La Società del Giardino e Palazzo Spinola<br/> Cenni Storici, Ambienti, Arte e Arredi

La Società del Giardino e Palazzo Spinola
Cenni Storici, Ambienti, Arte e Arredi

50,00

La Società del Giardino e Palazzo Spinola
Cenni Storici, Ambienti, Arte e Arredi

Formato 24x28
Pagine 204 (cartonato colore)
ISBN 978-88-3124-476-3

Nel 2023 la Società del Giardino raggiunge un traguardo prestigioso: quello dei duecentoquarant’anni di attività. Un’attività sociale che non ha mai subito interruzioni (se non quella della durata di un mese o poco più, imposta dagli austriaci a metà dell’800 durante i moti insurrezionali e quella, recentissima ma un po’ più lunga, dettata dalla pandemia). In alcune delle memorie storiche del Sodalizio si parla della Società del Giardino in questi termini, paragonando i soci a un mazzo di fiori: «…come i fiori, dovendo la propria prosperità all’essere stati trapiantati dalle modeste sedi di Vicolo dei Ponzi, di Due Muri e infine Via Clerici per crescere, a partire dal lontano 1818, in floridezza e fama nel monumentale palazzo Spinola…». Queste furono le radici curate e coltivate «…da un esiguo gruppo di buoni ambrosiani, fino a raggiungere quella floridezza e armonia di intenti dovuta al concorde volere di gentiluomini rispettati nelle scienze, nelle arti, nelle industrie, onorandosi di appartenere al Circolo…». Rileggere queste poche parole scritte dal Consiglio Direttivo al principio del Novecento significa respirare quella che è ancora oggi l’atmosfera del Circolo: gentiluomini orgogliosi di esserne parte, assicurando continuità alle tradizioni conviviali, culturali e di amicizia che da sempre animano la vita sociale quotidiana a Palazzo Spinola. Nel corso di più di due secoli, la Storia, quella con la S maiuscola, è passata dalle sale del nostro Circolo: la grande temperie culturale dell’Illuminismo, la parabola di Napoleone, la restaurazione austriaca, i moti insurrezionali, il Regno d’Italia, i due grandi conflitti mondiali, fino ad arrivare alle sfide dei nostri giorni. Il Circolo è stato testimone anche di tante trasformazioni e molteplici cambiamenti verificatisi nel tessuto sociale, nel mondo dell’impresa, nell’urbanistica, senza che queste ne abbiano intaccato lo spirito costituente che è rimasto integro, resistente. La sede sociale è stata via via arricchita e abbellita nonostante i rilevanti danni subiti a causa del bombardamento alleato su Milano dell’agosto 1943. La compagine sociale ammonta oggi a più di cinquecento soci: soci che sono anzitutto amici, che continuano a rappresentare un punto di riferimento per la città di Milano, ma senza apparire. Anzi: con garbato, silenzioso profilo. Il primo numero del «Corriere della Sera» (siamo nel 1876) che consta di tre pagine di cronaca riporta, nella sezione della cronaca cittadina titolata Effemeridi Milanesi, il resoconto di una riuscita festa al Circolo, dove l’atmosfera era di viva internazionalità. Internazionalità che ancora oggi ci pregiamo di coltivare, attraverso quella rete di selezionate reciprocità con Circoli di tutti i continenti, partendo da una Milano che, da sempre, non ha voluto rinunciare alla vocazione che viene dal suo nome: mediolanum, terra di mezzo, terra di incontro tra nord e sud, tra est e ovest. Restiamo nell’Ottocento: nel 1881 l’editore Vallardi affidò a Vespasiano Bignami, pittore Scapigliato anima della Famiglia Artistica Milanese, il compito di descrivere il variegato mondo dell’associazionismo milanese. Scrive Bignami, paragonando i milanesi a «molecole simpatizzanti» che formano «nuclei per forza di attrazione e si vanno ingrossando»: «ho scoperto che se i milanesi si associavano così volentieri e la duravano a tenersi uniti, manifestavano d’essere di buona pasta e laboriosi, perchè le associazioni o si propongano una meta seria, o sieno mero passatempo, oppure una mistura di questi due ingredienti, portano sempre del lavoro». Labor omnia vincit.

Vantiamo inoltre una tradizione sportiva che è frutto di una scelta strategica dei nostri predecessori, i quali videro nella pratica della scherma una disciplina sportiva utile al corpo e al carattere, funzionale alla crescita psicoattitudinale e fisica del galantuomo. Questa tradizione ultracentenaria ha portato la Società del Giardino a ricevere, per prima in Italia, il Collare d’Oro al Merito Sportivo, attribuitoci nel 1997 dal C.O.N.I. per i tanti successi olimpici e mondiali dei nostri atleti. Nel medesimo anno abbiamo ricevuto il Trofeo Olimpico dal C.I.O. La nostra Sala d’Armi è infatti ancora oggi la società sportiva nazionale che ha vinto di più, con i suoi ventinove ori olimpici e quarantasei ori mondiali. I rapporti con il Corpo Diplomatico, con le Forze Armate, con i numerosi Circoli Reciprocati in Italia e all’estero e con le istituzioni culturali del territorio fanno sì che la Società del Giardino sia oggi un punto di riferimento per la città di Milano. Il Circolo è socio permanente della Croce Rossa Italiana sin dai primissimi anni del Novecento. È dunque con grande piacere che quest’anno ristampiamo il presente volume, che ripropone, aggiorna ed integra il catalogo illustrato organizzato per sale della quadreria, delle sculture e degli arredi ideato e curato dal Starleen K. Meyer ed edito in prima edizione nel 2008, e ristampato nel 2016. Sono state inserite due nuove sezioni, con contenuti inediti. Una prima sezione si sofferma ad elencare gli ambienti e le sale più importanti di Palazzo Spinola, dandone anche qualche cenno storico, per poter meglio seguire la descrizione del patrimonio artistico illustrata nel corpo principale del volume. È stata poi aggiunta una seconda sezione: una nuova ricerca storica e iconografica che vorrebbe provare a comprendere come il Circolo ha rappresentato graficamente la propria identità nel corso degli anni, a partire dagli albori. Si è cercato infatti di ricostruire la storia e l’evoluzione di quello che potremmo oggi chiamare il logo del Club, ovvero la corbeille floreale che oggi lo rappresenta. Emerge così dalla narrazione, combinata alle schede di catalogo e alle immagini, una guida al patrimonio artistico della Società del Giardino inserita nel contesto storico, culturale e sociale che l’ha vista nascere, svilupparsi ed evolversi.

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