La finzione vissuta<br/> Percorsi pirandelliani: tra filosofia, psicologia, drammaturgia

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La finzione vissuta
Percorsi pirandelliani: tra filosofia, psicologia, drammaturgia

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La finzione vissuta
Percorsi pirandelliani: tra filosofia, psicologia, drammaturgia

Graziella Corsinovi
il Geko edizioni

Formato 14x21
Pagine 120
ISBN 978-88-9800-486-7

Emblema della crisi del Novecento, Pirandello è l’autore che meglio di altri ha interpretato la destituzione ontologica dell’uomo moderno. Crollati i vecchi parametri conoscitivi, l’approccio epistemologico alla realtà dell’io e del mondo fenomenico si riduce a un gioco di ipotesi, di finzioni necessarie. Disperso in un relativistico labirinto conoscitivo, che anche le scienze contemporanee (Einstein, Heisenberg, Schrodinger) venivano confermando, l’individuo ha come sola certezza la finzione, nel senso etimologico originario di costruzione psichica. La finzione è l’unico possibile rapporto dell’uomo con il mondo e con se stesso, in una continua creazione di verità senza realtà, intorno ad un reale kantianamente inconoscibile. Le finzioni dell’anima, la finzione delle parole, imprigionano l’individuo dentro una fragile rete di verità relative, al di là delle quali esiste l’oltre, inaccessibile e misterioso. Costretto a scambiare per realtà ciò che è soltanto una struttura mutevole della psiche, nella finzionemaschera l’uomo ha l’unica via per esprimere ciò che si agita dentro di lui: attore, pupo, maschera, egli recita, sul palcoscenico della vita, esattamente come a teatro.

Non a caso l’equazione vita-teatro assume per Pirandello un significato totalizzante e gli consente anche, una volta divenuto regista-capocomico (e non più soltanto autore di testi drammatici) di rivalutare la figura dell’attore, per lungo tempo ritenuto un male necessario e una copia degradata del personaggio. Si tratta, oramai, di un attore rivelativo, di cifra europea, di un interprete trasparente, che, attraverso l’immedesimazione appassionata-la finzione vissuta-(Trovarsi) ha il privilegio di vivere, nelle finzioni “vere” dei personaggi, mille altre vite, negate ai comuni mortali.

GRAZIELLA CORSINOVI – docente di Storia del teatro e dello spettacolo e di Letteratura Italiana presso l’Università di Genova, Facoltà di Scienze della Formazione, è nota a livello internazionale soprattutto per i suoi contributi critici su Pirandello. Ha pubblicato studi sul teatro del Novecento, innovative le sue ricerche su Leopardi e la scienza. In qualità di specialista di Leopardi e di Pirandello ha partecipato e partecipa a numerosi Congressi Nazionali ed Internazionali. Nel 1992 il Premio Internazionale-Ultimo Novecento per l’ampiezza e l’originalità della sua produzione saggistica; nel 2000 la Pagina d’oro  per la critica letteraria; nel 2001 il premio Maestrale per essere tra le più rappresentative esponenti della cultura italiana.

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