Autoscatto

Questo libro raccoglie i testi che io stesso ho pubblicato nella rubrica Critico ergo sum affidatami on line su www.neuramagazine.com dal giugno 2013.
Me lo aveva proposto Sonia Cosco, conosciuta poco tempo prima e oggi cara amica. E’ anche un po’ colpa sua se, per sedare momentaneamente la mia indomita vanità, ho deciso di migrare dal virtuale al cartaceo pubblicando integralmente e con fedeltà cronologica questi articoli, che sono nati con cadenza quindicinale e a tutt’oggi escono una volta al mese.
Non so spiegare con grande esattezza del perché di questa scelta. Non perché li possano leggere più persone. Una ragione di fondo è che mi piacciono i libri. Proprio il libro nella sua essenza di oggetto e la carta come materiale e supporto. L’idea di conservare qui i miei pensieri mi è parsa più solida di un hard disk o di un cloud storage. C’è anche un’altra ragione. Sfogliando queste pagine chiunque riesce a farsi un’idea del mio modo di osservare e vivere l’arte.
Mi è sembrata una buona occasione per sintetizzare il mio punto di vista.
Buona lettura.
Riccardo Zelatore

ANTIDOTI è una collana di saggi, considerazioni, prospettive che in un periodo di continua trasformazione del mondo dell’arte si propone come momento di riflessione e di approfondimento utile a conservare, nell’auspicio degli autori, la necessaria autonomia critica rispetto al conformismo imperante.
Dai grandi temi ai più curiosi e marginali aspetti del fare, promuovere e vivere l’arte, Antidoti si pone come osservatorio sui valori contemporanei, come luogo mentale laterale, sensibile alle distrazioni e alle facili dimenticanze che la globalizzazione non ha risparmiato.
Emerge l’amore per un’arte che non conosce il tempo e si offre come accompagnamento quotidiano, come stimolo intelligente, indispensabile a mantenere aperti gli orizzonti sul futuro.

Riccardo Zelatore è nato a Genova nel 1964. Laureato in ingegneria elettronica, dal 1994 vive a Savona. Appassionato collezionista e studioso di ceramiche artistiche e artigianali, antiche e moderne, è autore di alcune pubblicazioni sull’argomento. Curatore di mostre, organizza esposizioni in gallerie e pubbliche istituzioni in Italia e all’estero. Scrive d’arte pubblicando cataloghi tematici e monografie. Dal 2004 supervisiona i programmi espositivi di Balestrini centro cultura arte contemporanea. Dal 2007 al 2010 è stato direttore artistico di Annotazioni d’arte, Milano. Dal 2007 ha coordinato il programma mostre di Terre d’Arte in Torino. Dal 2011 al 2014 ha ricoperto l’incarico di Direttore della Fondazione Zappettini per l’arte contemporanea, Milano e Chiavari. Dal 2012 è coordinatore generale dell’Associazione Culturale Attilio ANTIBO. Dal 2014 è membro del CdA della Fondazione Bozzano Giorgis in Varazze e di CASAPERLARTE Fondazione Paolo Minoli in Cantù.




Sette Nero
Momenti di quasi gloria

Sette Nero, solo un numero eppure una vita alla ricerca di un destino non scritto. La storia di un atleta all’inseguimento del proprio limite, allenamento dopo allenamento, gara dopo gara. A quali sacrifici può condurre la propria determinazione? Quanti ostacoli si devono affrontare per raggiungere un grande obbiettivo? Quali avventure si possono respirare? Dai trionfi alle più dure sconfitte, dalle competizioni in ogni angolo d’Italia alla vita quotidiana nei campi sportivi genovesi, dagli amici fraterni alle sfide con i big dell’atletica. Medaglie, traumi, record, cadute, tartan, chiodi e sogni: il racconto di un agonista e la sua lotta senza sosta per tre incandescenti lustri.
«Abbiamo un tesoro inestimabile tra le mani eppure spesso lo buttiamo, vivendo una vita preconfezionata, inseguendo bisogni inutili indotti per ottenere il controllo delle masse, l’ultimo cellulare o televisore, la scarpa di moda o la macchina di grido».
«Ma lo sai cosa si può fare con un centesimo di secondo?».

 

Christian Roccati è scrittore, alpinista e storico, accademico e testimonial del GISM (Gruppo Italian Scrittori di Montagna), ex membro della commissione centrale delle pubblicazioni del CAI. Ha al suo attivo la produzione di 24 libri (per ora…), 400 articoli cartacei e radiofonici, 400 fotografie e numerose mostre, 3 premi letterari nazionali, 7 incarichi da addetto stampa nazionale, 130 conferenze. Presiede la delegazione ligure dell’Accademia d’Arte e Cultura Alpina. Ex Atleta di alto livello con 8 podi campionati italiani e numerosi record in atletica leggera, pratica in apertura e ripetizione ogni disciplina in ambito naturale: scalata su roccia e ghiaccio, canyoning, speleologia, ultratrail (100 km e 5000 m D+), escursionismo invernale ed estivo, alpinismo, mtb, sci, tree climbing, slack line e subacquea.




Idee di città
Genova e le sue periferie

In estrema sintesi si potrebbe dire che le “167” hanno posto in essere una sorta di “immaginario” dell’architettura e dell’urbanistica, conferendo materialità ad utopie quasi rivoluzionarie. Prima intense reazioni e contestazioni, poi un oblio generalizzato, hanno segnato il destino di questi vasti insediamenti residenziali, sorti ai margini della città nuova.
Ma la consapevolezza che proviene da un’osservazione approfondita, permette a distanza di tempo di ricostruire le ragioni, di capire i linguaggi, di ipotizzare bilanci e, allontanando lo sguardo, di leggere con maggiore obiettività i percorsi di consolidamento compiuti all’interno dei grandi quartieri, messi a confronto con l’edilizia comune, anch’essa protagonista, qui come altrove, del paesaggio urbano.

 

Luigi Lagomarsino Professore associato di Urbanistica presso l’Università degli Studi di Genova, ha svolto nel tempo ruoli direttivi per il Dipartimento POLIS, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, il Laboratorio di Sperimentazione sulla Qualità Residenziale della Fondazione Mario e Giorgio Labò, rispetto a quest’ultima oggi riveste la carica di Presidente. Sul tema della riqualificazione urbana, dimensione caratterizzante degli studi condotti in ambito universitario e professionale, ha sviluppato numerosi progetti sperimentali, riguardanti gli insediamenti periferici, i sistemi di accessibilità nelle aree protette, i riassetti infrastrutturali secondo itinerari di progettazione partecipata ed ha coordinato, con continuità, ricerche a livello nazionale e internazionale, promosse da università, enti territoriali ed istituti di ricerca. Nel settore della formazione post laurea ha assunto ruoli di coordinamento e direzione per master rivolti a ingegneri, architetti e dipendenti pubblici, sui temi del recupero edilizio, della riqualificazione urbana, degli strumenti di pianificazione.

 

Luisa Ferrari, Genovese, si occupa di fotografia dagli anni ‘80 ed ha iniziato la sua carriera professionale a Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali nelle più importanti città italiane e a Monaco, sue fotografie sono state pubblicate su riviste del settore. Al suo attivo molti libri e cataloghi fotografici.

 

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure, architetto e ricercatrice, ha svolto una lunga attività in campo urbanistico collaborando con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e la Fondazione Labò, della quale è socia. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati. Ha un’intensa collaborazione con Luisa Ferrari, insieme a lei ha realizzato molti libri.




La Qualità dello Spazio Urbano

Sembra particolarmente difficile, oggi, misurarsi con il concetto di qualità dello spazio urbano, quasi che la complessità ed ampiezza del tema, in relazione ai diversi aspetti che costituiscono e definiscono il paesaggio moderno, siano d’ostacolo alle prese di posizione, alle affermazioni, alle scelte che quotidianamente riguardano la gestione pubblica e privata di questo bene comune.
Tuttavia emerge da più parti, segno dei tempi ma anche sintomo di una diffusa difficoltà nella produzione di nuovi modelli, l’esigenza di affrontare le tante questioni che riguardano l’accettazione della città, e, in senso più ampio, l’aspirazione ad una migliore qualità della vita. Il percorso tra le teorie che più segnatamente hanno indagato i rapporti percettivi con i luoghi, l’analisi approfondita dei diversi modi d’intendere ed interpretare la nozione di qualità, insieme alla formulazione di codici di riconoscimento e comportamento, si pone come contributo concreto per definire i criteri di una possibile linea interpretativa.

Luigi Lagomarsino Professore associato di Urbanistica presso l’Università degli Studi di Genova, ha svolto nel tempo ruoli direttivi per il Dipartimento POLIS, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, il Laboratorio di Sperimentazione sulla Qualità Residenziale della Fondazione Mario e Giorgio Labò, rispetto a quest’ultima oggi riveste la carica di Presidente. Sul tema della riqualificazione urbana, dimensione caratterizzante degli studi condotti in ambito universitario e professionale, ha sviluppato numerosi progetti sperimentali, riguardanti gli insediamenti periferici, i sistemi di accessibilità nelle aree protette, i riassetti infrastrutturali secondo itinerari di progettazione partecipata ed ha coordinato, con continuità, ricerche a livello nazionale e internazionale, promosse da università, enti territoriali ed istituti di ricerca. Nel settore della formazione post laurea ha assunto ruoli di coordinamento e direzione per master rivolti a ingegneri, architetti e dipendenti pubblici, sui temi del recupero edilizio, della riqualificazione urbana, degli strumenti di pianificazione.

Luisa Ferrari, Genovese, si occupa di fotografia dagli anni ‘80 ed ha iniziato la sua carriera professionale a Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali nelle più importanti città italiane e a Monaco, sue fotografie sono state pubblicate su riviste del settore. Al suo attivo molti libri e cataloghi fotografici.

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure, architetto e ricercatrice, ha svolto una lunga attività in campo urbanistico collaborando con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e la Fondazione Labò, della quale è socia. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati. Ha un’intensa collaborazione con Luisa Ferrari, insieme a lei ha realizzato molti libri.




LO ZIPPE
I ragazzi di Piazza Martinez … e la storia continua

Marco Grasso e i suoi amici, da ragazzi hanno respirato l’aria, le tensioni e le risate di un quartiere di Genova (San Fruttuoso), e più in particolare di una piazza (piazza Martinez), vivendoci dentro in ogni istante. I personaggi di questi racconti hanno un valore assoluto che va ben oltre le complicazioni generazionali a posteriori; sono insomma bandite tanto le malinconie a buon mercato quanto le indagini seriose. Sono invece personaggi proprio belli da conoscere: curiosi, maligni e puri, veri e carichi di un’elettricità, vitale ieri, narrativa oggi.

 

Marco Grasso, classe 1946, è nato e vive a Genova, dove si è laureato in Economia e Commercio. Sposato e padre di due figli, svolge attualmente l’attività di fioraio presso il Cimitero di Staglieno. C’è stato ed ha scritto. Per non far marcire i fatti gioiosi, come ha detto Elias Canetti.




La terapia Di Bella
Anna Massone Fochi racconta la verità nascosta

Un evento tragico, la morte della madre, ha cambiato il corso della sua vita. Conosciuto il professore Di Bella, ha cercato in tutti i modi di far apprendere e divulgare la sua controversa terapia a tutti coloro che erano stati colpiti dal tumore. Ma il mondo purtroppo ha pochi spazi per i buoni sentimenti e così si è trovata a combattere contro interessi e situazioni a cui non poteva opporsi che mettendosi direttamente e completamente in gioco in prima persona, sfidando tutti i giorni problemi e difficoltà, siano essi provenienti dal mondo sanitario che dai mass-media, che dallo stesso entourage del Professore. Con questa diretta testimonianza, suffragata da foto e documenti straordinari, racconta come la terapia del Professore Di Bella, che doveva essere una risposta della medicina “alternativa” a quella “ufficiale, non riuscì a decollare.

 

Anna Massone Fochi è nata a Genova dove tuttora vive; insegnante elementare e di informatica. Oggi continua la sua attività come Presidente Nazionale dell’Associazione Voglio Vivere difendendo i cittadini dalle ingiustizie e dalle malversazioni a cui giornalmente sono sottoposti ed afflitti.




Ottant’anni che son quassù
1934-2014: storie, memorie e personaggi della Madonnina della Vigolana

Il libro per certi versi unico ed esemplare, è frutto di anni di ricerche, un lavoro che raccoglie una documentazione preziosa su uomini altrimenti destinati ad essere dimenticati e momenti destinati ad andare perduti. Ma al tempo stesso il libro rivela, fra le sue pagine, cosa è veramente la montagna per le genti che la vivono e la salgono e la amano. Si narrano storie di onesti montanari con la passione per l’arrampicata, ma anche le imprese di rocciatori famosi che hanno fatto la storia dell’alpinismo trentino, quali Bruno Detassis, Matteo Armani, Andrea Andreotti, Marcello Rossi ed altri.

 

Augusto Rossetto è nato e abita da sempre a Chiavari, in Liguria, ma le sue origini materne sono in quel di Vattaro, paese non lontano da Trento. Fin da piccolo l’autore è attratto dalla massiccia mole della Vigolana, durante la prima gita in montagna può ammirare l’esile guglia della madonnina e la scoperta  che su quella vetta qualcuno ha portato una statua della Vergine Addolorata. Nasce l’interesse per la montagna e l’alpinismo senza tralasciare la storia e la cultura locale.




Dal Fuoco alla Bellezza
La vera storia della filigrana di Campo Ligure

Divisa in capitoli che illustrano nei particolari l’antica lavorazione della filigrana, la pubblicazione si affida al linguaggio immediato delle riprese fotografiche realizzate in laboratorio e a testi originali, mutuati anch’essi dall’esperienza degli artigiani.
Il racconto ha inizio dalla materia, con le sue trasformazioni, le sue proprietà chimiche e fisiche, si susseguono le operazioni da compiere con il fuoco, che fluidifica il metallo prezioso, i processi che ne sfruttano la malleabilità e lo portano alla sottigliezza estrema del filo, il lento e paziente lavoro manuale che restituisce l’opera compiuta.
Si rivela così, tra le immagini, tutto il fascino di questa produzione rara, proveniente da un lontano passato, dai gesti, alle tecniche, alla maestria, nel lungo percorso che porta alla bellezza.

 

Luisa Ferrari, Genovese, si occupa di fotografia dagli anni ‘80 ed ha iniziato la sua carriera professionale a Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali nelle più importanti città italiane e a Monaco, sue fotografie sono state pubblicate su riviste del settore. Al suo attivo molti libri e cataloghi fotografici.

 

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure, architetto e ricercatrice, ha svolto una lunga attività in campo urbanistico collaborando con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e la Fondazione Labò, della quale è socia. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati. Ha un’intensa collaborazione con Luisa Ferrari, insieme a lei ha realizzato molti libri.




Gio Batta …chi?

Gio Batta Clavarino. Una lunga, intensa e feconda vita professionale al vertice di grandi complessi industriali che, nel volume “Gio Batta … chi?” viene raccontata con semplicità ma efficacia, attraverso servizi giornalistici, documenti, fotografie e testimonianze. Frammenti di luoghi, di eventi e di temi tra loro distanti che si ricompongono per restituirci, nel loro insieme, la figura e la storia di un uomo fuori dal comune per capacità e umanità. Non ci sono soste e confini con Gio Batta Clavarino e tante vicende, obbligatoriamente solo accennate in questa pubblicazione, meriterebbero più spazio, un ricordo più ampio. Pensiamo alla sua Genova che rinasce dalle macerie della guerra, all’affermarsi, nel mondo, del saper fare industriale italiano, al suo stesso ruolo nelle scelte tecnologiche e nelle strategie commerciali della sua amata Ansaldo.

 

Gio Batta Clavarino nasce a Genova nel 1927 da una famiglia operaia di tradizione Ansaldo e si laurea nel 1951 in ingegneria elettrica. Nel 1952 viene assunto alla Microlambda (Finmeccanica) per passare allo stabilimento elettrotecnico di Campi dell’Ansaldo San Giorgio spa successivamente trasformata in Ansaldo, società dove ha ricoperto le cariche di Direttore Generale, Amministratore Delegato e, dal 1985 al 1993, Presidente. È stato Presidente di Elsag SpA, di Italimpianti SpA e dell’Anie. Sposato dal 1954 con Elda Ragazzoni ha due figli, Alberto e Paolo, e cinque nipoti.




Scatti di industria

Catalogo della mostra “Scatti di industria – 160 anni di immagini della Fototeca Ansaldo” presso Palazzo Ducale – Genova (29 ottobre – 30 novembre 2013).
Da quel patrimonio di documenti e fotografie (la Fototeca è custode di oltre 400 mila fotografie industriali), ecco scaturire un catalogo a suo modo unico: si va dalle immagini dei primi operai (1890) a quelle del duce in visita al cantiere della “turbonave” Rex (1931); dalle donne che negli stabilimenti di Genova producevano pallottole, a quelle degli uomini che negli stabilimenti a fianco producevano cannoni; dalla prima locomotiva a corrente continua targata FS (1934) alla costruzione della Andrea Doria (1950), fino alle foto avveniristiche delle produzioni  di oggi, all’avanguardia nel campo delle turbine termoelettriche o dei sistemi di segnalamento.




BUNKER DELLA GUERRA SUL MONTE DI PORTOFINO.
Die 2. Marine-Küsten-Batterie “Chiappa”

Il volume è il prodotto di un lungo studio iniziato nell’anno 2011, volto a ricostruire la storia, la funzione e le caratteristiche tecniche dei “bunker” difensivi presenti sul Monte di Portofino. Tali opere, realizzate  all’inizio della seconda guerra mondiale dall’esercito italiano, finirono successivamente occupate dagli ex alleati della Germania nazionalsocialista del Terzo Reich, che ne adeguò le strutture secondo i rigidi standard tedeschi delle fortificazioni. La lunga burocrazia necessaria per ottenere l’accesso agli archivi militari italiani e tedeschi, ha dato i suoi frutti, consentendo di realizzare e pubblicare lo studio ottenuto dalla consultazione dei documenti considerati “segreti”, delle planimetrie delle opere in caverna e dei progetti dei bunker a prova di bomba.

 

Gianfranco Coari, nato a Santa Margherita Ligure il 10 maggio del 1968,  esperto in Beni Culturali, perito d’antiquariato, dottore magistrale in Storia dell’arte, studioso in ambito universitario di “fortificazioni alla moderna” e architettura militare.




Comunicazione non verbale
Corso base intensivo

I linguaggi del corpo. Con questo libro l’autore ha riprodotto il suo corso base di Comunicazione Non Verbale. Postura, microespressioni e movimenti, ci rivelano tutto degli altri, ma anche agli altri rivelano tutto di noi.

 

Vittorio Chioatto, vive a Lavagna, ma trascorre ogni anno, per lunghi periodi soggiorni in monasteri, che arricchiscono la sua capacità di essere utile agli altri.




Habitat

La pittura di Marco Grimaldi non mostra, ma si mostra.
E’ una pittura per la mente fatta esclusivamente con la mano. Nessun artificio tecnico o meccanico, solo pittura, tela e colore, steso con infinite velature. Nessun effetto di materia, quasi solo puro colore. E un’attenzione ossessiva alle modulazioni tonali, alle ricerche cromatiche più efficaci, a creare situazioni luminose capaci di suscitare sensazioni. La pittura di Marco Grimaldi è leggera, eterea. E’ retinica e per la mente. Introdotto dal saggio di Marcello Carriero, il volume riunisce su idea di Riccardo Zelatore e progetto grafico di Luciano Passoni, oltre trenta dipinti appartenenti ai cicli pittorici Habitat e Armadio, che documentano alcune delle più recenti evoluzioni della ricerca espressiva di Marco Grimaldi.
Seguono gli apparati biografici e una selezione di immagini delle più recenti esposizioni.

 

Marco Grimaldi nasce a Udine nel 1967, si diploma al Liceo artistico di Bergamo nel 1985 e all’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano nel 1989. La sua prima mostra si tiene al Centro Culturale S.Fedele di Milano nel 1993. Da allora si susseguono numerose collaborazioni e mostre in gallerie e spazi pubblici, tra le quali: Cavenaghi Arte Milano, Galerie Alter Markt Halle (Saale), Civica Galleria di Arte Moderna Città di Seriate (Bg), Galleria Torbandena Trieste, Galleria Morone Milano, Galleria ISARTE Milano. Numerose le partecipazioni a premi e rassegne collettive che hanno portato Grimaldi a inserire le proprie opere all’interno di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Si ricordano: Galerie ARAS Ravensburg, Fondazione Cjua Blad, Casa per L’Arte Fondazione Paolo Minoli Cantù (CO), Museo Parisi Valle Maccagno (VA), B.A.C.O  Palazzo della Misericordia Bergamo, Fondazione Zappettini per l’arte contemporanea Chiavari. Recente l’acquisizione di alcune opere da parte della Fondazione VAF per il MART di Trento e Rovereto. Dal 2011 collabora con la Nuova Galleria Morone di Milano.




Le rotte della pittura
Sessant’anni di astrazione italiana dalla Collezione Garau

Le rotte della Pittura è un viaggio in oltre sessant’anni di arte italiana, visti attraverso la collezione di un autentico appassionato. Nel tempo, con fatica e con perizia, Sergio Garau è riuscito a raccogliere tutti i Maestri dell’astrazione pittorica italiana del dopoguerra. Dall’Informale alla Pittura Analitica, fino alle ultime generazioni, un appassionante ed esaustivo tragitto in sei decenni di capolavori.

 

Alberto Rigoni è curatore e storico dell’arte contemporanea, ed esperto di comunicazione e cinema. Ha curato mostre in Italia e all’estero, in particolare sulla pittura astratta, e collabora con festival ed eventi internazionali.

 

Sergio Garau, fondatore della Collezione Garau di Roma, è collezionista ed esperto di arte contemporanea italiana. E’ stato ammiraglio della Marina Militare e ha maturato la sua passione per la pittura analitica durante i suoi lunghi viaggi in mare.




Fili dall’Alto intrecciati
Costa Don Ennio – Impronte di spiritualità

Il libro è la testimonianza, a dieci anni dalla morte, di Costa Don Ennio (1940-2003), sacerdote della Diocesi di Genova; una vita offerta in piena ed ininterrotta dedizione all’impegno educativo.
Narrare una vita non è facile, perché la parola non esprime mai tutto, non sempre è in grado di descrivere la pienezza della storia di una persona nella sua profondità.
Come fonti l’autrice ha riprodotto: omelie, brandelli di pensieri, stralci e spunti  di considerazioni e di corrispondenza personale.




Gente di montagna

Il romanzo è dedicato alle vittime del terremoto di L’Aquila del 2009 ed a quelle del più recente sisma dell’Emilia; la dedica abbraccia anche i caduti degli eccidi compiuti dai nazisti in Italia.
Il libro, di fantasia, narra la storia di un piccolo che resta orfano in seguito all’eccidio compiuto dai nazisti nel suo paese tra le montagne d’Abruzzo. Alla fine della guerra il bimbo emigra con la famiglia adottiva negli Stati Uniti; da adulto diventa agente dell’F.B.I. e verso la fine della carriera sarà promosso capo della sezione specializzata in crimini da serial Killer.
Giunto all’età della pensione, la  scoperta di una lettera, lo spingerà a svolgere l’indagine più importante della sua vita: la ricerca del vero colpevole dell’eccidio nazista avvenuto nel suo paese. Le indagini svolte in Germania, Austria; Liguria ed Argentina lo porteranno ad individuare il colpevole: un abruzzese; per questo motivo il protagonista si recherà in Abruzzo, ma qui le sua ricerca cesserà con la notizia della morte del reo.
Tuttavia, spinto dalla sua passione per la criminologia, decide di rimanere in Abruzzo per indagare su delitti commessi da due serial Killer che poi saranno scoperti da lui; oltre al successo per la soluzione di questi casi, alla fine avrà una sorpresa….




CHIAVARI
Itinerari turistico culturali nel centro storico

Questa guida  propone  nelle vie del centro storico un percorso sperimentale attraverso 20 cartelli turistici, che accompagnano il visitatore nella lettura di un itinerario millenario di cui sono ancora oggi ampiamente visibili i segni; diversa dalle altre, promette di aumentare le possibilità di collegare i monumenti, le chiese, le fortificazioni, le strade e le piazze, con gli eventi storici, i personaggi, i beni artistici. La lunga costruzione della città, materiale ed immateriale, sviluppatasi negli otto secoli e mezzo di storia, ha una opportunità in più di emergere in tutta la sua straordinaria bellezza. Il piccolo volume serve a chi capita  per caso nella città ma serve anche a chi la abita, a godere meglio quella magica opera d’arte che è la città.

 

Isabella Lagomarsino attualmente vive e lavora a Chiavari. Di famiglia ligure, nasce a Santiago (Cile). Arriva in Italia giovanissima, a Milano, dove compie gli studi artistici. Si laurea in Architettura al Politecnico nel 1980 ed esercita successivamente e tuttora la professione di architetto. Non abbandona gli interessi artistici volti in particolare allo studio della figura. Passa solo recentemente alla scultura.




Il Porto di Genova
Genoa Harbour

Esistono diverse vie per affrontare la lettura di uno spazio complesso, per analizzarlo e percorrerlo, per comprenderne la natura ed il funzionamento, per orientare le direzioni di un’indagine che, altrimenti, potrebbe rivelarsi quasi infinita.
In questa ricerca, l’inizio, è nello sguardo, penetrante, acuto, di letterati, filosofi, poeti, uomini di cultura, dalle loro visioni del porto prendono forma gli argomenti, intorno a questi si tesse la trama delle immagini, si svolge la sequenza delle riflessioni.
Considerando tali premesse, il contenuto emerge come articolazione, densità, sovrapposizione di elementi e non c’è mai una figura che non ne nasconda altre, mai una veduta che possa isolare un solo, unico aspetto tra molti.
Ma forse, proprio in questo insieme, nella sua totalità composita e fitta, è possibile riconoscere il presente, con il tramite dell’estetica, il valore dell’espressione visiva, gradualmente, si costruisce un’immagine mescolata e mutevole, un modo, di rappresentare il porto.

 

Luisa Ferrari, Genovese, si occupa di fotografia dagli anni ‘80 ed ha iniziato la sua carriera professionale a Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali nelle più importanti città italiane e a Monaco, sue fotografie sono state pubblicate su riviste del settore. Al suo attivo molti libri e cataloghi fotografici.

 

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure, architetto e ricercatrice, ha svolto una lunga attività in campo urbanistico collaborando con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e la Fondazione Labò, della quale è socia. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati. Ha un’intensa collaborazione con Luisa Ferrari, insieme a lei ha realizzato molti libri.




Punti di fuga, altri paesaggi

Catalogo della mostra personale di Nancy Goldring presso la Galleria Martini & Ronchetti – Genova (4 ottobre – 15 novembre 2012) con testi dell’artista e di Paolo Barbaro, Michael Taussig, Carlo Vannicola e la riproduzione delle opere esposte, tre serie di lavori realizzati da Nancy Goldring in luoghi diversi: Place Without Description (Luogo Senza Descrizione), 2007/2008, realizzato nella Cina Occidentale, Urban Amnesia (Amnesia Urbana), 2008/2009, realizzato a New York City e Via dei Solitari, 2011, realizzato in Toscana nel paese medievale di Sarteano.

 

Il lavoro di Nancy Goldring è frutto di oltre trent’anni di coerente ricerca su architettura e paesaggio. L’artista è membro fondatore, nel 1969, dello storico gruppoSite di New York City, organizzazione multidisciplinare di architettura e arti per l’ambiente, il cui scopo è di integrare spazi pubblici e architetture con l’ambiente circostante, al fine di rispondere a esigenze sociali, culturali ed ecologiche della comunità e dell’individuo. In quest’ambito, a partire dai primi interventi di Public Art(1972-1974), l’artista opera un’elaborazione molto articolata che parte dall’analisi di un luogo attraverso il disegno, la fotografia, e successivamente la proiezione e la sovrapposizione di diverse immagini, fino alla realizzazione finale. Nancy Goldring ha studiato Storia dell’Arte allo Smith College a Northampton, Massachusetts, ha ottenuto due borse di studio Fulbright, la prima per recarsi a Firenze e scrivere sull’origine del disegno nel gotico internazionale e la seconda per lavorare in India e in Sri Lanka a un progetto di studio sul rapporto tra l’architettura e la scultura buddista. Ha insegnato in diverse scuole e Università. Insegna tuttora alla Montclair State University, New Jersey, ed è consulente per The School of Visual Arts e la Columbia University, NYC. Vive e lavora a New York.




Le Stagioni nel Borgo
Campo Ligure

L’inverno introduce nel borgo con un viaggio nelle sensazioni. Attraverso i riti e le usanze stagionali si rivelano atmosfere tutt’ora vive e presenti in questi antichi luoghi di appartenenza.
La primavera rimanda alle espressioni dell’arte locale e dell’artigianato, le figurazioni ricche e mosse della filigrana e dei decori barocchi rimandano alla complessità delle forme vegetali, che in questo periodo si rigenerano a nuova vita.
L’estate entra nel centro storico insieme alle feste della tradizione e dell’attualità. Le facciate dipinte, i vicoli, la fortezza, la piazza, le chiese, sono parte di un insieme equilibrato ed armonico, la cui matrice edilizia si è conservata nei secoli.
L’autunno compie un percorso negli spazi di contorno all’abitato, accostati al paesaggio e non lontani dal bosco, essi nascondono scorci e vedute di particolare bellezza.
Il libro intende contribuire ad una più profonda conoscenza e valorizzazione dei centri storici minori come parte di un tessuto diffuso, denso di valori estetici, architettonici, naturalistici, ricco di cultura da preservare.

 

Luisa Ferrari, Genovese, si occupa di fotografia dagli anni ‘80 ed ha iniziato la sua carriera professionale a Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali nelle più importanti città italiane e a Monaco, sue fotografie sono state pubblicate su riviste del settore. Al suo attivo molti libri e cataloghi fotografici.

 

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure, architetto e ricercatrice, ha svolto una lunga attività in campo urbanistico collaborando con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e la Fondazione Labò, della quale è socia. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati. Ha un’intensa collaborazione con Luisa Ferrari, insieme a lei ha realizzato molti libri.




Crocefissioni
e luce dai fiori

Ciò che unisce le pagine di questo volume è la “memoria” dello scempio dell’uomo in ogni guerra e soprattutto nell’ultima guerra con il nazifascismo e lo scempio della natura oggi, spesso per meri interessi privati. Se la natura muore, muore l’essere umano e ogni essere vivente.

 

Adriana Dentone (Professore di Filosofia Morale dell’ Università di Genova), dirige oggi il Centro Studi Interdisciplinari di Chiavari affiliato al Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche. Roma. Con implicanze di filosofia esistenziale, fenomenologia, psicoanalisi, fra l’altro per Marzorati, Milano ha pubblicato L’esistente e il principio di realtà. Etica e psicoanalisi  (1982); Fra esistere e morire. Etica, psichiatria, psicoanalisi (1987). Per Bastogi, Foggia Fra conscio e inconscio. Fenomenologia, psichiatria, psicoanalisi (1996).  Alcune collaborazioni in miscellanee del CSI:  Agonia dei significati, in-vocazione del dialogo in Dialogo Silenzio Empatia (2000); L’incontro, reciprocità in Ascolto e accoglimento (2001); La parola, il silenzio (2004), è autrice delle raccolte di poesie Occaso, Pacini Fazzi, Lucca 1992; per Bastogi, Foggia Giorno che risale (1994); Ondula il tempo (1997); Scurochiaro (2000); Silenzio (2002); Notte e Mattino (2006); per Le Mani, Recco-Genova Segni del giorno (2007).Collabora su Riviste Nazionali e Internazionali.