CABIRIA 208 <br/>Studi di cinema

CABIRIA 208
Studi di cinema

10,00

CABIRIA 208
Studi di cinema

Formato 16,5x24
Pagine 120 (inserto colori)
ISBN 979-12-8202-509-6

125-208: Stazione Termini Ho cominciato a dirigere questa rivista nel 1998, quando ancora si chiamava «Ciemme», con il numero 125; da allora al fascicolo presente ne ho licenziati 83 (il 143 non era mio). Direi che è un bel traguardo. Sono passati 27 anni: è giusto che qualcun altro prenda il mio posto. «Cabiria» è uno degli ultimi avamposti delle riviste cinematografiche su carta: un po’ alla volta testate illustri, con un percorso che ha fatto la storia della critica italiana, si sono dovute arrendere al digitale, dove continuano egregiamente a svolgere il loro lavoro – ma certo non è la stessa cosa. Da più parti ci arriva la sollecitazione, l’incoraggiamento, addirittura l’ammonizione perché «Cabiria» seguiti a essere stampata. Lo sarà, me l’auguro, e il Cinit che la edita da più di cinquant’anni e chi mi sostituirà faranno il possibile perché continui a trovare spazio negli scaffali di qualche libreria o perché arrivi ancora agli abbonati (che, certo, se aumentassero un po’ di numero aiuterebbero l’impresa). Io ritengo di aver esaurito il mio compito: bene o male non spetta a me dirlo. Posso però dire che in questi anni gli apprezzamenti non sono mancati come pure i riscontri sulla stampa e nella letteratura di riferimento. Che altro dire: ringrazio tutti, a partire dal Presidente del Cinit che ha sempre creduto in me e che mi ha dato piena libertà editoriale; inoltre i membri della Redazione, tutti pronti alla collaborazione proficua di chi mette a disposizione ciò che sa e ciò che ha perché anche i contributi degli altri possano mantenersi a un livello di eccellenza; e ancora chi ha scritto saltuariamente, anche in questo fascicolo; infine i lettori, fedeli o saltuari, che hanno dato senso al nostro lavoro – un lavoro, è bene ribadirlo, assolutamente volontario, altrimenti queste pagine non esisterebbero. Non vedo l’ora di tornare a essere anch’io un lettore, così come lo ero prima di avvicinarmi a «Ciemme» in qualità di collaboratore (Il Re leone fu la mia prima recensione), dopo di redattore e poi di direttore, pronto, da ora in poi, a leggere con interesse i prossimi 83 numeri di «Cabiria» a cui auguro, ça va sans dire, lunga vita. Marco Vanelli

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