti libri e cataloghi fotografici.

 

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure, architetto e ricercatrice, ha svolto una lunga attività in campo urbanistico collaborando con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e la Fondazione Labò, della quale è socia. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati. Ha un’intensa collaborazione con Luisa Ferrari, insieme a lei ha realizzato molti libri.




Crocefissioni
e luce dai fiori

Ciò che unisce le pagine di questo volume è la “memoria” dello scempio dell’uomo in ogni guerra e soprattutto nell’ultima guerra con il nazifascismo e lo scempio della natura oggi, spesso per meri interessi privati. Se la natura muore, muore l’essere umano e ogni essere vivente.

 

Adriana Dentone (Professore di Filosofia Morale dell’ Università di Genova), dirige oggi il Centro Studi Interdisciplinari di Chiavari affiliato al Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche. Roma. Con implicanze di filosofia esistenziale, fenomenologia, psicoanalisi, fra l’altro per Marzorati, Milano ha pubblicato L’esistente e il principio di realtà. Etica e psicoanalisi  (1982); Fra esistere e morire. Etica, psichiatria, psicoanalisi (1987). Per Bastogi, Foggia Fra conscio e inconscio. Fenomenologia, psichiatria, psicoanalisi (1996).  Alcune collaborazioni in miscellanee del CSI:  Agonia dei significati, in-vocazione del dialogo in Dialogo Silenzio Empatia (2000); L’incontro, reciprocità in Ascolto e accoglimento (2001); La parola, il silenzio (2004), è autrice delle raccolte di poesie Occaso, Pacini Fazzi, Lucca 1992; per Bastogi, Foggia Giorno che risale (1994); Ondula il tempo (1997); Scurochiaro (2000); Silenzio (2002); Notte e Mattino (2006); per Le Mani, Recco-Genova Segni del giorno (2007).Collabora su Riviste Nazionali e Internazionali.