Studi di cinema
€16,00
CABIRIA 206-207
Studi di cinema
Formato 16,5x24
Pagine 200 (inserto colori)
ISBN 979-12-8202-505-8
Memoria di Adriano. Un altro membro di questa redazione ci ha lasciato: adriano aprà (1940-1924). È per me doveroso ricordarlo come studioso, come uomo di cinema, soprattutto come amico. se dovessi elencare tutto ciò di cui si è occupato, la sterminata competenza che aveva nel cinema classico e d’avanguardia, i rapporti che ha tenuto con i più grandi cineasti, non basterebbe l’intero fascicolo. Qui voglio ricordare con riconoscenza l’affetto e la stima che mi ha sempre dimostrato, a cominciare dalla prima volta che lo incontrai di persona. Eravamo stati invitati a Mestre per una tavola rotonda su Pietro Germi. io mostrai alcuni brani dei suoi film drammatici ricostruendo il percorso di fede che il regista genovese aveva espresso in modo tormentato e personale. Come al solito, ci fu chi ebbe a mugugnare sentendo parlare di certi argomenti, quasi io avessi voluto cristianizzare un mangiapreti. E in un tripudio di “in qualche modo”, “mi sembra di ricordare”, “sostanzialmente”, prese la parola Adriano che, con la sua voce profonda e l’atteggiamento di chi non ammetteva repliche, sostenne la mia essere un’analisi testuale ben fatta e che i contenuti che avevo evidenziato emergessero dalle immagini dei film, non da una mia forzatura interpretativa. Silenzio. Da quella sera nacque un’amicizia, fatta, da parte mia, di rispetto reverenziale per un maestro da par suo che aveva apprezzato il mio lavoro. Negli anni, lavorare con lui è stata sempre un’avventura piena di scoperte e di scrupolosi riscontri filologici, attenti entrambi alle durate dei film, ai formati, alle versioni alternative: aspetti che ci appassionavano ma che raramente trovano riscontro in chi fa critica cinematografica. Dreyer e Rossellini sono stati i nostri campi principali di ricerca, e posso vantarmi di aver contribuito a fornirgli materiali sconosciuti, inediti, dimenticati. Nello scorso aprile ho parlato con lui pochi giorni prima che morisse. Era in ospedale, provato ma ancora pieno di progetti. si stava interessando di Richard Fleisher e mi chiese come mai non mi fossi mai occupato del film Barabba. In effetti non lo avevo nemmeno mai guardato per intero. Nel frattempo l’ho fatto, mi è piaciuto e ho capito cosa vi avesse trovato Adriano e perché me lo avesse detto. Me ne occuperò: glielo devo. Marco Vanelli




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