Bertino e la ricchezza

Il libro “Bertino e la Ricchezza”, nato da felici intuizioni dell’autore che attraverso l’esplicitazione della sua idea di realizzare una favola da dedicare al figlio (e a tutti i bambini del mondo) è riuscito a concretizzarla con attente e puntuali valutazioni morali, può essere considerato come una “moderna favola per adulti”. L’idea di rendere protagonisti insieme a Bertino senza padre, madre e patria, abbandonato ed allevato magicamente dai folletti della foresta (sempre la natura è…alma mater), numerosi animali, può essere considerata, inizialmente un tentativo di imitazione nella più classica tradizione (da Fedro in poi). Ad una più approfondita considerazione però risulta evidente che l'”umanizzazione” degli animali risponde non solo ad esigenze di linguaggio favolistico ma anche a calibrate opportunità di attribuire loro considerazioni morali che rappresentano il “vero” fine dell’autore. In effetti, chi non potrebbe riconoscersi nei comportamenti della volpe, della cinciallegra o del lupo?! La soluzione dei problemi attraverso la rappresentazione della pazienza della tartaruga poi deve essere considerata come valutazione di profonda riflessione per tutti. Anche l’indescrivibile sconcerto di Bertino di fronte ad ostacoli improvvisi o difficoltà, a prima vista insormontabili, ci inducono a confrontare con le nostre esperienze personali e ci offrono occasioni di riflessione per cui, poi, si deve ricorrere all’aiuto di gruppi socialmente rilevanti. L’organizzazione, impeccabile nella teoria, non sempre trova uguale riscontro nella pratica … (i castori per decidere devono concedere permessi dopo “attente discussioni, valutazioni” ed interventi di autorevoli personaggi e personalità di spicco nell’ambito del gruppo che devono riuscire anche a convincere le masse). Per ottenere lo scopo prefissato, inoltre, non si deve esitare a promettere il “decimo” ai vari animali da fatica o da relazione… Ma chi poi non vorrebbe somigliare, a “felicità raggiunta”, un po’più alla volpe per liquidare i debitori non solo non riconoscendo i propri debiti morali e materiali ma cercare anche di convincerli della necessità di accontentarsi o di… temere (se si è più importanti può toccare ad altri di avere delle necessità o di dover avanzare richieste di favori). Le esperienze di vita dell’autore traspaiono anche dall’importanza data allo sviluppo del racconto soprattutto nell’uso, volutamente ricercato, di discorso diretto ed indiretto e dei tempi dei verbi mirati a sottolineare sue valutazioni morali che tuttavia, non danno adito a ricadute in facile o equivoco moralismo e secondo riferimenti e tradizioni culturali proprie. L’idea di fondo della struttura della favola è comunque intesa a sottolineare che, in ultima analisi, la vera ricchezza deve essere considerata la vera libertà, quella per cui devono motivarsi le azioni degli uomini nel rispetto della natura e degli altri esseri viventi, cose queste che si possono conquistare solo con significative esperienze personali affrontate con serenità e positività di atteggiamento.




Il Tempo del Melograno

…..“Quante Donne ho incontrato in questo percorso di malattia, parte di un’umanità sapiente ed oltraggiata, donne inermi e spaventate, umiliate ed offese, infuriate e ricettive, piene di paura, ma anche di speranza. Il dolore suscita bellezza e forza, agisce come recupero di energie sopite ed inespresse, palesa stati d’animo, mai prima ravvisati. Porto con me nel cuore tutti i loro sguardi, tutte le loro parole, il loro sorriso incerto, il loro smarrimento, che è anche il mio; forse la mia vita ha uno scopo alternativo, forse il percorso tracciato dal destino per me, è diverso da quello che io immaginavo.”

PAOLA VOLPI, nasce a Finale Ligure (Sv), ma dal 1983 vive a Recco (Ge). Dopo aver vinto il concorso magistrale, si dedica con passione al mondo dell’Insegnamento; nel frattempo, consegue la laurea in Materie Letterarie, presso la Facoltà di Magistero di Genova. Amante da sempre dell’arte e della poesia, concretizza questa sua attitudine, con la partecipazione ad importanti Premi Letterari, in veste di giurata. Nell’anno 2009, una pesante esperienza di malattia la costringe a rivalutare la propria inclinazione alla Vita ed alla speranza; pubblica Il tempo del melograno, che costituisce una testimonianza autobiografica del percorso delle Donne che si trovano in una situazione di malattia oncologica. Il libro ha ottenuto importanti riconoscimenti letterari, così come anche l’attività poetica, successiva. L’autrice attualmente opera come volontaria, presso la breast unit di Senologia dell’Ospedale San Martino di Genova.

 




Landa d’autunno
Strade solitarie tra Erro e Bormida

Un mare di colline mi attrae tra le sue onde verdi che sbattono su rocce purpuree e calanchi vetrosi. Come gabbiani bianchissimi, minuscole chiese si appoggiano sulle alture, visibili da lontano e segnano uno dei tanti orizzonti di una landa solitaria bagnata da fiumi e torrenti in discesa verso la pianura. Per questo mondo di mezzo, dove l’Appennino abbozza le sue prime forme, non ho un nome. O meglio, ne ho tanti, Bormida di Millesimo, Bormida di Spigno, Alto Monferrato, Alta Langa, valle dell’Erro… C’è sempre stato? Anche gli scorsi anni? Non ne sono così sicura, perché me ne sono accorta solo da poco, affacciandomi oltre il bordo della provincia di Savona, nella quale vivo. Mi ha stupito, calmato, sedotto e rigenerato. Si è materializzato, come d’incanto si è disegnato sull’atlante che tengo sempre in auto. Eccolo, compreso tra le ultime Bormide e i prati lunghi della Badia di Tiglieto. Il Beigua e le sue balze boscose lo separano dal mare. Quante stradine, spesso bianche, sterrate… A parte due provinciali importanti, è una ragnatela di percorsi minori. I paesi, quelli scritti in grassetto, sono Monesiglio, Cortemilia, Bistagno, Sassello, Spigno, per il resto mi sembrano posti così piccoli che un nome non ci sta. Dal vertice di questo triangolo, Acqui Terme emana vapori bollenti e sulfurei.

LORENZA RUSSO da anni scrive di cultura alpina, di escursionismo e di ambiente in libri, favole e articoli (per “Alp”, “Lo Scarpone”, “L’Alpe”). Dopo aver dedicato molto tempo alle Dolomiti, si è spostata nel Ponente Ligure e ha scritto una guida gastronomica del Finalese (Dove nel Finalese. Il meglio di osterie, locande, agriturismo e prodotti tipici, Torino, Cda&Vivalda, 2003), territorio a cui è particolarmente legata. Dal rapporto con i “monti pallidi” sono nate una tesi di laurea in glottologia, poi trasformata in una guida escursionistico-toponomastica dal titolo Pallidi Nomi di Monti.Camminare nel territorio delle Regole d’Ampezzo tra Linguistica, Natura e Storia (esaurito) e il libretto di favole Bestiario d’Ajal, edito dal Comune di Cortina d’Ampezzo e illustrato da Lorenza. Le storie, ambientate nei boschi di Cortina d’Ampezzo, hanno il testo a fronte in dialetto ampezzano, infatti il Bestiario è stato pensato per gli allievi della Scuola elementare di Cortina che spesso non conoscono la natura della valle in cui abitano. La grande passione per la montagna ha portato Lorenza a scrivere due manuali per la casa editrice Hoepli, Camminare in montagna (2008) e Camminare nei boschi (2012). Nel 2008 Lorenza ha scritto la favola naturalistica La grande giornata di Loazzolo per la neonata oasi WWF del Forteto della Luja, a Loazzolo nelle Langhe. Per il nuovo Melangolo sono usciti due libri dedicati al Finalese: Autobiografia finalese – Guida sentimentale ai luoghi del Finalese e alla loro vita (2013 seconda edizione) e Cantastorie – Brevi ritratti di luoghi dimenticati nel Finalese (2014) e Milanomare, viaggia alternativi tra Milano e la Liguria (2015). Per Il Geko edizioni è uscito Mi porti in Val Bormida (2017)

 




CABIRIA 189

M.A.: con le sole iniziali puntate ha siglato spesso i suoi articoli e ha firmato i suoi quadri Michelangelo Antonioni. Viene in mente N.U., uno dei suoi primi documentari dedicato alla nettezza urbana. Documentari sobri, scarni così come lo erano i modi di questo autore che ha cambiato il modo di fare cinema, di concepire l’inquadratura, il montaggio, il dialogo. Sono stati scritti centinaia di libri su M.A. e difficilmente si potrebbe aggiungere qualcosa di nuovo. Tutt’al più qualcosa di sconosciuto, dimenticato, rimosso: andando a scavare in archivi e biblioteche ci siamo imbattuti in abbinamenti insoliti: M.A. e Sergio Amidei; M.A. e Walt Disney; M.A. e Kon Ichikawa; M.A. e René Clair; M.A. e Jean Renoir; M.A. e Anna Magnani; M.A. e Mario Corso; M.A. e Sonja Henie; M.A. e San Francesco… Non potevamo lasciarci scappare l’opportunità, così abbiamo raccolto il materiale e ora ve lo proponiamo in questo Laboratorio, sperando di contribuire ad arricchire una bibliografia già cospicua. A completare il fascicolo, trovate tre Analisi dedicate ad altrettante pagine di storia del cinema e sul cinema: un film di culto, un autore di soggetti, un maestro di vita. Massimo Tria, partendo dal restauro presentato lo scorso anno alla Mostra di Venezia, ci parla di Va’ e vedi, lo straziante ritratto di un periodo storico infernale realizzato nel 1985 da Ėlem Klimov, un film che dovremmo sempre tener presente come paradigma dell’orrore per eccellenza: la guerra. Rinaldo Vignati ha realizzato un monumentale studio dei soggetti per il cinema di Marcello Marchesi non realizzati: vi troviamo davvero di tutto, segno dell’ecletticità di un autore più citato che conosciuto veramente. Pubblichiamo intanto la prima parte. Infine Federico Ruozzi, curatore dell’opera omnia di don Lorenzo Milani da poco uscita nei Meridiani, ci offre un ritratto del priore di Barbiana a partire da un ambito poco studiato: il suo interesse per il cinema come strumento per l’educazione.

 




VIA FERRATA DEGLI ARTISTI
Deutsch

Die 32-seitige Broschüre beschreibt die Via Ferrata Degli Artisti, die sich in der Gemeinde Magliolo, in der Provinz Savona, Italien, befindet. Neben der Entstehungsgeschichte der Via Ferrata beinhaltet sie eine Übersichtstabelle der verschiedenen Begehungszeiten sowie zwei Karten. Außerdem enthält sie eine Anfahrtsbeschreibung von der nächstgelegen Autobahnausfahrt (Finale Ligure, Provinz Savona) und Fotos jeder Straßengabelung mit den jeweiligen Kilometerangaben (auf diese Weise kommt man auch ohne Navigationssystem aus). Danach folgt die Beschreibung der Zustiegs- und der Abstiegspfade der Via Ferrata sowie aller verschiedenen Abschnitte des Aufstiegs der Via Ferrata selbst. Auch diese werden anhand von Fotos und sehr genauen Beschreibungen der gesamten Strecke begleitet und führen schließlich zum Parkplatz am Ausgangspunkt zurück.

Die Broschüre ist auf Italienisch, Englisch, Französisch und Deutsch erhältlich.

MARCO “THOMAS” TOMASSINI (1971) ist in der italienischen Stadt Genua geboren. In den achtziger Jahren beginnt er mit dem Klettersport und kommt dadurch immer öfter nach Finale, wohin er schließlich seinen Wohnort verlegt. Die Leidenschaft für die Berge und die Felsen führen ihn zunächst zur Höhlenforschung und später zum Klettern. Bald beginnt er Kletterrouten auszustatten und begeistert sich dabei besonders für das Gebiet in und um Finale. Zwischen 1993 und 1996 wird er Ausbilder bei der S.S.I. (ital. Verband für Speläologie) und im Sportklettern des U.I.S.P. (ital. Sportverband) sowie des C.A.I. (ital. Alpenverein). Finale und seine Felswände werden zu seinem bevorzugten Gebiet zum Klettern und Erschließen neuer Routen. Im Laufe von ca. sechsundzwanzig Jahren stattet er hier, alleine oder zusammen mit Freunden, weitere über 600 Routen aus. 2007 veröffentlicht er im Verlag Le Mani Edizioni seinen ersten Kletterführer “Finale by Thomas”, eine Art “beruflicher” Lebenslauf seiner Kletterwege. Im Jahre 2010 erscheint im selben Verlag sein zweiter Führer, “Finale… non solo mare”, in dem Einrichtungen jenseits der gängigen Hotels und Herbergen beschrieben werden. Nach akkurater Kartierungs- und Vermessungsarbeit der Klettergärten im Gebiet von Finale, erscheint 2011 im Verlag Versante Sud der Sportkletterführer “Finale Climbing”. 2013 erscheint erneut im Verlag Versante Sud mit “Zu Fuß durch Finale” sein vierter Führer, der aus einer neuen Leidenschaft geboren wurde. Der Suche und Entdeckung von Trekkingtouren in und um Finale. Im Jahre 2016 wechselt er das Genre und veröffentlicht mit dem “Reiseführer 4 Dörfer” eine akribisch genaue Beschreibung von vier Orten mit der Auszeichnung als eine der„ schönsten Dörfer Italiens“. Im gleichen Jahr erscheint sein erster Roman “Il segreto della principessa Val”, ein reiner Science-Fiction-Roman mit Zeitsprüngen in die Vergangenheit und Begegnungen mit historischen Personen wie Freud, Gaudì und Tesla. Nach dem großen Erfolg von “Finale Climbing”, erscheint 2017 die neue Ausgabe dieses Kletterführers. Eine völlig überarbeitete und aktualisierte Ausgabe, die auf 808 Seiten alle Kletterrouten im Gebiet von Finale beschreibt… die erste Auflage war innerhalb von wenigen Monaten ausverkauft! In seinen neuen Buc “Picknicken in Ligurien“ beschreibt er Picknickplätze, Wiesen, Seen, Teiche und historische Dörfer in Westligurien und bietet damit eine echte Alternative zum Meer und Strand besonders für Familien mit Kindern. Gleichzeitig hat er noch drei andere Projekte ganz unterschiedlichen Genres in Arbeit, die alle nach diesem Buch aufeinander folgend erscheinen werden. www.finalebythomas.com




VIA FERRATA DEGLI ARTISTI
English

A 32 page brochure that describes the Ferrata degli Artisti route, situated just outside Magliolo (Savona, Italy). Inside you will find a short description of its history. On the following pages there are a series of tables giving the times it takes to do the various sections and two maps. Then there is  a section explaining how to get there by car, starting from the closest motorway exit (Finale Ligure) including photos of every junction and the distances between them (so you don’t even need a sat nav). Continuing, there is a description of the approach and descent paths and of all the various sections that make up the actual “via ferrata”. Here also there are photos and detailed explanations of the whole itinerary, all the way back to the car.

The brochure is available in Italian, English, French and German.

MARCO “THOMAS” TOMASSINI (1971) was born in Italy, in the city of Genoa. He started climbing and making trips to the Finale area in the 1980s, where he later moved. His love of the mountains and rock brought him first to pot holing and then climbing. Within a short time he also started bolting climbing routes particularly in the Finale area. Between 1993 and 1996 he became a potholing instructor with the Società Speleologica Italiana and then a sports climbing instructor with the Unione Italiana Sport per Tutti and also a support instructor with the Club Alpino Italiano. Finale and its many crags became his area of choice for climbing and bolting. Here, in the last twenty-six years, he has equipped, by himself and together with others, more than 600 routes. In 2007 he published, with the editors Le Mani Edizioni, his first guidebook to Finale entitled “Finale by Thomas”, a sort of professional CV of his climbing routes. In 2010 his second guidebook was published, “Finale… non solo mare”, published by the same editor, that described the many non-hotel forms of accommodation available in the area. In 2011, after a precise and obsessive mapping and surveying of the crags around Finale, the sport climbing guidebook “Finale Climbing” came out, published by the editors Versante Sud. In 2013 his fourth guidebook “Sentieri di Finale” came out, arising from his new passion: the search for and discovery of trekking trails in the Finale area, again published by he editors Versante Sud. In 2016 he wrote a completely different type of book with “The Guide to the 4 Towns” that meticulously describes four of the most beautiful towns in Italy. In the same year his first novel came out: “Il segreto della principessa Val”, a science fiction book which jumps back in time to rediscover historical characters such as Freud, Gaudí e Tesla. In 2017, after the huge success of “Finale Climbing”, a new edition of this climbing guidebook was published; a revised and updated version that, in its 808 pages, describes all the climbing routes in the Finale area… the first print run was sold out in a few months. This is his new guidebook, Liguria Picnic, where he describes picnic areas, meadows, lakes, pools and old medieval towns in Western Liguria, some interesting alternatives to the beach for families with children. In the meantime he has other projects in the pipeline, of a completely different genre, that will follow on the heels of this guidebook. www.finalebythomas.com




VIA FERRATA DEGLI ARTISTI
Français

Brochure de 32 pages décrivant la Via ferrata degli artisti, située dans la municipalité de Magliolo (Savone, Italie). À l’intérieur, vous trouverez une mention historique de sa réalisation. Dans les pages suivantes, vous trouverez une série de tableaux avec les différentes durées de trajet et deux cartes. Ensuite, vous rencontrerez l’accès en voiture, décrit à partir de la sortie d’autoroute la plus proche (Finale Ligure, SV), complété par les photos de chaque intersection avec les différents kilomètrages (de cette manière, vous pourrez vous passer du navigateur satellite). Vous trouverez ensuite la description du chemin d’accès et du chemin de descente menant à la Via ferrata ainsi que toutes les différentes parties de montée qui composent la Via ferrata elle-même. Dans ce cas aussi, des photos et des descriptions très méticuleuses illustreront tout le trajet et vous ramèneront au parking de départ.

La brochure est disponible en italien, anglais, français et allemand.

MARCO “THOMAS” TOMASSINI (1971) naît en Italie, dans la ville de Gênes. Il commence à grimpeur et à fréquenter la région de Finale dans les années quatre-vingts, puis s’y établit définitivement. La passion pour la montagne et la roche le font tout d’abord approcher la spéléologie et ensuite la grimpe. Il commence aussi à équiper des voies d’escalade spécialement dans la zone de Finale. Entre 1993 et 1996 il devient instructeur de la S.S.I. (Société Spéléologique Italienne) puis instructeur de grimpe sportive dans l’U.I.S.P. (Union Italienne de Sport pour tous) et aide instructeur pour le C.A.I. (Club Alpin Italien). Finale et ses roches deviennent le lieu d’escalade et l’équipement qu’il préfère. Ici, en vingt-six ans environ, il équipe seul ou accompagné, plus de 600 itinéraires. En 2007 il publie, avec la maison d’édition Le Mani edizioni, son premier topo “Finale by Thomas”, une sorte de curriculum “professionnel” de ses voies d’escalade. Son deuxième guide sur Finale paraît en 2010, “Finale… non solo mare”, édité par la même maison d’édition, qui décrit les structures extra-hôtelières de la zone. En 2011, après un travail attentif et méticuleux de cartographie des reliefs des falaises de Finale, “Finale Climbing”, le topo d’escalade sportive édité par la maison d’édition Versante sud voit le jour. En 2013 paraît Sentieri di Finale, son quatrième guide, né d’une nouvelle passion; la recherche et la découverte de parcours et trekking à Finale, encore édité par Versante sud. En 2016 il change complètement de genre et sort le “Guide des 4 bourgs” qui décrit méticuleusement quatre des plus beaux bourgs d’Italie. La même année, il publie son premier roman “Le secret de la princesse Val”, pure science-fiction avec des sauts temporels dans le passé pour redécouvrir des personnages historiques comme Freud, Gaudí et Tesla. En 2017, après le grand succès de “Finale Climbing”, la nouvelle édition de ce guide d’escalade est publiée; un volume mis à jour et complet qui décrit dans ses 808 pages toutes les voies d’escalade présentes sur le territoire de Finale … la première édition s’est entièrement vendue en quelques mois! Liguria Picnic, son nouveau guide où il décrit les zones de pique-nique, les prairies, les étangs, les lacs et les villages historiques de la Ligurie ouest, est une alternative originale à la mer, pour les familles avec enfants. En attendant, il a en réserve trois autres projets, d’un genre complètement différent, qui sortiront après ce guide. www.finalebythomas.com




VIA FERRATA DEGLI ARTISTI
Italiano

Una brochure a 32 pagine che descrive la Via ferrata degli artisti, ubicata nel Comune di Magliolo (Savona-ITALY). All’interno di essa troverete un accenno storico della sua realizzazione. Nelle pagine seguenti si troveranno una serie di tabelle con i vari tempi di percorrenza e due cartine. Poi ancora incontrerete l’accesso in auto, descritto partendo dal casello autostradale più vicino (Finale Ligure, SV) e completo delle foto di ogni bivio stradale con i vari chilometraggi (in questo modo potrete fare anche a meno del navigatore satellitare). Proseguendo, si troverà la descrizione del sentiero di accesso e di discesa alla Via ferrata e tutti i vari tratti di salita che compongono la Via ferrata stessa. Anche in questo caso foto e descrizioni molto meticolose illustreranno tutto il percorso riportandovi così al parcheggio di partenza.

La brochure è disponibile in lingua italiana, inglese, francese e tedesca.

MARCO “THOMAS” TOMASSINI (1971) nasce in Italia, nella città di Genova. Inizia ad arrampicare ed a frequentare il Finalese negli anni ottanta, dove poi si trasferisce definitivamente. La passione per la montagna e la roccia lo fanno avvicinare dapprima alla speleologia ed in seguito all’arrampicata. In breve inizia anche ad attrezzare itinerari di arrampicata specialmente nella zona del Finalese. Fra il 1993 ed il 1996 diventa istruttore della S.S.I. (Società Speleologica Italiana) e poi istruttore di arrampicata sportiva nell’U.I.S.P. (Unione Italiana Sport per Tutti) ed aiuto istruttore nel C.A.I. (Club Alpino Italiano). Finale e le sue rocce diventano lo scenario di arrampicata e chiodatura che predilige. Qui, nel corso di circa 28 anni, attrezza da solo o insieme ad altri, più di 600 itinerari. Nel 2007 pubblica, con la casa editrice Le Mani edizioni, la sua prima guida “Finale by Thomas“, una sorta di curriculum “professionale” delle sue vie di arrampicata. Nel 2010 esce la sua seconda guida sul Finalese, “Finale… non solo mare”, edita dalla stessa casa editrice, che descrive le strutture extra-alberghiere del comprensorio. Nel 2011 esce, dopo un attento e maniacale lavoro di mappatura e rilievo delle falesie del Finalese, “Finale Climbing”, la guida di arrampicata sportiva edita dalla casa editrice Versante sud. Nel 2013 esce “Sentieri di Finale”, la sua quarta guida nata da una nuova passione; la ricerca e la scoperta di percorsi e trekking nel Finalese, edita sempre dalla casa editrice Versante sud. Nel 2016 cambia completamente genere ed esce con la “Guida dei 4 borghi” che descrive meticolosamente quattro dei borghi più belli d’Italia. Nello stesso anno esce il suo primo romanzo “Il segreto della principessa Val”, pura fantascienza con salti temporali nel passato per riscoprire personaggi storici come Freud, Gaudí e Tesla. Nel 2017, dopo il grande successo di “Finale Climbing”, esce la nuova edizione di questa guida di arrampicata; un volume aggiornato e completo che descrive nelle sue 808 pagine tutte le vie di arrampicata presenti nel territorio del Finalese… la prima tiratura viene completamente venduta in pochi mesi! Esce adesso Liguria picnic, la sua nuova guida con la quale descrive aree picnic, prati, laghi, laghetti e borghi storici della Liguria di Ponente, un’originale alternativa al mare pensata per famiglie con bambini. Nel frattempo ha in serbo altri tre progetti, di genere completamente differente, che usciranno a ruota dopo questa guida. www.finalebythomas.com




Dalle ruote alle ali
Storia illustrata del trasporto pubblico a SESTRI PONENTE

Fin da quando era Comune autonomo, il popolato quartiere di Sestri Ponente ha costituito un importante centro di mobilità, sia per quanto riguarda gli spostamenti verso il centro di Genova che per i pendolari che vi giungevano dal circondario e da fuori Provincia. Qui infatti si sono insediate numerose e importanti industrie che hanno dato lavoro a generazioni di famiglie. In questo volume sono state trattate e illustrate le più differenti tipologie di mezzi di trasporto, a partire da quelli locali come l’omnibus a cavalli ed il tram elettrico, fino ad arrivare alle due linee ferroviarie, rispettivamente la Genova-Sestri-Voltri-Savona (1868) e la Genova-Borzoli-Ovada-Asti (1894). Un altro importante collegamento fu istituito per opera del sestrese Secondo Traverso che con il suo consistente parco di autobus (più comunemente chiamate “corriere”) arrivò a gestire per mezzo secolo diverse linee, prima tra le quali quella per Rivarolo in Val Polcevera con transito da Borzoli. La scomparsa del tram elettrico degli anni Sessanta ha coinciso con lo sviluppo delle linee di autobus collinari che nel corso degli anni hanno raggiunto puntualmente tutte le zone edificate. Nel libro non si è trascurata, anche se non di interesse prettamente locale, la storia dell’Aeroporto “Cristoforo Colombo”, per il quale il 2018 è stato uno degli anni di maggior traffico.

CORRADO BOZZANO è nato nel 1945 a Genova ove risiede. Fra i suoi interessi il settore dei trasporti ed in particolare quello automobilistico, nel cui ambito conduce da molti anni una ricerca tesa a ricostruire l’origine e l’evoluzione dei servizi nel comprensorio ligure.

CLAUDIO SERRA è nato a Genova nel 1966 dove abita e lavora. Da parecchio tempo si occupa di storia e ricerche sul trasporto pubblico e le vie di comunicazione con particolare riferimento a quelli della sua regione. Si dedica inoltre alla storia del costume italiano in ambito teatrale e cinematografico.

 




La Musica in Atto

La musica non è unicamente suono e di certo non è possibile capirla compiutamente solo con l’ascolto, essa non può fare a meno di riflettere anche il suo tempo, insieme all’orizzonte culturale che la identifica nelle diverse epoche.  Considerando alcuni recenti studi che affrontano la questione delle origini, o ripercorrono le teorie dei musicisti barocchi, oppure semplicemente osservano le diverse manifestazioni dell’attualità, il libro si muove all’interno di spazi reali, tra le suggestioni che materializzano la sua bellezza. In questo senso i paesaggi, gli edifici sacri e profani, i monumenti,  si legano ad avvenimenti, concerti, strumenti musicali, per suggerire una visione più complessiva dell’arte, da intedere come insieme di linguaggi diversi.

Luisa Ferrari, Genovese, il suo percorso professionale inizia a Roma, insegnando fotografia presso il Centro Mezzelani e successivamente a Genova presso la scuola di fotografia “Professione Fotografo”. Realizza diversi reportages all’estero oltre ad alcuni a tema sociale in Bosnia e nella Casa circondariale di Marassi, con particolare interesse all’approfondimento degli stili di vita delle comunità,  anche dei piccoli centri.

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure architetto e libera professionista, ha collaborato a lungo con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova in attività di ricerca urbanistica e suoi lavori sono stati pubblicati. È socia della Fondazione Mario e Giorgio Labò. Coltiva da sempre la passione per la musica, suona il violino.

 




Luci polari
Viaggio alla scoperta delle meraviglie dell’artico

In un momento storico-culturale in cui tecnologia e grandi centri abitati dominano costantemente le nostre esistenze, con questo libro fotografico-divulgativo i due autori vogliono riportarci alla vita nel suo stato più vero ed originario regalandoci qualche istante d’aria fresca in cui l’unica dominatrice è la natura, nelle sue forme e colori. ‘Luci polari’ è il loro primo libro, nonché la loro prima collaborazione editoriale, e nasce da un progetto durato diversi anni e ideato come tributo alla bellezza e alle sfumature del nostro Pianeta in questa regione…l’Artico. La scelta editoriale ha voluto fotografie a piena pagina allo scopo di dare massima espressività alle immagini, che – attraverso più di 100 pagine – trasporteranno il lettore in uno dei regni del ghiaccio alla scoperta di un mondo misterioso e affascinante, in cui potrà avvertire la forza vibrante della natura.

Il titolo vuole dare un’identità ben precisa al volume attraverso due elementi: da un lato la componente fotografica – da qui la scelta di utilizzare LUCI – dall’altro l’area geografica del tema trattato – da qui la scelta di utilizzare POLARI.

CLAUDIO GHIGLIONE è un ecologo marino specializzato in aree polari, guida di viaggio e fotografo naturalista. Dottore di ricerca in Scienze della Terra, Ambientali e Polari, ha lavorato diversi anni come ricercatore in ambito polare. Attualmente, grazie al suo percorso professionale e alle sue conoscenze, lavora come guida per agenzie nazionali ed internazionali, in giro per il mondo in location fuori dalle più comuni rotte commerciali.

MARCO GAIOTTI è un ingegnere navale che scopre quasi per caso gli ambienti selvaggi dell’Africa, innamorandosene immediatamente. Parallelamente nasce e cresce il suo amore per la fotografia naturalistica che, anno dopo anno, lo spinge a visitare alcuni dei luoghi più incontaminati del Pianeta. Negli ultimi anni ha ottenuto riconoscimenti nei più prestigiosi concorsi internazionali e nazionali di fotografia.

 




Genti e castagni in Alta val Tanaro
Storia, immagini, lessico e cultura contadina

“Genti e castagni in Alta Val Tanaro” di Tullio Pagliana non è soltanto il testo più ampio e completo sulla diffusione della coltura e della cultura del castagno nella nostra valle, ma è il racconto di secoli di storia sociale ed economica del nostro territorio, accompagnato da precise annotazioni sulla documentazione esistente. Nella prima parte ripercorre la storia di secoli di economia agro silvo pastorale in alta valle Tanaro, ricostruendo fatti e condizioni di vita delle popolazioni locali e raccontando le difficoltà e le peripezie vissute dai nostri antenati a causa di guerre e malattie. La seconda parte è un dizionario della cultura contadina dove viene ben spiegato e documentato tutto ciò che riguarda le attività, gli oggetti, le colture e la flora della nostra zona, con espressioni e modi di dire della tradizione e del dialetto di Ormea. Il libro contiene una serie di poesie in lingua locale dell’autore, che raccontano storie e avvenimenti o descrivono luoghi significativi della nostra storia e della nostra cultura.

TULLIO PAGLIANA nato a Ormea (CN), risiede a Cogoleto (GE). Svolge da tempo ricerche sulla storia dell’Alta Val Tanaro. Prima di questo libro ha scritto altri testi tra cui: “Chiese, piloni, cappelle di Ormea e frazioni. Momenti di storia e religiosità popolare”, editore Dominici (IM), 1990; “Stefano Cagna, un aviatore al fianco di Italo Balbo”, edizione a cura del Comune di Ormea, 2002, “Cari genitori, state tranquilli che sto bene…”, Il Geko Edizioni, Recco (GE), 2016 e diverse pubblicazioni collegate al Museo Etnografico dell’Alta Val Tanaro allestito nel 1994 ad Ormea.




Guida Didattica non Ufficiale per littleBits
a cura di Scuola di Robotica

Una guida semplice per chi vuole avvicinarsi al mondo didattico di littleBits, per intraprendere con i propri studenti un percorso sull’elettronica attraverso il pensiero creativo e l’apprendimento del fare, senza rinunciare all’attenzione verso i laboratori di tipo tecnico e scientifico, definito oggi come ambito educativo delle STEAM. Alla tecnologia sono state affiancate discipline quali scienze naturali, storia, letteratura ed arte, per un programma multidisciplinare.

Tra schede di laboratorio e descrizioni tecniche, il manuale vi guiderà in modo “leggero” su argomenti considerati di per sé “difficili”. Temi e progettazione stimoleranno lo studente al problem solving e a conoscere ciò che lo circonda. I laboratori sono stati ideati e strutturati per venire incontro sia al mondo maschile che a quello femminile. L’introduzione di racconti e favole animate, tra lettura ed ascolto, indurranno alla condivisione di gruppo.

La facilità d’uso dei componenti littleBits, sotto forma di “mattoncini”, permetterà l’attività di composizione, in cui il bambino sarà diretto artefice dei propri lavori che diventeranno “creazioni” di tipo ingegneristico, di fantasia o sperimentali.




Verba Manent
conversazioni su artigianato e design

Riunire sei calibri, le cui bio e bibliografie non lasciano spazio a dubitazioni alcune, abili nello spostarsi con singolare naturalezza da una disciplina espressiva all’altra, mai tradendo coerenza di pensiero e rigore realizzativo, non capita tutti i giorni. Qualche detrattore potrà pur sostenere che il tema è oramai quasi scolastico, perfino saccheggiato, ma vale la pena ricordare che, come confermano gli intervistati, il design (inteso come pratica del progetto e capacità soggettiva di produrre valore estetico e di senso), a differenza dell’arte contemporanea che legittima più o meno qualunque cosa, non può essere qualunque cosa. Intendo dire che il design non avrebbe motivo di esistere se qualsivoglia manufatto andasse bene come oggetto di design.

Riccardo Zelatore

 

Il testo tenterà non di trovare i motivi per avvalorare un nostalgico ritorno al passato, ma di sostenere le possibilità di interazione che queste due discipline, artigianato e design, possono avere a discapito delle apparenze, sulla base di fondate teorie antiche e nuove, convinti come siamo che sia di fondamentale importanza lavorare per trovare la giusta simbiosi tra innovazione e tradizione, e rispondere così alla domanda: “Come continuare a pensare da artigiani, facendo uso corretto della tecnologia?”

gli autori

 

ALESSANDRA GIACARDI (Savona, 1981). Architetto, laureata presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Genova nel 2006, ha conseguito nel 2011 un Dottorato di Ricerca Europeo in Design (European Ph.D. Label) presso la Scuola di Dottorato in Architettura e Design della Facoltà di Architettura di Genova e presso il TU Delft – DFS Design For Sustainability – Università dei Paesi Bassi. Ha vissuto e lavorato in Irlanda (Dublino) e in Spagna (Siviglia) dove ha collaborato con lo studio di Architettura Solinas y Verd Arquitectos con cui ha potuto approfondire le conoscenze in materia di eco architettura e design e nel 2011 con il Dipartimento per il Design Sostenibile (DFS) dell’università TU-Delft (vicino Rotterdam, Olanda). Nel 2009 ha fondato lo studio di architettura, design e fotografia 2apstudio.

 

MASSIMO FERRANDO (Savona, 1972). Artista poliedrico e versatile, è scrittore, fotografo e promotore di un design declinato in senso artistico, artigianale e autoriale. Ha compiuto studi in architettura grazie ai quali è in grado di lavorare coerentemente nello spazio; la lunga prassi artigianale e la dimestichezza con la scrittura poetica gli permettono di conferire ai suoi progetti e oggetti caratteristiche dai forti contenuti simbolici. Ha pubblicato nel 2008 la sua raccolta poetica “Per altra porta” (Galata Edizioni, con testo critico di Massimo Morasso e presentato alla fiera del libro di Torino). Suoi testi sono apparsi in Italia (Lietocolle, Joker, Galata, Fara edizioni, Espoarte) e Francia (Jacques Flament Edition). Ha frequentato nel 2009 il centro TAM dello scultore Arnaldo Pomodoro, nel corso di scultura, gioiello e design nei laboratori di Pietrarubbia (PU) e presso la fonderia Battaglia di Milano. Spazi espositivi in Italia, Francia e Turchia hanno ospitato suoi lavori e interventi. Nel 2013 ha inaugurato OPUS Design, laboratorio d’arte, architettura e design.

 

RICCARDO ZELATORE  (Genova, 1964). Laureato in ingegneria elettronica, dal 1994 vive a Savona. Appassionato collezionista e studioso di ceramiche artistiche e artigianali, antiche e moderne, è autore di alcune pubblicazioni sull’argomento. Curatore di mostre, organizza esposizioni in gallerie e pubbliche istituzioni in Italia e all’estero. Scrive d’arte pubblicando cataloghi tematici e monografie. Dal 2004 supervisiona i programmi espositivi di Balestrini centro cultura arte contemporanea. Dal 2007 al 2010 è stato direttore artistico di Annotazioni d’arte, Milano. Dal 2007 ha coordinato il programma mostre di Terre d’Arte in Torino. Dal 2011 al 2014 ha ricoperto l’incarico di Direttore della Fondazione Zappettini per l’arte contemporanea, Milano e Chiavari. Dal 2012 è coordinatore generale dell’Associazione Culturale Attilio ANTIBO. Dal 2014 è membro del CdA della Fondazione Bozzano Giorgis in Varazze, di CASAPERLARTE Fondazione Paolo Minoli in Cantù e dal 2015 della Fondazione Giuseppe Mazzotti 1903 in Albissola Marina.




VAL PENNAVAIRE
GUIDA DI ARRAMPICATA SPORTIVA

La guida di arrampicata sportiva Roc Pennavaire è la prima guida di arrampicata, nel panorama italiano ed estero, dedicata esclusivamente alla Val Pennavaire, il comprensorio del ponente ligure che nell’arco di una decina di anni è diventato fra i più rinomati nell’ambiente dell’arrampicata sportiva.

Questa Guida ha il pregio di essere fatta interamente da chi ha creato l’80% delle falesie della valle e ad oggi se ne prende cura. Infatti delle 1800 vie recensite, ben 1400 sono ad opera di Andrea “Dinda” Bisio, Presidente dell’Associazione “Roc Pennavaire, ente no-profit che su base completamente volontaristica si occupa delle attività di chiodatura di nuove falesie e di manutenzione dell’esistente (ogni informazione sull’attività è reperibile al sito www.rocpennavaire.it).

È una Guida, quindi, che mette a disposizione informazioni di “prima mano”, ossia tutti gli aggiornamenti, le novità ed i cosiddetti “secret spot” della Val Pennavaire, un libro ad oggi unico ed imperdibile!




LIGURIA PICNIC
60 alternativen zum Meer für Familien

Dieser Reiseführer möchte Alternativen zum Meer aufzeigen und richtet sich besonders an Familien mit Kindern. Eine kleiner Ratgeber für schöne und entspannte Tage. Eine bunte Auswahl an Seen, Teichen, Wiesen, Rastplätzen und historischen Dörfern, die an 60 verschiedene Orte in Ligurien zwischen Bergeggi und Albenga und weiter Richtung Norden bis nach Toirano, Calizzano, Bardineto und Osiglia führt. Im Allgemeinen sind die beschriebenen Orte in weniger als einer Minute bzw in wenigen Minuten zu Fuß zu erreichen. Ganz selten muss man bis zu einer Stunde gehen. Mehrere Fotos illustrieren sowohl die Anreise zu den jeweils beschriebenen Orten als auch die Orte selbst und vermitteln einen allgemeinen ersten Eindruck.

MARCO “THOMAS” TOMASSINI (1971) ist in der italienischen Stadt Genua geboren. In den achtziger Jahren beginnt er mit dem Klettersport und kommt dadurch immer öfter nach Finale, wohin er schließlich seinen Wohnort verlegt. Die Leidenschaft für die Berge und die Felsen führen ihn zunächst zur Höhlenforschung und später zum Klettern. Bald beginnt er Kletterrouten auszustatten und begeistert sich dabei besonders für das Gebiet in und um Finale. Zwischen 1993 und 1996 wird er Ausbilder bei der S.S.I. (ital. Verband für Speläologie) und im Sportklettern des U.I.S.P. (ital. Sportverband) sowie des C.A.I. (ital. Alpenverein). Finale und seine Felswände werden zu seinem bevorzugten Gebiet zum Klettern und Erschließen neuer Routen. Im Laufe von ca. sechsundzwanzig Jahren stattet er hier, alleine oder zusammen mit Freunden, weitere über 600 Routen aus. 2007 veröffentlicht er im Verlag Le Mani Edizioni seinen ersten Kletterführer “Finale by Thomas”, eine Art “beruflicher” Lebenslauf seiner Kletterwege. Im Jahre 2010 erscheint im selben Verlag sein zweiter Führer, “Finale… non solo mare”, in dem Einrichtungen jenseits der gängigen Hotels und Herbergen beschrieben werden. Nach akkurater Kartierungs- und Vermessungsarbeit der Klettergärten im Gebiet von Finale, erscheint 2011 im Verlag Versante Sud der Sportkletterführer “Finale Climbing”. 2013 erscheint erneut im Verlag Versante Sud mit “Zu Fuß durch Finale” sein vierter Führer, der aus einer neuen Leidenschaft geboren wurde. Der Suche und Entdeckung von Trekkingtouren in und um Finale. Im Jahre 2016 wechselt er das Genre und veröffentlicht mit dem “Reiseführer 4 Dörfer” eine akribisch genaue Beschreibung von vier Orten mit der Auszeichnung als eine der„ schönsten Dörfer Italiens“. Im gleichen Jahr erscheint sein erster Roman “Il segreto della principessa Val”, ein reiner Science-Fiction-Roman mit Zeitsprüngen in die Vergangenheit und Begegnungen mit historischen Personen wie Freud, Gaudì und Tesla. Nach dem großen Erfolg von “Finale Climbing”, erscheint 2017 die neue Ausgabe dieses Kletterführers. Eine völlig überarbeitete und aktualisierte Ausgabe, die auf 808 Seiten alle Kletterrouten im Gebiet von Finale beschreibt… die erste Auflage war innerhalb von wenigen Monaten ausverkauft! In seinen neuen Buc “Picknicken in Ligurien“ beschreibt er Picknickplätze, Wiesen, Seen, Teiche und historische Dörfer in Westligurien und bietet damit eine echte Alternative zum Meer und Strand besonders für Familien mit Kindern. Gleichzeitig hat er noch drei andere Projekte ganz unterschiedlichen Genres in Arbeit, die alle nach diesem Buch aufeinander folgend erscheinen werden.




LIGURIA PICNIC
60 alternatives to the beach for families

The intent of this guidebook is to describe alternatives to the beach and is aimed particularly at families with children; a tool that can be used to help pass a totally relaxing day. A mixed collection of lakes, pools, meadows, designated picnic areas and old towns, provide 60 different locations in the region of Liguria between Bergeggi and Albenga and going inland to the North as far as Toirano, Calizzano, Bardineto and Osiglia. In most cases the locations described can be reached in less than a minute on foot or in only a few minutes, occasionally there is a longer walk sometimes up to about 1 hour. A series of photographs describe the approach to the sites and the sites themselves providing a general picture and giving an idea of what the site to be visited is like.

MARCO “THOMAS” TOMASSINI (1971) was born in Italy, in the city of Genoa. He started climbing and making trips to the Finale area in the 1980s, where he later moved. His love of the mountains and rock brought him first to pot holing and then climbing. Within a short time he also started bolting climbing routes particularly in the Finale area. Between 1993 and 1996 he became a potholing instructor with the Società Speleologica Italiana and then a sports climbing instructor with the Unione Italiana Sport per Tutti and also a support instructor with the Club Alpino Italiano. Finale and its many crags became his area of choice for climbing and bolting. Here, in the last twenty-six years, he has equipped, by himself and together with others, more than 600 routes. In 2007 he published, with the editors Le Mani Edizioni, his first guidebook to Finale entitled “Finale by Thomas”, a sort of professional CV of his climbing routes. In 2010 his second guidebook was published, “Finale… non solo mare”, published by the same editor, that described the many non-hotel forms of accommodation available in the area. In 2011, after a precise and obsessive mapping and surveying of the crags around Finale, the sport climbing guidebook “Finale Climbing” came out, published by the editors Versante Sud. In 2013 his fourth guidebook “Sentieri di Finale” came out, arising from his new passion: the search for and discovery of trekking trails in the Finale area, again published by he editors Versante Sud. In 2016 he wrote a completely different type of book with “The Guide to the 4 Towns” that meticulously describes four of the most beautiful towns in Italy. In the same year his first novel came out: “Il segreto della principessa Val”, a science fiction book which jumps back in time to rediscover historical characters such as Freud, Gaudí e Tesla. In 2017, after the huge success of “Finale Climbing”, a new edition of this climbing guidebook was published; a revised and updated version that, in its 808 pages, describes all the climbing routes in the Finale area… the first print run was sold out in a few months. This is his new guidebook, Liguria Picnic, where he describes picnic areas, meadows, lakes, pools and old medieval towns in Western Liguria, some interesting alternatives to the beach for families with children. In the meantime he has other projects in the pipeline, of a completely different genre, that will follow on the heels of this guidebook.




LIGURIA PICNIC
60 alternatives à la mer pour les familles

Ce guide est conçu comme une alternative à la mer, particulièrement adapté aux familles avec des enfants; un instrument avec lequel vous pouvez passer de belles journées de détente. Une collection mixte de lacs, de lacs, de prairies, de zones équipées et de villages anciens qui vous amènera à 60 endroits différents, y compris dans la partie de la Ligurie entre Bergeggi et Albenga, et vers le nord, Toirano, Calizzano, Bardineto et Osiglia. Dans la plupart des cas, les endroits décrits sont accessibles en moins d’une minute à pied ou en quelques minutes, vous devrez très rarement marcher jusqu’à environ une heure. Une série de photographies décrivent à la fois l’accès aux lieux et les lieux eux-mêmes, fournissant une image générale et donnant une idée de l’endroit à visiter.

MARCO “THOMAS” TOMASSINI (1971) naît en Italie, dans la ville de Gênes. Il commence à grimpeur et à fréquenter la région de Finale dans les années quatre-vingts, puis s’y établit définitivement. La passion pour la montagne et la roche le font tout d’abord approcher la spéléologie et ensuite la grimpe. Il commence aussi à équiper des voies d’escalade spécialement dans la zone de Finale. Entre 1993 et 1996 il devient instructeur de la S.S.I. (Société Spéléologique Italienne) puis instructeur de grimpe sportive dans l’U.I.S.P. (Union Italienne de Sport pour tous) et aide instructeur pour le C.A.I. (Club Alpin Italien). Finale et ses roches deviennent le lieu d’escalade et l’équipement qu’il préfère. Ici, en vingt-six ans environ, il équipe seul ou accompagné, plus de 600 itinéraires. En 2007 il publie, avec la maison d’édition Le Mani edizioni, son premier topo “Finale by Thomas”, une sorte de curriculum “professionnel” de ses voies d’escalade. Son deuxième guide sur Finale paraît en 2010, “Finale… non solo mare”, édité par la même maison d’édition, qui décrit les structures extra-hôtelières de la zone. En 2011, après un travail attentif et méticuleux de cartographie des reliefs des falaises de Finale, “Finale Climbing”, le topo d’escalade sportive édité par la maison d’édition Versante sud voit le jour. En 2013 paraît Sentieri di Finale, son quatrième guide, né d’une nouvelle passion; la recherche et la découverte de parcours et trekking à Finale, encore édité par Versante sud. En 2016 il change complètement de genre et sort le “Guide des 4 bourgs” qui décrit méticuleusement quatre des plus beaux bourgs d’Italie. La même année, il publie son premier roman “Le secret de la princesse Val”, pure science-fiction avec des sauts temporels dans le passé pour redécouvrir des personnages historiques comme Freud, Gaudí et Tesla. En 2017, après le grand succès de “Finale Climbing”, la nouvelle édition de ce guide d’escalade est publiée; un volume mis à jour et complet qui décrit dans ses 808 pages toutes les voies d’escalade présentes sur le territoire de Finale … la première édition s’est entièrement vendue en quelques mois! Liguria Picnic, son nouveau guide où il décrit les zones de pique-nique, les prairies, les étangs, les lacs et les villages historiques de la Ligurie ouest, est une alternative originale à la mer, pour les familles avec enfants. En attendant, il a en réserve trois autres projets, d’un genre complètement différent, qui sortiront après ce guide.




LIGURIA PICNIC
60 alternative al mare per famiglie

Questa guida è pensata come alternativa al mare ed è particolarmente indicata e dedicata a famiglie con bambini; uno strumento con il quale poter passare belle giornate in tutto relax. Una raccolta mista tra laghi, laghetti, prati, aree attrezzate e borghi antichi, ci porterà in 60 luoghi differenti compresi nella parte di Liguria tra Bergeggi ed Albenga inoltrandosi anche verso nord per arrivare fino a Toirano, Calizzano, Bardineto ed Osiglia. Nella maggior parte dei casi i luoghi descritti sono raggiungibili in meno di un minuto a piedi o in pochi minuti, molto raramente si può dover camminare fino a circa un’ora. Una serie di fotografie descrivono sia l’accesso ai luoghi descritti che i luoghi stessi fornendo un quadro generale e dando un’idea del posto che si andrà a visitare.

MARCO “THOMAS” TOMASSINI (1971) nasce in Italia, nella città di Genova. Inizia ad arrampicare ed a frequentare il Finalese negli anni ottanta, dove poi si trasferisce definitivamente. La passione per la montagna e la roccia lo fanno avvicinare dapprima alla speleologia ed in seguito all’arrampicata. In breve inizia anche ad attrezzare itinerari di arrampicata specialmente nella zona del Finalese. Fra il 1993 ed il 1996 diventa istruttore della S.S.I. (Società Speleologica Italiana) e poi istruttore di arrampicata sportiva nell’U.I.S.P. (Unione Italiana Sport per Tutti) ed aiuto istruttore nel C.A.I. (Club Alpino Italiano). Finale e le sue rocce diventano lo scenario di arrampicata e chiodatura che predilige. Qui, nel corso di circa 28 anni, attrezza da solo o insieme ad altri, più di 600 itinerari. Nel 2007 pubblica, con la casa editrice Le Mani edizioni, la sua prima guida “Finale by Thomas“, una sorta di curriculum “professionale” delle sue vie di arrampicata. Nel 2010 esce la sua seconda guida sul Finalese, “Finale… non solo mare”, edita dalla stessa casa editrice, che descrive le strutture extra-alberghiere del comprensorio. Nel 2011 esce, dopo un attento e maniacale lavoro di mappatura e rilievo delle falesie del Finalese, “Finale Climbing”, la guida di arrampicata sportiva edita dalla casa editrice Versante sud. Nel 2013 esce “Sentieri di Finale”, la sua quarta guida nata da una nuova passione; la ricerca e la scoperta di percorsi e trekking nel Finalese, edita sempre dalla casa editrice Versante sud. Nel 2016 cambia completamente genere ed esce con la “Guida dei 4 borghi” che descrive meticolosamente quattro dei borghi più belli d’Italia. Nello stesso anno esce il suo primo romanzo “Il segreto della principessa Val”, pura fantascienza con salti temporali nel passato per riscoprire personaggi storici come Freud, Gaudí e Tesla. Nel 2017, dopo il grande successo di “Finale Climbing”, esce la nuova edizione di questa guida di arrampicata; un volume aggiornato e completo che descrive nelle sue 808 pagine tutte le vie di arrampicata presenti nel territorio del Finalese… la prima tiratura viene completamente venduta in pochi mesi! Esce adesso Liguria picnic, la sua nuova guida con la quale descrive aree picnic, prati, laghi, laghetti e borghi storici della Liguria di Ponente, un’originale alternativa al mare pensata per famiglie con bambini. Nel frattempo ha in serbo altri tre progetti, di genere completamente differente, che usciranno a ruota dopo questa guida.




I semi della mia vita

I nostri ricordi sono i semi della vita.
Non sappiamo quanto sono stati sparsi nella terra,
l’importante è averne colto i frutti




Non Solo Don Nando…
Olga e Gigetto Negri

Fossero in vita, oggi sarebbero centenari; Gigetto era del 1915, Olga del 1917 e Nando, il più piccolino, del 1920. Tutto va collocato in quel tempo la prima guerra mondiale, la pandemia spagnola, la marcia su Roma del 1922, il fascismo sino alla seconda guerra mondiale. Ecco, mentre cercavamo e studiavamo la documentazione relativa a don Nando, più volte siamo stati sorpresi nel leggere pagine preziose, ricche di straordinaria umanità e vivissima fede cristiana: tre fratelli, i Negri, legati da un vincolo di gioiosa bellezza e di intima, discretissima ma immensa spiritualità. Ed è, forse, solo così che si può spiegare l’immensa e discretissima carità di don Nando, sorretta dal legame d’anima e di sangue, di Gigetto e di Olga. Quanta fosse la vicendevole comunione esistente tra i tre fratelli e, insieme, con la loro Mamma, era testimoniato da tante persone che avevano avuto il piacere di essere allievi del professor Gigetto e della professoressa Olga nei licei di Chiavari, oltreché, ovviamente, di don Nando, al Villaggio; e di questo. La documentazione che proponiamo ne è la conferma ma, solo leggendola, se ne può apprezzare il significato ed il valore prezioso.

PIERLUIGI PEZZIScritti su: “Liguria Trasporti” (1981 – 1987), Genova, “Solidarietà” (1987 – 1996), Torino, “Conquiste del  lavoro” (1988 – 1997), Roma, “Koinè” Geopolitica dei Trasporti (1996), Milano,Πατος η Τανατοσ “(1998) Feniof, Ferrara, “Autostrade cronache” (1999 – 2008), Roma, “Giovanni Paolo II in visita alla Diocesi di Chiavari” (2008), Le Mani, ed., “U Sciû Prevostû” – Internos,  2015, Chiavari, “Il Villaggio” (2010 – 2016), Chiavari, / Pubblicazioni: “Mario Sbarbori – Un Dono” (2002), Le Mani ed. – Recco, “Da San Quirico a San Bernardo” (2014), con F. Baratta, Il Geko Edizioni – Recco, “Don Botto: un parroco e la sua chiesa” (2016), con F. Baratta, Il Geko Edizioni – Recco, “Sàn Pê de Canne ” (2017), con Margherita Casaretto, Il Geko Edizioni- Recco, “Don Gian” (2018), Il Geko Edizioni – Recco,

FRANCESCO BARATTAPubblicazioni: “Controcorrente” (2003), Le Mani – Microart’s Edizioni, Recco, “Le radici cristiane della Liguria orientale” (2006) – Fratelli Frilli Editori, Genova, “Colori e silenzi delle Cinque Terre” (2006) – Frilli Ed., Genova; con C. Oneto e M. Gareffa, “Un anno insieme Telepace” (2006) – Fratelli Frilli Ed., Genova; con A. Lavaggi, “Santuari della Diocesi di Chiavari” (2007) – Fratelli Frilli Ed., Genova, “Don Nando. Dall’Eucarestia alla Carità” (2008) – Chiavari Internòs, “Da Segesta Tigulliorum a Sestri Levante” (2009) – Chiavari Internòs – con A. Lavaggi, “Frati Cappuccini a Sestri Levante” (2010) – Robecca d’Oglio – Cremona, “Quattrocento anni Santuario N. S. dell’Orto” (2010) Grafica Piemme – Chiavari, “Serra International nel Tigullio” (2011) Grafiche Rotomec – Chiavari, “Alla scoperta del patrimonio artistico di Sestri L.” con A. Lavaggi e Giampiero Barbieri, “Primi quarant’ anni della Tubifera”(2012) Internòs Edizioni – Chiavari; con G. Boccoleri, “Da S. Quirico a S. Bernardo; Storia e Leggenda” (2014) Il Geko Edizioni – Recco, “Sulle note della Grazia” (2014) Grafiche Rotomec – Chiavari, “U Sciû Prevostû” (2015) Internòs Edizioni – Chiavari, “La vocazione di don Luciano Serra” Internòs Edizioni – Chiavari.




La mia territorialità

in punta di penna è una raccolta di immagini pensate e disegnate da Ugo La Pietra dall’inizio degli anni Settanta a oggi. Questi tratti sono un contributo ironico e dissacrante per coloro che si prendono troppo sul serio e rappresentano una ulteriore testimonianza di come lo sguardo dell’autore abbia da sempre indagato l’universo umano per il tramite della sua mano sapiente e della sua indomita vena irrisoria.

Riccardo Zelatore

Ugo La Pietra Artista, architetto e designer, si è sempre dichiarato “ricercatore” nelle arti visive e nella comunicazione. La sua attività è nota attraverso mostre, la direzione di diverse testate, la didattica negli Istituti d’Arte e nelle Università. www.ugolapietra.com

Ho iniziato a disegnare alla fine degli anni Cinquanta e ancora oggi traccio i miei segni alla ricerca di una mia territorialità,sempre più residua, in cui coltivare i miei desideri, ritrovare le mie radici, raccogliere i miei oggetti, ricordare le persone e i luoghi. Tracce che cerco di fissare con pochi tratti perché ormai stanno scomparendo. Souvenir di esperienze passate, pagine di un diario. Territori e paesaggi spesso coltivati pazientemente in un vaso.
Ugo La Pietra




La finzione vissuta
Percorsi pirandelliani: tra filosofia, psicologia, drammaturgia

Emblema della crisi del Novecento, Pirandello è l’autore che meglio di altri ha interpretato la destituzione ontologica dell’uomo moderno. Crollati i vecchi parametri conoscitivi, l’approccio epistemologico alla realtà dell’io e del mondo fenomenico si riduce a un gioco di ipotesi, di finzioni necessarie. Disperso in un relativistico labirinto conoscitivo, che anche le scienze contemporanee (Einstein, Heisenberg, Schrodinger) venivano confermando, l’individuo ha come sola certezza la finzione, nel senso etimologico originario di costruzione psichica. La finzione è l’unico possibile rapporto dell’uomo con il mondo e con se stesso, in una continua creazione di verità senza realtà, intorno ad un reale kantianamente inconoscibile. Le finzioni dell’anima, la finzione delle parole, imprigionano l’individuo dentro una fragile rete di verità relative, al di là delle quali esiste l’oltre, inaccessibile e misterioso. Costretto a scambiare per realtà ciò che è soltanto una struttura mutevole della psiche, nella finzionemaschera l’uomo ha l’unica via per esprimere ciò che si agita dentro di lui: attore, pupo, maschera, egli recita, sul palcoscenico della vita, esattamente come a teatro.

Non a caso l’equazione vita-teatro assume per Pirandello un significato totalizzante e gli consente anche, una volta divenuto regista-capocomico (e non più soltanto autore di testi drammatici) di rivalutare la figura dell’attore, per lungo tempo ritenuto un male necessario e una copia degradata del personaggio. Si tratta, oramai, di un attore rivelativo, di cifra europea, di un interprete trasparente, che, attraverso l’immedesimazione appassionata-la finzione vissuta-(Trovarsi) ha il privilegio di vivere, nelle finzioni “vere” dei personaggi, mille altre vite, negate ai comuni mortali.

GRAZIELLA CORSINOVI – docente di Storia del teatro e dello spettacolo e di Letteratura Italiana presso l’Università di Genova, Facoltà di Scienze della Formazione, è nota a livello internazionale soprattutto per i suoi contributi critici su Pirandello. Ha pubblicato studi sul teatro del Novecento, innovative le sue ricerche su Leopardi e la scienza. In qualità di specialista di Leopardi e di Pirandello ha partecipato e partecipa a numerosi Congressi Nazionali ed Internazionali. Nel 1992 il Premio Internazionale-Ultimo Novecento per l’ampiezza e l’originalità della sua produzione saggistica; nel 2000 la Pagina d’oro  per la critica letteraria; nel 2001 il premio Maestrale per essere tra le più rappresentative esponenti della cultura italiana.




Don Gian …

Se è vero che la qualità di un amore brilla nell’attenzione ai dettagli, sono stati tanti quelli che il cuore e lo sguardo di don Gian hanno saputo cogliere nelle occasioni più feriali della storia. Proprio in quell’ordinario vivere nel quale oggi la velocità e la complessità sembrano non ammettere soste per lasciare tempo e spazio a rielaborare il personale vissuto. Le pagine che avete tra le mani e che vedono protagonista don Giancarlo Crovetto non raccontano ne momenti straordinari ne occasioni solenni. Sono semplici spaccati di vita feriale nei quali alcuni “dettagli”, appunto, hanno saputo determinare la diversità della storia, tanto da darle un corso nuovo.

PIERLUIGI PEZZI – chiavarese, laureato con tesi in filosofia della storia; impegnato nel mondo del lavoro nei trasporti, fino al 2016, tra Genova e Roma in Autostrade. Scritti su: “Liguria Trasporti” (1981-1987), Genova / “Solidarietà” (1987-1996), Torino / “Conquiste del lavoro” (1988-1997), Roma / “Koinè” Geopolitica dei Trasporti (1996), Milano / “Patos e Tanatos” (1998), Feniof, Ferrara / “Autostrade cronache” (1999-2008), Roma / “Giovanni Paolo II in visita alla Diocesi di Chiavari” (2008), Le Mani, Recco / “U Sciû Prevostû” – Internos, 2015, Chiavari / “Il Villaggio” (2010-2016) – Chiavari.  Pubblicazioni: “Mario Sbarbori – Un Dono” (2002), Le Mani, Recco / “Da San Quirico a San Bernardo” (2014), con F. Baratta, Il Geko Edizioni, Recco / “Don Botto: un parroco e la sua chiesa” (2016), con F. Baratta, Il Geko Edizioni, Recco / “Sàn Pe de Canne” (2017), con Margherita Casaretto, Il Geko Edizioni, Recco




CABIRIA 187-188
Studi di cinema

Il nuovo numero (doppio) della rivista «Cabiria – Studi di Cinema» si apre con un ampio Laboratorio dedicato alle figure dei santi nel cinema di Roberto Rossellini, quelli canonici (Maria, Agostino, Francesco d’Assisi, Giovanna d’Arco) e quelli che potremmo definire “laici” (i protagonisti dei capolavori neorealisti, da Roma città aperta a Stromboli). I saggi – affidati agli studiosi Virgilio Fantuzzi, Tiziana Di Blasio, Alessandro Stile, Marco Vanelli, Pier Dario Marzi e Paolo Licheri – affrontano i film dedicati a personaggi così universali non solo per i credenti e che nelle mani del maestro perdono ogni aura agiografica per diventare figure concrete, incarnate, testimoni del loro tempo. Ogni contributo è supportato da una documentazione minuziosa e ricca, in alcuni casi totalmente inedita. Completano il fascicolo un’analisi dedicata a Totò di cui è da poco ricorso il cinquantesimo della morte. Lo studioso Alberto Anile, uno dei massimi esperti del comico napoletano, si avventura in una ricognizione sui film in cui il principe De Curtis appare pur senza avervi recitato, sotto forma di citazione, omaggio, riferimento; inoltre una nutrita sezione dedicata alle recensioni di libri dedicati, anche indirettamente, al cinema; infine le recensioni di due documentari apparsi negli ultimi mesi sugli schermi: Mondo Za, dedicato alla “Bassa” zavattiniana, e Il tentato suicidio nell’adolescenza, un cortometraggio di Ermanno Olmi ritenuto perduto, ritrovato e restaurato.




L’ultimo ruggito

Cosa succede quando una media impresa privata protagonista di quello che è stato definito ”quarto capitalismo” viene acquisita da una multinazionale? È questa la strada che può assicurare la sopravvivenza del marchio, della tradizione, dei livelli occupazionali? È un quesito aperto che può avere diverse e opposte risposte. Così non è stato però per la Tamini – azienda di altissimo livello definita la Ferrari dei trasformatori e leader mondiale nel settore – fondata nel 1916 da Carlo Tamini. Quasi cento anni dopo il figlio Luciano, ottantenne, si è battuto per la cessione a Terna pensando di portare l’azienda in un porto sicuro. Imprenditore appassionato, leader naturale, Tamini non ha potuto stare a guardare il dissolversi dell’identità della “sua” azienda e da presidente ha ingaggiato una battaglia personale con i vertici della multinazionale per difendere prestigio e soprattutto occupazione. Due logiche imprenditoriali quasi opposte si sono scontrate. Due mondi, forse due epoche della nostra storia industriale. È stata una malattia fulminante a interrompere la battaglia di Luciano Tamini dandogli il tempo però di lasciare ai “suoi” operai e impiegati 4 milioni di euro. È stata, questa decisione, il suo modo di dire che le persone sono importanti e che un vero imprenditore non lo dimentica mai. Tamini ha tenuto un sintetico diario degli ultimi due anni. Questo libro racconta la storia dal suo punto di vista, con tutto il fuoco e l’intransigenza del suo carattere, “l’ultimo ruggito del vecchio leone” come amava dire, ed è un documento su cosa significa essere imprenditore nel mondo della globalizzazione e delle multinazionali.

LUCIANO TAMINI  nasce a Milano il 10 novembre 1932. Suo padre Carlo è imprenditore di una piccola azienda manifatturiera la Tamini Costruzioni Elettromeccaniche. Alla morte del padre, Luciano, ultimo di tre figli, appena diplomato è costretto a lasciare gli studi per dedicarsi all’azienda. Dopo un periodo di scontri con il fratello e la sorella a metà degli anni ‘50 Luciano prende in mano le redini dell’azienda. Sotto la sua guida la Tamini diventa un Gruppo di importanza internazionale, primo player italiano nella costruzione dei trasformatori di alta potenza e leader mondiale nel settore dei trasformatori speciali per settori industriali, in primis quello siderurgico. Arriverà ad aprire una società negli Stati Uniti e una branch in Algeria e a contare oltre 400 dipendenti. Nel 2014 dopo un duro scontro con il nipote, socio in azienda, la Tamini viene ceduta al Gruppo Terna, primo operatore europeo nella trasmissione dell’energia. Luciano Tamini rimane presidente dell’azienda fino al febbraio 2017. Ha vissuto per 56 anni con Josy, la bellissima moglie tedesca con cui ha condiviso tante passioni, arte, viaggi, sci di fondo, golf e l’Oltrepo Pavese dove Luciano abitava da 20 anni. Amante della montagna a oltre 70 anni di età compie imprese sportive importanti come la scalata delle tre vette più alte dell’Africa (Kilimangiaro, Monte Kenya e Ruwenzori) e della vetta più alta d’Europa, l’Elbrus.

ERIKADELLACASA  giornalista professionista dal 1977, laureata in Storia Navale, ha iniziato giovanissima come cronista sindacale al “Lavoro” di Genova. Negli anni Ottanta lavora per “Il Globo” di Michele Tito e l’agenzia di stampa Adn- Kronos, poi entra nella redazione de “Il Secolo XIX”, il principale quotidiano ligure, dove ricopre gli incarichi di inviato speciale, caporedattore e vicedirettore. Nel 2005 lascia “Il Secolo XIX” e inizia la sua collaborazione con il “Corriere della Sera”. Per Marsilio ha pubblicato I Costa. Storia di una famiglia e di un’impresa (2012 due edizioni) e Il cammino del vecchio leone. Cento anni di Tamini un’eccellenza italiana (2016).




Dal mare al calcare
Il finalese e oltre

Questo lavoro nasce da un’idea di Alessandro Maifredi per l’evento speleologico Finalementespeleo 2017 (incontro internazionale di speleologia, 1-5 Novembre 2107) ed è stato scritto in pochissimo tempo da tante persone diverse che hanno aderito con entusiasmo al progetto. Non ha la pretesa di essere una guida completa, ma vuole semplicemente essere un “quaderno degli appunti” per il viaggiatore. Questa piccola guida che hai tra le mani è strettamente legata all’evento FinalmenteSpeleo 2017 che ha il suo fulcro a Finale Ligure, nella Liguria di Ponente. È rivolta a chi verrà apposta a farci visita da ogni direzione, da levante, da ponente da nord e da sud. La Liguria è una regione stretta tra le montagne e il mare e per raggiungere Finale devi in un modo o nell’altro percorrerla per buona parte. Come è facile capire l’attenzione sarà rivolta principalmente al “Finalese” ma ci siamo detti: perché non raccontare quanto di bello si può visitare arrivando a Finale Ligure? Lo scopo di questo lavoro è proprio quello di illustrare, in maniera assolutamente soggettiva e non esaustiva, anche alcune “pillole di Liguria” poste lungo le direttrici principali verso FinalmenteSpeleo 2017. A chi arriva da lontano può far piacere fare un paio di ore di pausa e scoprire che a 10 minuti dall’autostrada esistono posti incantevoli conosciuti in tutto il mondo, dalle Cinque Terre a Portofino per citarne un paio. La Speleologia sarà il soggetto principale dell’Incontro Internazionale a cui stai partecipando, ma ci farebbe piacere che questo “libello” rimanesse nella tua biblioteca per ricordare che la Liguria non è solo grotte né solo mare, ma un fantastico mix tutto da scoprire. Ti racconteremo quindi non solo di grotte, ma anche di come scoprire il territorio a piedi, in bicicletta, con la muta o le scarpette d’arrampicata o veloce come il vento su e giù per le nostre montagne.




Personaggi e racconti dell’Alta Val Tanaro
(e dintorni)

Come uno scrigno dal sapore antico, si ritrovano in questo prezioso libretto le immagini di una montagna che è nel vissuto di ognuno di noi, con i suoi colori, i sentieri impervi, la sua disposizione alla fatica e alla conquista e l’umiltà originaria della gente che la abita. In questa cornice, al tempo stesso reale e immaginata, si inseriscono le storie vere di persone e situazioni che, con scrittura fluida, attenta al particolare e sempre sottilmente ironica, l’autore fa piacevolmente rivivere. Il contesto, rappresentato dall’Alta Val di Tanaro, con i suoi profili orlati di verde e solo a tratti aspri e scoscesi, accoglie personaggi che rimangono nella memoria di chi legge per la loro umanità e unicità. Nel trasmettere la sua naturale inclinazione alla scrittura e un affetto asciutto e sincero per i luoghi descritti, l’autore riesce a regalarci pagine molto piacevoli.

GUGLIELMO  FROJO  è nato e vive a Genova. Laureato in medicina e chirurgia, specializzato in oculistica. Primario presso gli Ospedali di Imperia e Genova Sampierdarena. Ha cooperato tramite il Gruppo Volontari Civili di Bologna in ospedali dell’Africa e del Vietnam.




1897-2017: I 120 anni della funicolare Zecca-Righi
(dal Rigi svizzero al Righi genovese)

Il libro, completamente illustrato, descrive la storia di due impianti di trasp orto pubblico di montagna particolari: trattasi della Ferrovia del Rigi svizzero  e della Funicolare genovese del Righi. I due impianti, tuttora esistenti, di cui del secondo si è festeggiato da pochis simo tempo l’anniversario dei 120 anni, furono progettati e realizzati alla fine  dell’Ottocento dai signori Franz Josef Bucher e Josef Durrer che importarono il  nome “Rigi” dalla Svizzera a Genova, dando alla nostra città un forte impulso t uristico, in particolare alle zone collinari della nostra città.
Sul volume vengono così ripercorse e trattate le curiose storie dei due impianti  e di coloro che ne concepirono la loro esistenza.

RICCARDO GENOVA Ingegnere Elettronico e Dottore di Ricerca in Ingegneria ed Economia dei Trasporti. Opera presso il Dipartimento DITEN – Scuola Politecnica – Università degli Studi di Genova. Autore di numerose pubblicazioni sulla mobilità, è Preside di CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani) per la Liguria e membro del Collegio Ingegneri dei Trasporti Svizzero.

 CLAUDIO SERRA è nato a Genova nel 1966 dove abita e lavora. Da parecchio tempo si occupa di storia e ricerche sul trasporto pubblico e le vie di comunicazione con particolare riferimento a quelli della sua regione. Si dedica inoltre alla storia del costume italiano in ambito teatrale e cinematografico.




Sàn-Pe de Canne
Storie di nostra gente

Qualche fotografia e qualche racconto; alcuni nomi e tanti ricordi che fan rivivere il tempo passato in quel di San Pier di Canne. La storia di un paese è costruita dalle pietre portanti, ma anche da quelle nascoste; nella storia delle persone ci sono anche le pietre scartate, quelle dimenticate, le più pregiate e quelle più umili, di pari valore. In questa storia del piccolo borgo di San Pier di Canne sono racchiuse le une e le altre; storie più appariscenti e storie tanto nascoste. La vita nella frazione chiavarese non è slegata dalla storia del “Capoborgo”; per questo, anche tra alterne vicende, il cammino della storia unisce e riduce le distanze tra il centro e la periferia. L’intento di questa semplice raccolta è solo quello di suscitare qualche curiosità in più … e se in qualcuno sorgesse la voglia di raccontare nuove esperienze ed altre immagini della vita a San Pier di Canne, ne saremmo davvero contenti. E così, a quanti volessero correggere errori, limiti e difetti il nostro “Grazie”: un modo per condividere conoscenze e sentimenti, un modo per fare un altro tratto di strada assieme.

MARGHERITA CASARETTO – chiavarese, residente a San Pier di Canne. Laureata in giurisprudenza, appassionata d’arte e di storia locale. Dal 1998 socia della Società Economica. Fin dalla costituzione, nel 2001 socia e Revisore dei Conti dell’“Accademia dei Cultori di Storia locale di Chiavari.” Dall’aprile 2014, Componente dell’Ufficio di Presidenza e Assessore al Patrimonio della Società Economica. Responsabile Organizzativo della 157° Mostra del Tigullio (15-18 giugno 2015; Centro Storico di Chiavari e Teatro Cantero). Responsabile Organizzativo della 158° Mostra del Tigullio (22-25 giugno 2017; Porto Turistico di Chiavari). Oltre settanta le pubblicazioni di ricerche, presso la Biblioteca della Società Economica, curate con il fratello ing. Francesco Casaretto

 PIERLUIGI PEZZI – chiavarese, residente a\ San Pier di Canne con la famiglia, dal 1976 al 1992. Laureato con tesi in filosofia della storia; impegnato nel mondo del lavoro nei trasporti, fino al 2016, tra Genova e Roma in Autostrade. Scritti su: “Liguria Trasporti” (1981-1987), Genova “Solidarietà” (1987-1996), Torino “Conquiste del lavoro” (1988-1997), Roma “Koinè” Geopolitica dei Trasporti (1996), Milano “Patos e Tanatos” (1998), Feniof, Ferrara “Autostrade cronache” (1999-2008), Roma “Giovanni Paolo II in visita alla Diocesi di Chiavari” (2008), Le Mani, ed. – Recco “U Sciû Prevostû” – Internos, 2015, Chiavari “Il Villaggio” (2010-2016) – Recco Pubblicazioni: “Mario Sbarbori – Un Dono” (2002), Le Mani ed. – Recco




Per una qualità urbana
Una proposta sperimentale per Albisola Superiore – Luceto

Il libro di Lagomarsino e Rosasco ci racconta la cronistoria della realizzazione del Piano di Edilizia Economica e Popolare realizzato nella frazione di Luceto (Comune di Albisola Superiore – SV) a partire dalla metà degli anni ’70. Il tema è quindi quello dell’edilizia residenziale pubblica, argomento da tempo dibattuto per le sue diverse implicazioni e risultati che hanno caratterizzano questo tipo di interventi.

LUIGI LAGOMARSINO – Professore associato di Urbanistica all’Università degli Studi di Genova, ha svolto nel tempo ruoli direttivi per il Dipartimento POLIS, l’Istituto Nazionale di Urbanistica e il Laboratorio di Sperimentazione sulla Qualità Residenziale della Fondazione Mario e Giorgio Labò. In ambito professionale e universitario ha sviluppato numerosi progetti sperimentali sul tema della riqualificazione urbana riguardanti gli insediamenti periferici, i sistemi di accessibilità nelle aree protette, i riassetti infrastrutturali, secondo itinerari di progettazione partecipata.

PAOLO ROSASCO – Dottore di ricerca in Estimo e Valutazioni economiche è ricercatore di Estimo presso il Dipartimento Architettura e Design (dAD) della Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Genova. Svolge attività di didattica e ricerca sui temi legati alla valutazione di piani e progetti inerenti la riqualificazione urbana e territoriale, all’analisi del mercato immobiliare e agli studi sulla fattibilità economica degli interventi.




Islanda Segreta

Islanda Segreta non è un’altra guida turistica! Si tratta di una raccolta di 15 aree speciali selezionate grazie all’esperienza di chi da 20 anni esplora questa terra con l’occhio attento alla natura, alla geologia e anche agli ambienti che rimangono tutt’oggi integri e poco frequentati.

MARCO MONTECROCI – Classe 1968, laureato in geologia; quando da ragazzo non usciva dall’Italia, scalava le montagne e scopriva ghiacciai, grotte e miniere di casa nostra. Nel 1998 ha fondato Kailas viaggi e trekking cominciando a esplorare i luoghi affascinanti e selvaggi del pianeta, costruendo poi itinerari fruibili con differenti gradi d’impegno e difficoltà. Islanda Segreta è il suo primo libro e nasce dalla collaborazione essenziale con Christian Roccati che ne ha fortemente spinto e coordinato la stesura.

CHRISTIAN ROCCATI – Classe 1979, scrittore, laureato in storia e Guida Kailas. Accademico e testimonial alpinistico del GISM, delegato ligure dell’accademia d’arte e cultura alpina, ex membro della commissione nazionale pubblicazioni del CAI. Ha scritto oltre 30 libri raccontando le sue esperienze come atleta ed esploratore in ogni ambito del mondo dell’avventura. Con l’opera Libero di Vivere infervora la passione dei lettori con esperienze in Italia e in terre remote. Con Islanda Segreta spinge il fondatore di Kailas e le altre guide, a iniziare una collana di libri di viaggio innovativi e originali.




Il presta libro e i suoi simboli

“Ti presto qualcosa e spezzo un simbolo, che potrai usare come segnalibro per ricordarti”

MASSIMO ROMAGNOLI – Non sono mai stato un fotografo nel senso proprio del termine. Le prime foto? Era 1976, ho iniziato a scattare foto con una vecchia reflex russa, una Zenit-B senza esposimetro equipaggiata con un obiettivo Helios-44-2. Qualche rullino di pellicola, preferibilmente Ilford, una manciata di scatti e un’infinità di ore a sviluppare e stampare in camera oscura. Poi tutto il resto, altre foto in bianco e nero e tante diapositive, una macchina più moderna,  ma sempre tutto molto semplice, senza flash, senza obiettivi speciali. Così, procedendo per piccoli passi, sino al digitale. Ancora adesso dopo quasi 40 anni di fotografie non mi sento un fotografo e nel presta-libro la sequenza di immagini non vuole essere un album fotografico, ma un puzzle di colori e suggestioni. Ricordi usati per ricordare, tutto qui.




Carloforte Isola di San Pietro

L’isola di San Pietro, nell’arcipelago sulcitano della Sardegna sud-occidentale, ospita nell’unico centro abitato di Carloforte i discendenti della colonia genovese di Tabarca, in Tunisia, trasferitasi qui e nella vicina Calasetta nel corso del Settecento dopo una secolare permanenza lungo le coste dell’Africa settentrionale. I Tabarchini hanno trasferito nella loro nuova patria la lingua, la cultura, le tradizioni architettoniche, gastronomiche e di lavoro che avevano mantenuto dopo l’esodo dalla Liguria, arricchendole di elementi mutuati dall’incontro con altri idiomi e con altre civiltà del Mediterraneo. Attorno a Carloforte, straordinario esempio di sintesi culturale e ambientale, l’isola di San Pietro con le sue intatte bellezze naturalistiche, il mare cristallino, il clima sempre dolce, rappresenta una fonte inesauribile di sorprese per il visitatore, e motivo d’orgoglio per i Carlofortini, che hanno saputo conservarne inalterato il fascino fino ai giorni nostri.

ANTONIO TORCHIA – Fotografo free lance, specializzato in reportages di viaggio, con particolare interesse verso l’ambiente naturale e umano delle Isole. Suoi servizi fotografici e immagini sono stati pubblicati da importanti riviste di viaggi come Bell’Europa, Gente Viaggi, Isole, Meridiani, Traveller. Tra i principali volumi pubblicati ricordiamo: Isole Tabarchine, Le Mani, 2001 Corsica, Le Mani, 2002 Da Monaco a Gibilterra, Le Mani, 2003 Carloforte – Isola di San Pietro, Le Mani, 2003 L’Isola di Chio, Le Mani, 2004 Tunisia, fra tradizione e modernità, ELSAG Datamat, 2007 Pra’ di verde, d’azzurro, Il Geko Edizioni, 2015




Un pezzetto di vita

Un pezzetto di vita è il ponte tra un uomo anziano e la sua infanzia. Il racconto è diviso in due parti. Nella prima parte (L’UOMO) il protagonista, dallo spirito indipendente e dal carattere stravagante, vive in una posizione “contro corrente”. Con senso critico, con serietà e profondità, osserva e analizza gli avvenimenti e i cambiamenti della società civile trainati da una politica che ha molti limiti. Nella seconda parte (IL BAMBINO) ritorna alla sua infanzia quando la Seconda guerra mondiale lo costrinse, con la mamma, ad abbandonare la città per un paese dell’Oltrepo Pavese dove iniziò la scuola elementare. Attraverso una serie di circostanze, anche dolorose, dovette prendere la prima tragica decisione della sua vita.

MAURO MARICINO è nato il 28 gennaio 1937 a Genova, dove attualmente vive. Perito Industriale Meccanico ha inoltre frequentato la facoltà di Scienze Politiche senza terminare gli studi. Amico della ragione, della libertà, del progresso ed interessato alla letteratura, alla storia e alla politica, ha conciliato l’attività lavorativa con la collaborazione a riviste aziendali, sindacali e politiche. Come opinionista ha scritto, per dieci anni, sui giornali: «Corriere di Sestri Ponente» (Genova) «L’Eco di Levanto» (La Spezia). Nel 2015 ha pubblicato per il Geko Edizioni Riflessioni Semplici e Racconti Minimi




Ai confini dell’assurdo

Antonio Barbaro, insieme al suo amore per l’arte espressiva, oggi, si esprime anche con la sua passione giovanile per la scrittura. Scrive venticinque racconti divertendosi a giocare con la realtà e il surrealismo. Storie che potrebbero essere vere, o apparire vere. Parafrasando il noto aforisma Pirandelliano “così è, se vi pare” sembra suggerire ai lettori: così è, anche se NON vi pare.

ANTONIO BARBARO nasce a Padova. inizia gli studi a Venezia dove assimila la sua prima educazione artistica. Trasferitosi in Liguria si iscrive alla facoltà di Fisica per poi dedicarsi completamente alla pittura. Dopo numerose personali in diverse città d’Italia apre uno studio d’Arte a Santa Margherita Ligure. Paesaggi silenziosi e navi senza tempo saranno i principali protagonisti dei suoi quadri. Selezione dal Reader’s Digest illustrerà con i suoi dipinti alcune copertine della propria rivista distribuita in tutto il mondo. Arturo Schwarz, collezionista e storico dell’arte di fama internazionale, di lui scrive: “Caro Barbaro, nei suoi acquerelli riesce ad eternare le qualità più diafane della natura: la luce e l’aria, rese nella loro trasparenza amorosa”.




Mi porti in Val Bormida?
Guida stradale e turistica

Ogni notte, quale un immenso animale estinto, la Val Bòrmida ispida di latifoglie sonnecchia distesa tra Liguria e Piemonte. I venti, che dalla galleria di Melogno si incanalano nell’oltregiogo, fanno fremere la cresta di antiche rocce che separa il ramo occidentale da quello orientale e tengono in allerta i lupi, che in ogni sbuffo d’aria annusano richiami e minacce…

Inizia così, in tono fiabesco, la guida a una valle poco conosciuta e frequentata, percorsa soprattutto per arrivare sulla costa o per raggiungere le Langhe. Invece, distesa tra Liguria e Piemonte, la Val Bòrmida è innanzitutto un luogo di fascino, immerso in un suo tempo interiore. Quattro brevi itinerari automobilistici portano a scoprire bellezze dimenticate e raccontano storie antiche. Una ricca lista di indirizzi permette di fermarsi, per un pranzo, una cena, una notte o forse di più.

LORENZA RUSSO da anni scrive di cultura alpina, di escursionismo e di ambiente in libri, favole e articoli (per “Alp”, “Lo Scarpone”, “L’Alpe”). Dopo aver dedicato molto tempo alle Dolomiti, si è spostata nel Ponente Ligure e ha scritto una guida gastronomica del Finalese (Dove nel Finalese. Il meglio di osterie, locande, agriturismo e prodotti tipici, Torino, Cda&Vivalda, 2003), territorio a cui è particolarmente legata. Dal rapporto con i “monti pallidi” sono nate una tesi di laurea in glottologia, poi trasformata in una guida escursionistico-toponomastica dal titolo Pallidi Nomi di Monti.Camminare nel territorio delle Regole d’Ampezzo tra Linguistica, Natura e Storia (esaurito) e il libretto di favole Bestiario d’Ajal, edito dal Comune di Cortina d’Ampezzo e illustrato da Lorenza. Le storie, ambientate nei boschi di Cortina d’Ampezzo, hanno il testo a fronte in dialetto ampezzano, infatti il Bestiario è stato pensato per gli allievi della Scuola elementare di Cortina che spesso non conoscono la natura della valle in cui abitano. La grande passione per la montagna ha portato Lorenza a scrivere due manuali per la casa editrice Hoepli, Camminare in montagna (2008) e Camminare nei boschi (2012). Nel 2008 Lorenza ha scritto la favola naturalistica La grande giornata di Loazzolo per la neonata oasi WWF del Forteto della Luja, a Loazzolo nelle Langhe. Per il nuovo Melangolo sono usciti due libri dedicati al Finalese: Autobiografia finalese – Guida sentimentale ai luoghi del Finalese e alla loro vita (2013 seconda edizione) e Cantastorie – Brevi ritratti di luoghi dimenticati nel Finalese (2014) e Milanomare, viaggia alternativi tra Milano e la Liguria (2015)




Fregugge
Piccoli frammenti di vita

Poesie in genovese di Mario Miari, raccolte e tradotte da Ettore, suo figlio.

MARIO MIARI, autore di Fregugge, è nato a Genova nel 1920. Si è diplomato Ragioniere nel 1940 e giovanissimo ha partecipato al secondo conflitto mondiale come fante del 38° Reggimento Divisione Ravenna. Dopo la guerra si è impiegato in banca nel 1947. Mario, innamorato della sua città natale, nel cuore è stato però sempre poeta, coltivando la sua passione fin da ragazzo, osservando Genova, l’evolversi delle mode, i mutamenti avvenuti nella sua stessa vita e traducendo così le sue emozioni e le sue riflessioni in rima, utilizzando rigorosamente l’amato dialetto “zeneize”. Nel 1958 si è sposato con Camilla e l’anno successivo è nato il suo Ettore. Mario Miari è mancato nel 1968.

ETTORE MIARI, unico figlio di Mario, si è diplomato nel 1978 ragioniere come il papà ed è stato a sua volta assunto in Banca. Le sue grandi passioni sono la lettura e la squadra di calcio del Milan, di cui è appassionato tifoso, ma si è avvicinato a sua volta alla poesia e al dialetto genovese, leggendo i componimenti del papà. A distanza di molti anni dalla morte di Mario, ha deciso di tradurre, raccogliere e pubblicare le sue rime in un libro, Fregugge appunto, di cui anche mamma Camilla sarebbe stata orgogliosa.




Don Marcello Botto
Un parroco e la sua chiesa

In questo volume con prefazione di mons. Alberto Tanasini – Vescovo diocesano di Chiavari, sono tre le parti proposte:

  • una semplice biografia di don Marcello, per ricordare le tappe della sua vita, collocandole nel contesto familiare, sociale, economico e culturale del territorio e della chiesa chiavarese..
  • La documentazione riferita ai lavori di rigenerazione della Basilica di S. Salvatore dei Fieschi, all’inizio del ministero parrocchiale di don Botto (1968 – 1970), favorisce la riscoperta dell’immagine di don Marcello in preghiera nella sua chiesa; c’è un intreccio spirituale, nel fascino mistico della semplicità, nella bellezza ascetica del tempio, tra le note armoniose di un silenzio essenziale.
  • Le omelie nella Messa domenicale, nell’ultimo anno di vita di don Marcello con una chiave di lettura suggerita da don Federico Pichetto (certamente tra gli eredi spirituali di don Marcello e Missionario della Misericordia nel Giubileo Straordinario del 2016 voluto da Papa Francesco). La lettura di queste meditazioni appare come una sfida per i nostri giorni: più ti addentri nello scorrere le omelie di don Marcello più intuisci l“oceano di santità” nel quale ha vissuto, sempre con un anelito di Paradiso.



Storia illustrata della Ferrovia Genova-Casella
La ferrovia delle tre valli tra mare e monti

In questo volume ripercorriamo la lunga storia della ferrovia Genova Casella, dai primi progetti agli albori del secolo scorso alla sua costruzione all’inizio degli anni Venti del Novecento, dopo la stasi nel periodo della prima guerra mondiale, dai primi anni di esercizio, iniziato il primo settembre 1929, fino ai giorni nostri, tra subentri societari nella gestione, una nuova guerra mondiale, il progressivo aumento della motorizzazione privata a partire dagli anni Sessanta. Anche questa pubblicazione è sviluppata come una storia illustrata, perché il testo è corredato da numerose tabelle e da oltre trecento immagini, in gran parte inedite, che già di per sé costituiscono una storia parallela di questa ferrovia. Un lungo e documentato capitolo è poi dedicato al diversificato materiale rotabile. La storia del trasporto pubblico nell’area percorsa dalla ferrovia è completata con quella dei servizi su strada istituiti nel corso degli anni intersecanti le località servite dal Trenino. Chiude la narrazione un’Appendice che riporta, per le diverse fermate poste lungo la linea, i punti di interesse storico, naturalistico, escursionistico

CORRADO BOZZANO è nato nel 1945 a Genova ove risiede. Fra i suoi interessi il settore dei trasporti ed in particolare quello automobilistico, nel cui ambito conduce da molti anni una ricerca tesa a ricostruire l’origine e l’evoluzione dei servizi nel comprensorio ligure.

ROBERTO PASTORE è nato nel 1946 a Genova dove vive. Molto del suo tempo libero è dedicato alla ricerca storica ferroviaria nel territorio ligure-piemontese. Ultimamente, nell’ambito dei volumi sul trasporto ligure già pubblicati, si è occupato anche di altri mezzi di trasporto pubblico.

CLAUDIO SERRA è nato a Genova nel 1966 dove abita e lavora. Da parecchio tempo si occupa di storia e ricerche sul trasporto pubblico e le vie di comunicazione con particolare riferimento a quelli della sua regione. Si dedica inoltre alla storia del costume italiano in ambito teatrale e cinematografico.




Il segreto della principessa Val

Un delicato intreccio tra futuro e passato dove i protagonisti sono chiamati a un compito speciale: salvare la speranza. Nell’eterna lotta tra il bene e il male, da sempre, l’esito è atteso, scontato. Eppure nella visionaria lettura di un mondo futuro emergono figure significative. Val, Kleine Stern, Rosa, Charlotte, Welle, Angelika, Chiara e tutte le altre donne, belle e determinate, ci accompagnano in un’avventura avvincente e straordinaria dove l’amore, in tutte le sue sfaccettature, rimane comunque la scelta migliore… sempre.

Marco “Thomas” Tomassini, classe 1971, nasce in Italia, nella città di Genova. Grande appassionato di arrampicata sportiva, frequenta per molti anni le pareti comprese nella zona di Finale Ligure sia come climber che come chiodatore attrezzando più di 600 itinerari con l’aiuto di vari collaboratori. Trasferitosi finalmente in pianta stabile nel finalese inizia il suo lavoro di ricerca e stesura dei testi che lo porta a scrivere una serie di volumi, quasi tutti tradotti in lingua inglese, tedesca e francese. Nel 2007 pubblica, con la casa editrice Le Mani edizioni, la sua prima guida “Finale by Thomas”, una sorta di curriculum professionale delle sue vie di arrampicata sportiva, la sua prima passione. Tre anni dopo, nel 2010, esce con un altro lavoro sul finalese, “Finale… non solo mare”, edito dalla stessa casa editrice, questo descrive le strutture extra-alberghiere del comprensorio. Trascorso solo un anno, nel 2011, dopo un attento lavoro di mappatura e rilievo delle falesie del finalese, esce con “Finale Climbing”, la guida di arrampicata sportiva edita dalla casa editrice Versante sud, specializzata in libri e guide di alpinismo, arrampicata, mountain bike e outdoor. Nel 2013 scrive Sentieri di Finale, la sua quarta guida nata da una nuova passione; la ricerca e la scoperta di percorsi e trekking nel finalese, edita sempre dalla casa editrice Versante sud. Nel 2016 cambia completamente genere, e con la collaborazione della guida turistica Valerio Peluffo esce con il volume intitolato “Guida dei 4 borghi”, edito dalla casa editrice Il Geko; questo descrive meticolosamente quattro dei borghi più belli d’Italia (Noli, Varigotti, Finalborgo e Borgio Verezzi). Il segreto della principessa Val è il suo primo romanzo… e spera che sia solo il primo di una lunga serie.




Libero di vivere

Cos’è l’alpinismo d’esplorazione? «Da agonista rendevo conto al cronometro; adesso rispondo alla mia fantasia». Con questo sentimento Christian Roccati descrive l’entusiasmo che caratterizza ogni sua avventura, dapprima in ogni angolo d’Italia tra canyon, grotte e pareti e in un secondo tempo in terre remote intorno al mondo tra Groenlandia, Marocco, Islanda, Egitto, Turchia e in gran parte d’Europa. Un battito di cuore alla volta inseguendo il sottile confine tra desiderio e sogno, nuotando negli abissi con i delfini sulla barriera corallina o correndo con le volpi artiche oltre il 66° parallelo, questo libro parla di un susseguirsi di emozioni uniche dalle immersioni sotto il ghiaccio alle arrampicate a fil di cielo. Una vita per evolversi osservando «quel sen tiero invisibile che nessuno vede, tranne te».

Christian Roccati è scrittore e storico, autore di oltre 500 pubblicazioni tra cui 31 libri. Accademico e Testimonial del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna), ex membro della commissione centrale Pubblicazioni del CAI, presiede la delegazione ligure dell’Accademia d’arte e cultura alpina, ha al suo attivo la pubblicazione di 400 fotografie con relative mostre, oltre 50 trasmissioni radiofoniche, 3 premi letterari nazionali, 7 incarichi da addetto stampa nazionale e 400 conferenze. È guida Kailas e artista a tutto tondo praticando anche pittura e scultura. Ex Atleta di alto livello con 8 podi campionati italiani, competizioni internazionali e numerosi record, pratica in apertura e ripetizione ogni disciplina esistente nel panorama outdoor dalla scalata alla speleologia, dal canyoning alla mtb, dalla slack line alla subacquea sotto il ghiaccio, dalle ciaspole alle ferrate, dai trekking in autonomia intorno al mondo al tree climbing, dall’hiking ai trail estremi oltre i 100 km e 5000 metri.




L’albero delle fragole
una storia d’amore e di montagna

“L’albero delle fragole. Una storia di amore e di montagna”, è un romanzo che racconta per parole e immagini la storia di una famiglia i cui protagonisti vivono, grazie alla Montagna appositamente personificata, una svolta essenziale nel raggiungimento del loro equilibrio interiore. Laura, la protagonista femminile piena di contraddizioni e incertezze, incarna l’archetipo dell’inquietudine di vivere. Grazie ad una vacanza in Montagna, scopre la sua voce interiore. In Montagna Laura incontra Ettore, alpinista anticonformista e dall’indole solitaria, che un passato non facile ha rinchiuso in se stesso. Tra i due nasce una storia d’amore, suggellata dalla passione per la Montagna che garantisce il loro equilibrio di coppia, in un totale isolamento dal resto del mondo. Dal loro amore nasce Giovanni che, cogliendoli del tutto impreparati al cambiamento, fa affiorare l’immaturità e la fragilità di entrambi. Ma il figlio rappresenta anche la ragione più valida per affrontare definitivamente le problematiche irrisolte dei due, innescando un meccanismo di rinascita che porterà all’evoluzione di tutta la famiglia. In questo processo la Montagna, insegnando ai protagonisti come conoscere e amare se stessi, si trasforma da meta di fuga dalla realtà a occasione di riscatto, grazie al quale uno stato di totale e rinnovata consapevolezza consente loro di cogliere il vero senso dell’esistenza. La “conquista” di tutti i Rifugi della Valle d’Aosta prima, e la scalata ai quattromila dopo, porteranno i due genitori, finalmente consapevoli del significato del loro ruolo, e il loro figlio ormai adolescente, alla meta più ambita: la felicità che deriva dalla capacità di amare e di essere amati. L’impianto narrativo si fonda sull’interdisciplinarietà poetica: prosa, poesia e immagini si mescolano, con l’intento di offrire al lettore uno sguardo più ampio, rendendolo partecipe del viaggio interiore dei protagonisti, attraverso vicende, emozioni e avventure, ma anche delle bellezze della Valle d’Aosta.

Lucia Goldoni, specializzata in normative ambientali (laurea in giurisprudenza e qualificazioni successive), ha lavorato in una grande società fino alle sue dimissioni dal lavoro nel 2014. Ha quindi studiato psicologia, conseguendo il diploma in counselling, ha approfondito tematiche filosofiche, ha compiuto un’intensa ricerca spirituale con un profondo lavoro personale. La ricerca del mondo interiore continua ad essere la passione principale. Oggi insegna ai bambini e ai ragazzi come studiare e come amare lo studio, aiutandoli a rafforzare la loro autostima e a superare blocchi emotivi nell’apprendimento, e svolge seminari riflessivi per gli adulti per un approccio alla vita positivo e funzionale. Ha conseguito premi e riconoscimenti in numerosi concorsi letterari. Nel 2016 ha pubblicato il libro “Poppy, Patty, Patrizia. L’evoluzione psicologica e spirituale di un’infanzia senza amore”.




Reiseführer 4 dörfer
Noli, Varigotti, Finalborgo und Borgio Verezzi

Mit dem vorliegenden Führer lassen sich die vier Orte Noli, Varigotti, Finalborgo und Borgio Verezzi einfach mit Hilfe der nummerierten Karte entdecken. Die Texte erzählen von der spannenden Geschichte dieser schönen ligurischen Orte, verweilt auf Wegen, an Palazzi und an vielen interessanten Details, die dem Betrachter sonst verschlossen bleiben würden. Die Nummerierung auf der Karte entspricht den Fotos, die die Texte wunderschön begleiten. Der historischen Beschreibung der Orte folgt jeweils eine kurze Erläuterung der jährlichen Veranstaltungen sowie ein Wandervorschlag, um die vier herrlichen Orte aus den Hügeln oberhalb betrachten und fotografieren zu können.

Marco “Thomas“ Tomassini (1971) ist in der italienischen Stadt Genua geboren. In den achtziger Jahren beginnt er mit dem Klettersport und kommt dadurch immer öfter nach Finale, wohin er schließlich seinen Wohnort verlegt.
Die Leidenschaft für die Berge und die Felsen führen ihn zunächst zur Höhlenforschung und später zum Klettern. Bald beginnt er Kletterrouten auszustatten und begeistert sich dabei besonders für das Gebiet in und um Finale. Zwischen 1993 und 1996 wird er Ausbilder bei der S.S.I. (ital. Verband für Speläologie) und im Sportklettern des U.I.S.P. (ital. Sportverband) sowie des C.A.I. (ital. Alpenverein). Finale und seine Felswände werden zu seinem bevorzugten Gebiet zum Klettern und Erschließen neuer Routen. Im Laufe von ca. sechsundzwanzig Jahre stattet er hier, alleine oder zusammen mit Freunden, weitere über 600 Routen aus. 2007 veröffentlicht er im Verlag Le Mani Edizioni seinen ersten Kletterführer “Finale by Thomas”, eine Art “beruflicher” Lebenslauf seiner Kletterwege. Im Jahre 2010 erscheint im selben Verlag sein zweiter Führer, “Finale… non solo mare”, in dem Einrichtungen jenseits der gängigen Hotels und Herbergen beschrieben werden. Nach akkurater Kartierungs- und Vermessungsarbeit der Klettergärten im Gebiet von Finale, erscheint 2011 im Verlag Versante Sud der Sportkletterführer “Finale Climbing”. 2013 erscheint erneut im Verlag Versante Sud mit “Zu Fuß durch Finale” sein vierter Führer, der aus einer neuen Leidenschaft geboren wurde. Der Suche und Entdeckung von Trekkingtouren in und um Finale. Mit dem hier vorliegenden Buch wechselt er komplett das Genre und beschreibt in Zusammenarbeit mit dem Touristenführer Valerio Peluffo sehr genau vier der schönsten Dörfer Italiens.




Guidebook to the 4 towns
Noli, Varigotti, Finalborgo and Borgio Verezzi

This guidebook is a precious tool that gives you the chance to visit Noli, Varigotti, Finalborgo and Borgio Verezzi with ease, following a numbered map. The text recounts the history of these fantastic medieval Ligurian towns, lingering over the streets, palazzi and details that would otherwise go unobserved. The numbering of the maps corresponds to the same number of photos that complete the text making it more enjoyable to read.
As a footnote to the historical texts about the medieval towns both a small section describing events that occur annually, as well as a short section on excursions that take you along short trails, have been inserted, showing you the four towns from the surrounding hills and giving you the chance to take fantastic photos.

Marco “Thomas“ Tomassini (1971) was born in Italy, in the city of Genoa. He started climbing and making trips to the Finale area in the 1980s, where he later moved.
His love of the mountains and rock brought him first to pot holing and then climbing. Within a short time he also started bolting climbing routes particularly in the Finale area. Between 1993 and 1996 he became a potholing instructor with the Società Speleologica Italiana and then a sports climbing instructor with the Unione Italiana Sport per Tutti and also a support instructor with the Club Alpino Italiano. Finale and its many crags became his area of choice for climbing and bolting. Here, in the last twenty-six years, he has equipped, by himself and together with others, more than 600 routes. In 2007 he published, with the editors Le Mani Edizioni, his first guidebook to Finale entitled “Finale by Thomas”, a sort of professional CV of his climbing routes. In 2010 his second guidebook was published, “Finale… non solo mare”, published by the same editor, that described the many non-hotel forms of accommodation available in the area. In 2011, after a precise and obsessive mapping and surveying of the crags around Finale, the sport climbing guidebook “Finale Climbing” came out, published by the editors Versante Sud. In 2013 his fourth guidebook “Trails of Finale” came out, arising from his new passion: the search for and discovery of trekking trails in the Finale area, again published by he editors Versante Sud. The subject matter has now completely changed and with the invaluable collaboration of the guide Valerio Peluffo this new guidebook has been published, describing in detail four of the most beautiful “Borghi” in Italy.
At the same time his first science fiction novel will be published, with the title IL SEGRETO DELLA PRINCIPESSA VAL and, as with this guidebook will be published by the editors Il Geko.




Guide des 4 bourgs
Noli, Varigotti, Finalborgo et Borgio Verezzi

Ce guide est un instrument précieux qui vous permettra de visiter Noli, Varigotti, Finalborgo et Borgio Verezzi de manière simple, en suivant une carte numérotée. Les textes racontent l’histoire de ces splendides bourgs de Ligurie, en s’arrêtant sur les rues, immeubles et particularités qui pourraient passer inaperçus. La numération des cartes correspond à des photographies qui complètent les textes rendant ainsi la lecture plus agréable. À la fin des textes historiques sur les bourgs a été inséré, soit une brève partie descriptive sur les événements qui s’y tiennent annuellement, soit une brève partie sur les excursions qui vous guidera le long des sentiers, en vous montrant les quatre bourgs depuis le haut et vous donnant la possibilité de prendre de merveilleuses photographies.

Marco “Thomas“ Tomassini (1971) naît en Italie, dans la ville de Gênes. Il commence à grimper et à fréquenter les Finalese dans les années quatre-vingts, puis s’y établit définitivement.
La passion pour la montagne et la roche le font tout d’abord approcher la spéléologie et ensuite la grimpe. Il commence aussi à équiper des voies d’escalade spécialement dans la zone de Finale.
Entre 1993 et 1996 il devient instructeur de la S.S.I. (Société Spéléologique Italienne) puis instructeur de grimpe sportive dans l’U.I.S.P. (Union Italienne de Sport pour tous) et aide instructeur pour le C.A.I. (Club Alpin Italien). Finale et ses roches deviennent le lieu d’escalade et l’équipement qu’il préfère. Ici, en vingt-six ans environ, il équipe seul ou accompagné, plus de 600 itinéraires. En 2007 il publie, avec la maison d’édition Le Mani edizioni, son premier topo “Finale by Thomas”, une sorte de curriculum “professionnel” de ses voies d’escalade. Son deuxième guide sur Finale paraît en 2010, “Finale… non solo mare”, édité par la même maison d’édition, qui décrit les structures extra-hôtelières de la zone.
En 2011, après un travail attentif et méticuleux de cartographie des reliefs des falaises de Finale, “Finale Climbing”, le topo d’escalade sportive édité par la maison d’édition Versante sud voit le jour.
En 2013 paraît Sentieri di Finale, son quatrième guide, né d’une nouvelle passion; la recherche et la découverte de parcours et trekking à Finale, encore édité par Versante sud.
À présent il change complètement de genre et avec la grande collaboration du guide Valerio Peluffo pour cet opus, qui décrit méticuleusement quatre des plus beaux bourgs d’Italie.




Guida dei 4 borghi
Noli, Varigotti, Finalborgo e Borgio Verezzi

Questa guida è un prezioso strumento che vi permetterà di visitare Noli, Varigotti, Finalborgo e Borgio Verezzi in maniera semplice, seguendo una mappa numerata. I testi raccontano la storia di questi splendidi borghi liguri, soffermandosi su vie, palazzi e particolari che altrimenti potrebbero passare inosservati. La numerazione delle mappe corrisponde ad altrettante fotografie che completano i testi rendendone la lettura più piacevole. In calce ai testi storici dei borghi è stata inserita sia una breve parte descrittiva sugli eventi che si tengono annualmente all’interno di essi, sia una breve parte escursionistica che vi guiderà lungo brevi sentieri, mostrandovi i quattro borghi dall’alto e dandovi la possibilità di scattare meravigliose fotografie.

Marco “Thomas“ Tomassini (1971) nasce in Italia, nella città di Genova. Comincia ad arrampicare ed a frequentare il Finalese negli anni ottanta, dove poi si trasferisce definitivamente.
La passione per la montagna e la roccia lo fanno avvicinare dapprima alla speleologia ed in seguito all’arrampicata. In breve inizia anche ad attrezzare itinerari di arrampicata specialmente nella zona del Finalese. Fra il 1993 ed il 1996 diventa Istruttore della S.S.I. (Società Speleologica Italiana) e poi istruttore di arrampicata sportiva nell’U.I.S.P. (Unione Italiana Sport per Tutti) ed aiuto istruttore nel C.A.I. (Club Alpino Italiano). Finale e le sue rocce diventano lo scenario di arrampicata e chiodatura che predilige. Qui, nel corso di circa ventisei anni, attrezza da solo o insieme ad altri, più di 600 itinerari. Nel 2007 pubblica, con la casa editrice Le Mani edizioni, la sua prima guida “Finale by Thomas”, una sorta di curriculum “professionale” delle sue vie di arrampicata. Nel 2010 esce la sua seconda guida sul Finalese, “Finale… non solo mare”, edita dalla stessa casa editrice, che descrive le strutture extra-alberghiere del comprensorio.
Nel 2011 esce, dopo un attento e maniacale lavoro di mappatura e rilievo delle falesie del Finalese, “Finale Climbing” la guida di arrampicata sportiva edita dalla casa editrice Versante sud.
Nel 2013 esce Sentieri di Finale, la sua quarta guida, nata da una nuova passione; la ricerca e la scoperta di percorsi e trekking nel Finalese, edita sempre dalla casa editrice Versante sud.
Ora cambia completamente genere e con la grande collaborazione della guida Valerio Peluffo esce con questa guida, che descrive meticolosamente quattro dei borghi più belli d’Italia.
In contemporanea uscirà con il suo primo romanzo di fantascienza, s’intitolerà IL SEGRETO DELLA PRINCIPESSA VAL e, come questa guida, sarà editato dalla casa editrice Il Geko.




Troiane
Radici e Copioni

La preparazione di uno spettacolo
attraverso il metodo di Konstantin Stanislavskij
e l’Analisi Transazionale di Eric Berne

“Accostare le Troiane nelle loro radici al dramma storico dei vinti e connettere i miti ai loro copioni psichici, sono due movimenti di ricerca, rari e preziosi come autentiche perle, destinati a offrire un metodo di lettura di un testo letterario e a facilitare l’attore nella rappresentazione.”

Vittorio Soana

“Se siamo d’accordo nel dire che l’intelligenza non è la quantità d’informazioni che possiamo accumulare (oggi praticamente illimitata per le nuove tecnologie), ma la capacità di relazionare saperi diversi per incontrare una sintesi che li superi, possiamo concludere che Mercedes Martini ci offre uno sguardo nuovo, profondo, di spessore, che attraversa con passione ognuna delle sue frasi e parole.”

Carlos María Alsina

Mercedes Martini è nata a Napoli, vive in Liguria. Si è diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Giorgio Strehler. Ha compiuto studi sulla psicologia bioenergetica e sull’Analisi Transazionale, in rapporto all’uso del corpo e allo studio della persona ai fini dell’interpretazione. Ha conseguito il diploma di Counselor professionista. Attrice, regista, docente, conduttore di gruppi. È presidente dell’associazione culturale T.I.M.E.U.P – Tutto il mondo è un palcoscenico.




Zombie’s Circus

“Imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti”
Luigi Pirandello sintetizza così la società in cui viviamo, in cui viveva lui a maggior ragione quella in cui viviamo noi. Ci sono svariati aforismi che potrebbero rappresentare il mio Circo ma il più appropriato sarà sicuramente il Vostro.
Entrate nel Tendone del Circo, entrate e perdetevi dove altri vogliono vederVi, persi….

Federica Minetti. Sono un’Acquario nata il 1 Febbraio del 1989. Sin dall’infanzia ho sempre disegnato e sono sempre stata un’autodidatta. Da bambina guardavo parecchi Cartoni Animati e film provando semplicemente a ri-disegnare i personaggi senza alcuna immagine davanti. Il mio tratto si è evoluto durante le scuole Superiori e soprattutto durante il secondo anno di Università, ma sono certa che continuerò a migliorarmi sempre, migliorandolo sempre di più. Sono una grande fan della Walt Disney e della Bonelli edizioni. Sono diplomata come Operatore dell’Impresa Turistica ma laureata nel 2012 in Decorazione ed Illustrazione presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.




Colombara

Il catalogo è stato pubblicato in occasione della mostra Piergiorgio Colombara: opere in collezione Balestrini a cura di Gian Paolo Seghezza e con il patrocinio del Comune di Finale Ligure. Completano la pubblicazione i contributi critici di Sandro Ricaldone e Riccardo Zelatore.

Nelle suggestive sale museali dell’Oratorio dei Disciplinanti in Finalborgo (SV) è stato esposto, per la prima volta, un corpus di cinquanta di opere che ripercorrono l’itinerario di Piergiorgio Colombara dai primi anni Ottanta a oggi: sculture, installazioni, quadri, ceramiche. “Una robusta struttura costruttiva e insieme una raffinata esplosione spaziale” denotano l’opera dell’artista genovese “che ha saputo, sin dai suoi inizi, valutare il ‘peso’ che nella scultura riveste la leggerezza”. Ci troviamo di fronte, come ha scritto Gillo Dorfless, ad “ampie costruzioni spesso molto complesse per la contemporanea utilizzazione di materiali diversi: bronzo, rame, vetro “, che “non gremiscono lo spazio” ma gli conferiscono “la parvenza di una leggiadra foresta metaforica”.

Il titolo e la scultura-simbolo dell’esposizione (Cantoria, 1988) restituiscono il significato primo dell’evento: un omaggio a Franco Balestrini, recentemente scomparso, e alle opere di Piergiorgio Colombara raccolte da Balestrini negli anni e attualmente conservate in Albissola Marina.

Piergiorgio Colombara nasce a Genova. Frequenta la facoltà di Architettura al Politecnico di Milano ed a Genova, dove si laurea nel 1974. Nel 1978 viene segnalato al XVIII Premio Internacional de Dibuix Joan Mirò tenuto nella fondazione Joan Mirò a Barcellona. Dalla fine degli anni settanta all’inizio del decennio successivo lavora ai cicli “Spartiture” e “Cosmagonie”, esposte al Mercato del sale a Milano ed a Palazzo Cattaneo a Genova; grandi tele dove già si delineano i temi che accompagneranno fino ad oggi la sua ricerca, e cioè: lo spazio, il tempo, la memoria ed il silenzio, visibili questi temi nella produzione degli anni ’83-’84 come nelle installazioni: “Ma perchè giunge a rapidi passi un messaggero?”, “Il carro di fuoco” ed il “Canto della clessidra” esposte in occasione delle mostra nella galleria Avida Dollars di Milano. Dall’84 si dedica prevalentemente alla scultura, dando vita a numerosi cicli come “Sculture senza suono”, “Urne”, “Anelli”, “Tremule”, “Orliquie”, “Bugie”, “Fumerio” e “Segrete”, opere queste che nei seguenti anni saranno esposte in mostre nazionali ed internazionali, in spazi pubblici e privati tra le quali ne ricordiamo alcune: al Grand Palais di Parigi, al Museo Italo-Americano di San Francisco, alla Galleria La Polena di Genova, al Palazzo Barolo di Torino, al Kunstverein di Amburgo, alla Skulptur Heute di Hochenfelden, alla Gallerie Marie-Louise Wirth di Zurigo, alla X Biennale d’arte sacra di S. Gabriele, al Palazzo delle esposizioni di Roma, al Palazzo Magnani di Reggio Emilia, all’Istituto di Cultura di Vienna e di Zurigo, al XXXIV Prix International D’Art Contemporain di Montecarlo e al Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce di Genova, al Museo Archeologico di Aosta e alla Galleria Balestrini di Albisola. Opere di notevoli dimensioni come “Plumbatarum”, “Clessidra”, “Mulino”, presentate nella mostra del Museo di Cà Pesaro a Venezia nel 1994; “Eo” esposta insieme a “Cantoria” nel 1993 alla XLV Biennale di Venezia; “Il Canto di Arparca” con la quale ha vinto nel 1999 il concorso, ad invito, per il monumento alla pace ed ai caduti di Camponogara (Venezia). In tutte queste opere sono impiegati diversi materiali, dai metalli (ottone e rame) alla cera, al piombo ed al vetro soffiato che dialoga (la sua ombra) con la durezza del ferro e del bronzo, il materiale principale del più recente ciclo “Exbronzo” (che segue gli altri tre “Excera”, “Expiombo” e “Exvetro”). Le opere sono state esposte a Milano nel 2003 e nel 2004 dallo Studio Copernico di Nicola Loi, quindi a Stupinigi nell’ambito delle olimpiadi invernali di Torino, al Museo Archeologico di Brindisi, al Musée de la Ville di Tunisi e al Museo della Permanente a Milano. Nel 2009 espone nella Valle dei Templi ad Agrigento, al Museo Archeologico di Firenze, al Palazzo della Borsa di Genova, alla Galerie Maud Barral di Nice e alla Comunità Ebraica di Casale Monferrato. Sempre nel 2009 partecipa alla 53ª Biennale di Venezia dove ritorna nel 2010 per la 54° Biennale. Nel 2013 espone al Vittoriano di Roma, nei Chiostri di San Domenico di Reggio Emilia e nel “Parco dell’Arte all’Idroscalo” a Milano. Nel 2014 La Colombe d’Or, François et Danièle Roux, di Saint Paul de Vence inserisce l’opera “La Scala d’oro”nella propria collezione; a Cagnes-sur-mer espone allo Chateau-Musée Grimaldi all’interno della Biennale de l’UMAM, e a Lucca alla Galleria Usher. Nel 2015 espone a Pistoia alla Galleria Vannucci, a Sainkt Moritz all’”Art Masters” e all’Expo di Milano nel Padiglione Italia.




Poppy, Patty, Patrizia
L’evoluzione psicologica e spirituale di un’infanzia senza amore

Il libro riporta il percorso psicoterapeutico di una donna che, per superare l’odio che prova per se stessa causato dal mancato affetto dei genitori, ripercorre la storia della propria infanzia. Con l’aiuto dello psicoterapeuta la donna scopre dentro di sé la presenza di Poppy, la sua bambina interiore, cioè il suo mondo emotivo rinnegato e soffocato nell’inconscio, e la presenza di Patty, il giudice interiore che ha il compito di riprodurre le voci persecutorie dei genitori. Mettendo a confronto, liberando e integrando queste sue figure interiori, Patrizia può arrivare alla meta finale, l’unica in grado di dare un senso alla sua vita: accogliere, accettare e amare se stessa in tutte le sue parti per recuperare quell’autenticità persa dentro le sofferenze di un’infanzia senza amore.

Lucia Goldoni Specializzatasi in normative ambientali dopo la laurea in giurisprudenza, ha lasciato il lavoro per occuparsi di psicologia, filosofia e spiritualità. Ha conseguito il diploma di counselling in Analisi Transazionale. Ha ottenuto premi e riconoscimenti in numerosi concorsi letterari. Escursionista ed alpinista, considera la montagna come una maestra di vita ma soprattutto come un anello di congiunzione fra lei e l’Esistenza. Oggi continua ad occuparsi di ricerca interiore.




L’ecosistema genovese dell’innovazione.
Genesi, componenti, problemi

Il 30 ottobre scorso è stato ufficialmente sottoscritto l’accordo-quadro triennale “Italian Innovation Hub – Genova” tra Confindustria-Genova, Fondazione Ricerca e Imprenditorialità (tra i cui soci figura anche IIT), Università di Genova ed Associazione Genova 2021, accordo aperto ad ulteriori adesioni da parte di soggetti (privati e pubblici) che ne condividano gli obiettivi e le modalità di attuazione. L’accordo è finalizzato sostanzialmente ad attivare una serie di azioni operative coordinate, ma gestite direttamente dai soggetti che partecipano a ciascuna di esse, utili per potenziare ed accelerare lo sviluppo di startup e PMI innovative anche con rapporti collaborativi con grandi imprese ad alta tecnologia e centri di ricerca localizzati nell’area genovese. Tra le analisi condotte per disporre di materiale conoscitivo e di valutazioni sulle specificità dell’ecosistema genovese dell’innovazione in vista dell’accordo-quadro, figura quella del DIEC (Dipartimento di Economia dell’Università), i cui risultati sono oggetto di questa pubblicazione. La ricerca del DIEC, svolta nel corso del 2014 e non aggiornata coi dati dell’anno successivo, si qualifica però per la sua sistematicità e completezza, specie per quanto riguarda le informazioni aziendali. In particolare, nella prima parte viene approfondita la genesi dell’ecosistema genovese dell’innovazione, caratterizzata da un processo pluriennale in controtendenza rispetto alla complessiva involuzione (demografica, socio-economica ed anche, per alcuni aspetti, socio-culturale) del capoluogo ligure considerato nel suo complesso. Un altro aspetto di particolare interesse riguarda l’esame delle trasformazioni delle tecnologie che maggiormente caratterizzano l’ecosistema. Nella seconda parte vengono considerate analiticamente le componenti più rilevanti dell’ecosistema (grandi e piccole imprese consolidate ad alta tecnologia, start-up e spin-off, centri di ricerca universitari, dell’IIT e del CNR, strutture ed infrastrutture per l’innovazione, istituzioni private, pubbliche e miste a base associativa, politiche regionali nel periodo 2008-2014) e, specialmente, vengono focalizzate le loro interazioni, in gran parte alquanto deboli. Nella parte conclusiva viene delineato il quadro sintetico delle opportunità, delle minacce, dei punti di forza e di quelli di debolezza dell’ecosistema nel contesto competitivo in cui si colloca, evidenziando le principali priorità che – secondo gli autori del rapporto – dovrebbero essere oggetto di azioni operative nell’ambito di “Italian Innovation Hub – Genova”. In effetti, due azioni operative rilevanti (entrambe facenti capo alla Fondazione Ricerca & Imprenditorialità), sono già state avviate. La prima è finalizzata a selezionare un nucleo di start-up innovative locali offrendo loro servizi di formazione, di mentoring, di advisory e di tutorship a supporto della loro prima fase di sviluppo. La seconda è finalizzata ad attrarre, su scala nazionale e con criteri molto selettivi, sulla base di indicazioni sulle capacità tecnologiche specifiche richieste formulate da alcune grandi imprese locali, start-up o PMI innovative, offrendo un supporto alla “accelerazione” del loro processo di sviluppo ed all’avvio di relazioni con le imprese maggiori secondo logiche di “open- innovation” e con il supporto del “venture capital”. Connesse con queste, altre azioni sono in corso con riferimento alla formazione di una rete territoriale dei centri servizi alle startup, che vede particolarmente coinvolti l’Università e Confindustria Genova.

Gianni Cozzi Professore Emerito di Economia e Gestione delle Imprese, Diec, Università di Genova.

Cinzia Panero Ricercatrice di Economia e Gestione delle Imprese, Diec, Università di Genova.

Deepa Scarrà Laureata magistrale in Management. Ha svolto attività di ricerca per il Diec e per la Fondazione R&I. Attualmente fa parte dello staff della sede operativa della Fondazione R&I.




“Cari genitori, state tranquilli che sto bene…”

I diari, le lettere, le testimonianze che l’autore ha riunito nel libro sono un pò lo specchio di come la gente dell’alta val Tanaro vide la guerra. Si tratta della guerra vissuta e raccontata da giovani; ma è anche la guerra vissuta dai loro parenti che, d’improvviso, videro partire i ragazzi nel pieno del loro vigore per poi aspettarne con ansia le lettere e, ancora di più, il loro ritorno a casa che in molti casi, purtroppo, non avvenne.

Le parole sono semplici, con errori di ortografia e grammaticali, ma schiette e genuine come le aspettative ed i sentimenti di quanti scrissero o riferirono le loro vicissitudini.

Tullio Pagliana. Nato a Ormea (CN), risiede a Cogoleto (GE). Svolge da tempo ricerche sulla storia dell’Alta Val Tanaro. Prima di questo libro ha scritto altri testi tra cui: “Chiese, piloni, cappelle di Ormea e frazioni. Momenti di storia e religiosità popolare”, editore Dominici (IM), 1990; “Stefano Cagna, un aviatore al fianco di Italo Balbo”, edizione a cura del Comune di Ormea, 2011, e diverse pubblicazioni collegate al Museo Etnografico dell’Alta Val Tanaro, allestito nel 1994 ad Ormea.




Transgenici

in punta di penna è una raccolta di immagini pensate e disegnate da Ugo La Pietra dall’inizio degli anni Settanta a oggi. Questi tratti sono un contributo ironico e dissacrante per coloro che si prendono troppo sul serio e rappresentano una ulteriore testimonianza di come lo sguardo dell’autore abbia da sempre indagato l’universo umano per il tramite della sua mano sapiente e della sua indomita vena irrisoria.

Riccardo Zelatore

Ugo La Pietra Artista, architetto e designer, si è sempre dichiarato “ricercatore” nelle arti visive e nella comunicazione. La sua attività è nota attraverso mostre, la direzione di diverse testate, la didattica negli Istituti d’Arte e nelle Università. www.ugolapietra.com

In tanti vasi, come in un grande orto,
coltivo “nuovi semi”.
Futuri prodotti transgenici.

Ugo La Pietra




Bosco in città

in punta di penna è una raccolta di immagini pensate e disegnate da Ugo La Pietra dall’inizio degli anni Settanta a oggi. Questi tratti sono un contributo ironico e dissacrante per coloro che si prendono troppo sul serio e rappresentano una ulteriore testimonianza di come lo sguardo dell’autore abbia da sempre indagato l’universo umano per il tramite della sua mano sapiente e della sua indomita vena irrisoria.

Riccardo Zelatore

Ugo La Pietra Artista, architetto e designer, si è sempre dichiarato “ricercatore” nelle arti visive e nella comunicazione. La sua attività è nota attraverso mostre, la direzione di diverse testate, la didattica negli Istituti d’Arte e nelle Università. www.ugolapietra.com

 

Oggi gli architetti usano con troppa disinvoltura
il rapporto natura/architettura.
L’architetto dimentica spesso che il verde,
al contrario del costruito, ha una propria vita e
un proprio sviluppo e nel tempo
ha sempre avuto la meglio sul costruito

Ugo La Pietra




Prà di verde, d’azzurro
Fotografie di Antonio Torchia

Prà, antico borgo di pescatori e contadini, oggi attivo quartiere del Ponente genovese, vanta una storia ricca e poco nota, che ha coinvolto le sue borgate (Palmaro, Sapello…) e l’immediato retroterra. Forte di una propria identità, ben definita anche se poco vistosa, a dispetto delle molte trasformazioni recenti Prà ha conservato un legame forte col proprio passato, che ha saputo aggiornare fino a renderne attuale l’eredità economica e culturale: il rapporto col mare e la tradizionale coltivazione del basilico determinano ancor oggi la personalità di questo nucleo che può ancora riservare molte sorprese all’occhio attento e “curioso” di chi è abituato a cercare ovunque le tracce di un’antica bellezza.

Antonio Torchia Fotografo free lance, specializzato in reportages di viaggio, con particolare interesse verso l’ambiente naturale e umano delle Isole. Suoi servizi fotografici e immagini sono stati pubblicati da importanti riviste di viaggi come Bell’Europa, Gente Viaggi, Isole, Meridiani, Traveller.




Carte

Diario di una possibilità

Alla fin fine, pur girandoci molto intorno, uno dei problemi principali del nostro essere, o esistere, a prescindere da ogni subordine sociale, etico o economico, è riconoscere chi siamo. Ricordarsi, o rammemorare, che il nostro corpo si infrange contro la realtà quotidiana con la carne, i muscoli, i denti, il sangue, e con l’anima (una parola tanto abusata dalle mode New Age benché in italiano difetti di aggettivazione) Quest’odore di materia si innesta nei pensieri e viceversa ne è innestato, tormenta la parola di Giovanni Testori, lo sguardo che non a caso reperì nei grumi di Gustave Courbet l’origine dell’Informale, come temperie prolungata e reiterata fino ai giorni nostri. Poi c’è, del gran lombardo, quel suo cammino spirituale che rivide in Nicolas De Staël una ragione salvifica nell’abbandono degli spessori materici a vantaggio di una luce che si fa assottigliamento della pittura, una «sorta di totale e finale battesimazione», o meglio, ricordando la fine del pittore, «una sorta di finale, e totale, estrema unzione». Da qui l’abbrivio alla lettura dell’opera di Marco Grimaldi, che evoca il destino definitivo della sostanza corporea in una specie di regressione cerebrale in cui il segno rarefatto, il fraseggio fuligginoso dei disegni, le trame delle «Gabbie», camminano a ritroso verso le profondità interiori lasciando lentamente il piano della superficie […].

Flavio Arensi

Marco Grimaldi nasce a Udine nel 1967, si diploma al Liceo artistico di Bergamo nel 1985 e all’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano nel 1989. La sua prima mostra si tiene al Centro Culturale S.Fedele di Milano nel 1993. Da allora si susseguono numerose collaborazioni e mostre in gallerie e spazi pubblici, tra le quali: Cavenaghi Arte Milano, Galerie Alter Markt Halle (Saale), Civica Galleria di Arte Moderna Città di Seriate (Bg), Galleria Torbandena Trieste, Galleria Morone Milano, Galleria ISARTE Milano. Numerose le partecipazioni a premi e rassegne collettive che hanno portato Grimaldi a inserire le proprie opere all’interno di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Si ricordano: Galerie ARAS Ravensburg, Fondazione Cjua Blad, Casa per L’Arte Fondazione Paolo Minoli Cantù (CO), Museo Parisi Valle Maccagno (VA), B.A.C.O  Palazzo della Misericordia Bergamo, Fondazione Zappettini per l’arte contemporanea Chiavari. Recente l’acquisizione di alcune opere da parte della Fondazione VAF per il MART di Trento e Rovereto. Dal 2011 collabora con la Nuova Galleria Morone di Milano.




Mare Monstrum
L’immaginario del mare tra meraviglia e paura

L’immaginario del mare tra meraviglia e paura. Un team di studiosi, con i curatori del galata Museo del mare, hanno voluto investigare quello che potremmo chiamare the dark side of the sea, quel “lato oscuro” che, per secoli, e certamente ancora oggi, afferra l’uomo, quando si rende conto delle sue reali dimensioni e possibilità di fronte all’alterità del male.




Dentro & Fuori

Tanti amici, per un’idea di mostra

Dopo un po’ di anni di mostre, la mia idea di cosa doveva prevedere questo progetto me la ero fatta. E mi piace riassumerla così: non c’entra tanto o solo con il curare un evento espositivo, ha molto a che fare con il raccontare una storia. Non è teatro, ma ho pensato si potessero usare alcune risorse di quella disciplina come la luce, gli spazi e il movimento (ho voluto lasciar fuori musica e suoni, anche se, a dirla tutta, questi ultimi un po’ c’entrano, ma lo potrà capire solo chi parteciperà). L’intento è stato quello di andare al di là della semplice selezione dei lavori di un autore e la loro disposizione all’interno di un contenitore, pur suggestivo e coinvolgente. Sul palcoscenico di questo progetto ci salgono diverse figure (la mia sta dietro le quinte o laterale, quasi a fungere da voce narrante): una di artista, altre di non artisti (o quasi). Ho chiesto nell’ordine: a Franco Balestrini, storico animatore culturale di Albissola Marina, la disponibilità incondizionata del suo spazio espositivo; a Giovanni Siri, titolare di una organizzata struttura balneare, l’agibilità della terrazza che domina il perimetro dei Lido Beach Club e il golfo albisolese; a Bart Herreman, straordinario fotografo belga e milanese d’adozione, di documentare per immagini la realizzazione del progetto; a Carlo Pirovano, grande editore e illustre storico dell’arte, di legittimare criticamente il lavoro dell’artista; a Eduard Habicher, il vero protagonista della messa in scena, di interpretare con le sue sculture gli spazi messi a disposizione; a Giorgio Merello, deus ex macchina di una esuberante casa editrice ligure, di accompagnarmi nella realizzazione del catalogo che state scorrendo; a Sergio Pandolfini, tarmi nella realizzazione di un’edizione speciale che completa la proposta espositiva. veri. Ho pensato potesse venirne fuori qualcosa di emozionante. Letta così potrà anche sembrare nulla di speciale e la gente si chiederà che differenza c’è, allora, con una mostra delle tante. Questa è una domanda di cui conosco la risposta senza essere in grado di pronunciarla. Mi sa tanto che in casi come questo le parole poco contano: meglio fare e le persone, spero, capiranno.

Riccardo Zelatore

Eduard Habicher è nato a Malles (BZ) nel 1956. Attualmente vive e lavora a Merano. Dagli anni Ottanta ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive in gallerie e spazi pubblici in Italia e all’estero. Sue opere sono in permanenza presso pubbliche istituzioni, strutture e residenze private in tutto il mondo.




Non padre

Riccardo e Adele sono giovani e innamorati. Stanno per vivere l’esperienza più intensa nel percorso di una coppia, quella di diventare genitori. Dovrebbe essere tutto perfetto. Ma Riccardo ha un sogno, quello di diventare musicista e il desiderio rischia di sovrastare tutto, compreso l’amore per la compagna. Essere un musicista significa orari folli, lunghe nottate con i componenti della band, birre a fiumi. A casa intanto, dolce e paziente, lo aspetta un’Adele che crede nel loro rapporto e si fa da parte per dare a Riccardo gli spazi creativi di cui ha bisogno. Ma diventare padre è una scelta, non è un tentativo o un caso fortuito. Riccardo non riesce a crescere. Quando si accorgerà dei suoi errori, sarà troppo tardi per tornare indietro e potrà solo fare i conti con il rimorso e con un’entità che aleggia da tempo nella casa dove abita e che nasconde un terribile segreto.

Stefano Padovan, classe 1974, vive a Torino e lavora per una nota software house italiana con mansioni di consulente commerciale. Attivo nell’underground musicale dai primi anni novanta, ha creato e partecipato alla composizione di testi e canzoni di numerose band e si è esibito in centinaia di concerti nel nord Italia. Nel 2003 forma la band dei Medea, con all’attivo la pubblicazione nel 2008 di In un giorno Qualunque, album prodotto da Alkemist Fanatic Europe su distribuzione nazionale a cura di Andromeda. Il progetto Medea termina nel luglio 2009. Parallelamente all’attività musicale scrive frammenti, poesie, racconti e romanzi brevi. A marzo 2009 pubblica il suo primo libro Squarci, raccolta di racconti edito da Elena Morea Editore. Nello stesso periodo crea un progetto musicale dal nome Grido della Mente, nel tentativo di avvicinare la canzone alla poesia sonora e si esibisce in alcune manifestazioni del territorio Piemontese. Nel 2010 collabora con alcune webzine, scrivendo articoli musicali e pubblicando interviste di artisti italiani. Nel 2012 comincia a lavorare al suo primo romanzo Non Padre e lo termina dopo due anni di lavoro.




La cocomera stramba

Le storie erano vissute poi dimenticate, come le tracce sulla sabbia venivano cancellate dalla risacca. Tutti i filoni di indagine si chiudevano. Giustizia era fatta.

Laura Ravaioli Rossi, nasce a Ravenna, cresciuta a Rimini, si laurea in matematica e fisica all’Università di Bologna. Sposata con due figli, ha insegnato e cambiato più volte residenza in Italia e all’estero,arricchendosi di esperienze. Dalla formazione umanistica e scientifica, si sviluppa presto una molteplice attività artistica impostata sulla ricerca,dalla pittura alla scultura,concretizzata in una serie di mostre così come in parallelo in una produzione letteraria: 4 romanzi e 10 libri di poesia.




La cucina ligure paese per paese

Una raccolta di ricette dedicata alla tradizione culinaria della Liguria paese per paese, fatta di sapori naturali e semplici.




Riflessioni Semplici e Racconti Minimi

Riflessioni Semplici e racconti Minimi, raccolgono, ritratti, note, spigolature che hanno composto gli articoli che l’autore ha scritto nel corso di diversi anni su mensili locali. Lo stile è ora narrativo, ora drammatico, ora umoristico, ora utopistico, dove il reale e l’immaginario si incontrano. Uno spaccato della società civile italiana che investe aspetti e ragioni del nostro tempo; un mondo di vitalità, di tensione, di drammi e di trasformazioni culturali alle quali è difficile sottrarsi.

Mauro Maricino è nato il 28 gennaio 1937 a Genova, dove attualmente vive. Perito Industriale Meccanico ha inoltre frequentato la facoltà di Scienze Politiche senza terminare gli studi. Influenzato dallo spirito anarchico nonché amico della ragione, della libertà, del progresso ed interessato alla letteratura, alla storia e alla politica, ha conciliato l’attività lavorativa di esperto di progettazione meccanica e strutture in importanti società di Genova e di Milano, con la collaborazione attiva a riviste, pubblicazioni tecniche, aziendali, sindacali e politiche. Come opinionista ha scritto, per dieci anni, sui giornali: «Corriere di Sestri Ponente» (Genova) «L’Eco di Levanto» (La Spezia)




Studi di geografia economica

Questo lavoro rappresenta un primo contributo in merito al problema dei trasporti in Sardegna, sia per quanto riguarda la circolazione interna, sia in considerazione della posizione che l’Isola ha nell’ambito del Mediterraneo.




Dalle squadre canterine alla Corale Novese
Reminescenza di musica popolare

Con questo testo l’autore si rivolge alle nuove generazioni “per non dimenticare …… perché non vada perduto un dovizioso patrimonio di avvicendamenti, lasciati dalla Corale Novese, lungo il suo percorso colmo di gloria”.

Pietro Asborno nasce nel 1944 a Carrega Ligure in provincia di Alessandria. Autodidatta, si dedica al disegno e alla pittura sin dall’infanzia, attratto dal bello, dalla natura e da tutto ciò che lo circonda. Legato da una lunga amicizia con il pittore e scultore Mario Leveni, frequenta il suo studio e si avvicina definitivamente alle tecniche a tempera, ad acquerello e olio. Nel 1970 insegna disegno e pittura al Circolo “Acli” di Novi Ligure. Nel 1980 cura la sua prima personale nei locali della Galleria “Studio L” di Novi Ligure. Sempre giovanissimo visita spesso la galleria “La Lanterna” di Novi Ligure, diretta dal pittore chiarista (alla Lilloni) Carlo Foglia, soffermandosi spesso a parlare d’arte. Amante della cultura, nel lontano 1974, si iscrive all’Associazione “Amici della Musica” di Novi Ligure e collabora all’organizzazione di eventi artistici di alto livello. Conosce Claudio Abbado, direttore musicale del Teatro alla Scala, la grande violinista argentina Anahi Carfi, violino di spalla presso l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e il soprano Katia Ricciarelli. Cura da circa un decennio la ricerca storica locale dell’alta valle del Borbera.




Da San Quirico a San Bernardo

Se vi capita di andare a Sestri Levante, la perla del Tigullio orientale, nella riviera del levante ligure, guardando le colline, facilmente individuerete il paesino di San Bernardo: duecento metri sul mare, poche case, raggruppate in minuscole frazioni, la chiesa appoggiata su un versante ricco di verde, che potrete raggiungere comodamente in meno di cinque minuti.

Il libro racconta la storia della gente di questo paese: una storia fatta di tante storie, di nomi e di famiglie, che risalgono di mille anni, attraverso le memorie di un sacerdote milanese, don Luigi Zerbinati, parroco a San Bernardo dal 1955 al 1997, che aveva raccolto informazioni riguardanti i fatti storici del territorio della sua parrocchia, arricchendole, a tratti, di felici intuizioni e qualche compiacente fantasia, accompagnate da piacevoli immagini.

Gli appunti riconducono al tempo dei primi Carmelitani che, dalla Terra Santa, erano giunti in Europa per divulgare il culto della Madonna e, sicuramente, si erano insediati nella collina di San Bernardo.

Il giornalista Francesco Baratta (sestrese, che aveva conosciuto don Zerbinati sin dal 1955) e Pierluigi Pezzi, di Chiavari, hanno dato forma alle ricerche del prete: gli appunti trovano una sequenza temporale e la vita della comunità di san Bernardo trova le radici storiche nelle tradizioni dei Carmelitani. Gli eremiti alla “Fonte di Elia” sul monte Carmelo, sulle alture di Haifa, in Israele.

Il libro racchiude molti elementi reali, taluni trasformati dalla fantasia, tramandati per celebrare fatti e personaggi nella storia del piccolo paese.

Duplice l’intento dei due autori: fornire qualche spiegazione sulle caratteristiche dell’ambiente naturale di San Bernardo e offrire risposte ai tanti “perché” sulle origini delle ville che hanno composto prima la frazione di San Quirico e poi il paese di San Bernardo.

Sicuramente c’è spazio per nuove domande e – perché no? – per nuove ricerche …




Bellissime

in punta di penna è una raccolta di immagini pensate e disegnate da Ugo La Pietra dall’inizio degli anni Settanta a oggi. Questi tratti sono un contributo ironico e dissacrante per coloro che si prendono troppo sul serio e rappresentano una ulteriore testimonianza di come lo sguardo dell’autore abbia da sempre indagato l’universo umano per il tramite della sua mano sapiente e della sua indomita vena irrisoria.
Riccardo Zelatore

 

Ugo La Pietra
Artista, architetto e designer, si è sempre dichiarato “ricercatore” nelle
arti visive e nella comunicazione.
La sua attività è nota attraverso mostre, la direzione di diverse testate,
la didattica negli Istituti d’Arte e nelle Università.
www.ugolapietra.com

 

Bellissime
C’è chi ha scritto che le donne, per l’uomo, sono quasi il “Paradiso in terra”; altri invece le hanno sempre associate al “Diavolo tentatore”. Per la verità ce ne sono di tutti i tipi: belle, brutte, oscene, seducenti, racchie, streghe, vampire, fatali, zozze.
Ma solo quelle che ho disegnato sono bellissime!
Ugo La Pietra




Bestiacce

in punta di penna è una raccolta di immagini pensate e disegnate da Ugo La Pietra dall’inizio degli anni Settanta a oggi. Questi tratti sono un contributo ironico e dissacrante per coloro che si prendono troppo sul serio e rappresentano una ulteriore testimonianza di come lo sguardo dell’autore abbia da sempre indagato l’universo umano per il tramite della sua mano sapiente e della sua indomita vena irrisoria.
Riccardo Zelatore

Ugo La Pietra
Artista, architetto e designer, si è sempre dichiarato “ricercatore” nelle
arti visive e nella comunicazione.
La sua attività è nota attraverso mostre, la direzione di diverse testate,
la didattica negli Istituti d’Arte e nelle Università.
www.ugolapietra.com

Bestiacce
Le recenti ricerche verso una migliore definizione delle tipicità umane sono un contributo che l’autore ha saputo dare a una nuova scienza: la “psicologia somatica”.
Di Ugo La Pietra ricordiamo le mostre e i recenti saggi sui “transgenici”, le analisi comportamentali dei “telematici”, le letture antropologiche dei “periferici”.
Profondo e arguto osservatore, Ugo La Pietra ci fa leggere, attraverso alcuni “segni” superficiali, il profondo dell’animo umano. Analisi che toccano i nervi scoperti dell’esistenzialità drammatica di questo nuovo millennio e traducono psicologie deviate, cariche di ombre e di “bestialità” in figure tracciate con rapidi segni, mai estetizzanti.
Il tratto di La Pietra è un impietoso bisturi iconico che “coglie il segno”, legge le deformazioni mostruose, ci svela i segreti di una nuova scienza attraverso una serie di personaggi disegnati non in modo realistico ma con un segno rivelatore.
Wilfried Burkhard




Dal cucchiaio alla città

in punta di penna è una raccolta di immagini pensate e disegnate da Ugo La Pietra dall’inizio degli anni Settanta a oggi. Questi tratti sono un contributo ironico e dissacrante per coloro che si prendono troppo sul serio e rappresentano una ulteriore testimonianza di come lo sguardo dell’autore abbia da sempre indagato l’universo umano per il tramite della sua mano sapiente e della sua indomita vena irrisoria.
Riccardo Zelatore

 

Ugo La Pietra
Artista, architetto e designer, si è sempre dichiarato “ricercatore” nelle
arti visive e nella comunicazione.
La sua attività è nota attraverso mostre, la direzione di diverse testate,
la didattica negli Istituti d’Arte e nelle Università.
www.ugolapietra.com

 

Dal cucchiaio alla città
Di fronte ai grandi rimescolamenti fisici di spazio e tempo alla velocità della luce, in queste opere di La Pietra abbiamo un tipo di interpretazione del banale e del quotidiano, direi a bassa energia, sommamente pacifico; la macrostruttura tridimensionale aggressiva rumorosa e velenosa della città diviene fragile e deliziosa come un bel sogno, il desiderio collettivo si concentra ed ingentilisce in una specie di epigramma ed il progetto più ampio può crescere in un vaso, a gocce di benevolenza, diventando magari un alberello nano, dove però c’è tutto l’umanamente possibile.
Eugenio Battisti




La vita è una cuccagna

in punta di penna è una raccolta di immagini pensate e disegnate da Ugo La Pietra dall’inizio degli anni Settanta a oggi. Questi tratti sono un contributo ironico e dissacrante per coloro che si prendono troppo sul serio e rappresentano una ulteriore testimonianza di come lo sguardo dell’autore abbia da sempre indagato l’universo umano per il tramite della sua mano sapiente e della sua indomita vena irrisoria.
Riccardo Zelatore

Ugo La Pietra
Artista, architetto e designer, si è sempre dichiarato “ricercatore” nelle
arti visive e nella comunicazione.
La sua attività è nota attraverso mostre, la direzione di diverse testate,
la didattica negli Istituti d’Arte e nelle Università.
www.ugolapietra.com

La vita è una cuccagna
Poter guardare, toccare, bere, mangiare… tutto e tutti. Ho sempre guardato alla vita come a un grande albero della cuccagna: i frutti, i doni e le cose belle erano tante e sembravano a portata di mano!
Sono salito a fatica più volte lungo il palo cosparso di pece, spesso sono scivolato giù, ma qualche volta ho afferrato qualcosa: un po’ di musica, un po’ di pittura, un po’ di architettura, cinema e design… e qualche bacio.
Cose che però non sono riuscito a trattenere tra le mani.
Le uniche che conservo sono una penna e un calamaio di china nera.
Ugo La Pietra 1938/2003




Ridesign

in punta di penna è una raccolta di immagini pensate e disegnate da Ugo La Pietra dall’inizio degli anni Settanta a oggi. Questi tratti sono un contributo ironico e dissacrante per coloro che si prendono troppo sul serio e rappresentano una ulteriore testimonianza di come lo sguardo dell’autore abbia da sempre indagato l’universo umano per il tramite della sua mano sapiente e della sua indomita vena irrisoria.
Riccardo Zelatore

Ugo La Pietra
Artista, architetto e designer, si è sempre dichiarato “ricercatore” nelle
arti visive e nella comunicazione.
La sua attività è nota attraverso mostre, la direzione di diverse testate,
la didattica negli Istituti d’Arte e nelle Università.
www.ugolapietra.com

Ridesign
Il design visto da un autore che ha fatto del rinnovamento della tradizione attraverso il progetto una costante della sua ricerca espressiva. Questi tratti sono un contributo ironico e dissacrante per coloro che si prendono troppo sul serio, che assecondano i virtuosismi, con ricercatezze che sfiorano l’eccesso, alla ricerca di un successo che in effetti non manca, anche a costo di qualche perdita d’identità. Poter sorridere di qualcosa o di qualcuno è stata e rimane una pratica salutare per qualsiasi disciplina. Ridesign è la redazione di immagini pensate e disegnate da Ugo La Pietra dall’inizio degli anni Settanta ad oggi con qualche citazione relativa ad alcuni oggetti dell’autore, come la “posata interdisciplinare” o la “brocca culona”. La vena irrisoria ha accompagnato spesso il suo percorso intorno all’area dell’oggetto “realizzato ad arte”, riproponendo all’attenzione del mondo del design e dell’arte un rinnovato processo di avvicinamento tra cultura del progetto e le risorse del territorio. Tra gusto e misura, tra ironia e paradosso, tra significato e valore del modello archetipo, Ridesign invita tutti a guardare in maniera meno seriosa la crescita del mestiere del designer, professionista sognatore e intellettuale, capace di negare l’esistente per procedere oltre, di anteporre la ricerca tecnologica, formale e funzionale ai desideri del mercato. Per Ugo La Pietra, Ridesign è una testimonianza in più di come, da buon ricercatore, ha saputo conservare, in quarant’anni di attività, un certo grado di astrazione, evitando un atteggiamento eccessivamente coinvolto nella professione.
Riccardo Zelatore




Minoli
Un itinerario tra arte e scienza

L’esposizione  che la pinacoteca civica  di Como in collaborazione con la fondazione Casaperlarte di Cantù dedica a Minoli a ricordo dei dieci anni della sua morte (2004) vuole riproporre in una sintesi agile, ma esaustiva, il complesso itinerario di una ricerca lucida e coerente, caratterizzata, nel corso di tre decenni, da una profonda riflessione teorica e da una altrettanto sofisticata traduzione delle “idee” in una felice oggettivazione pratica: le une e l’altra toccando motivi nevralgici della ricerca figurale di fine novecento.
[..] La consonanza, la stima e la profonda amicizia con personalità “eretiche” quali Munari e Veronesi e forse ancor di più la simpatetica ammirazione per Melotti e Fontana (sentimento documentato da una famelica mania collezionistica delle loro creazioni, come pure dalla valorizzazione della loro attività a Cantù) considerati quasi maestri ideali,  mallevadori di libertà poetica, sciolgono e stimolano la fantasia di Minoli verso audacie non convenzionali. L’indifferenza di tali personaggi nei confronti delle tecniche e dei generi scolastici (si pensi ai fili-disegni di Melotti e alle sculture pieghevoli di Munari) e con il rifiuto da parte loro ad evitare mescolanza dei materiali come tramiti operativi, portano ovviamente alla contaminazione dei linguaggi (pittura-scultura, ma anche design-architettura); ed inoltre la messa a disposizione  dalle nuove tecnologie di materiali più resistenti e insieme più elastici (come le resine e l’acciaio corten) stimolano l’artista, come un neofita o un esploratore, ad andare oltre le limitazioni o le remore tradizionali per quanto riguarda le caratteristiche inventive, formali o dimensionali che siano. In concreto nel giro veloce di pochi lustri a partire dal 1990 Minoli progetta e colloca in spazi diversi sette dinamiche articolazioni spazio volumetriche […]

Carlo Pirovano

Per noi che vedevamo Minoli come un maestro, sorprendeva il suo attaccamento al lavoro, era instancabile, per lui il lavoro aveva una forte connotazione culturale, rappresentava l’essenza della qualità della vita. Concezione, questa, che svelava una particolare forza morale e che assumeva una dimensione maieutica per i tanti giovani che nel tempo hanno frequentato il suo studio, trovando in questo infinite occasioni di arricchimento negli incontri con intellettuali, artisti, architetti, designer, che Minoli coinvolgeva nelle sue molteplici attività. Va ricordato che le ricerche e le sperimentazioni di Minoli, in quello che potremmo definire l’ambito della produzione estetica, andavano ben al di là della sua più conosciuta attività artistica, per inoltrarsi nella grafica d’arte, nel grafic-design, nella progettazione di allestimenti e di prodotti industriali e, soprattutto, nell’applicazione del colore a diverse scale, dalla dimensione urbana a quella dell’oggetto.

Giuseppe Furlanis

Paolo Minoli nasce nel 1942 a Cantù (Como). Frequenta, in giovanissima età, la casa del pittore Enrico Sottili e, da studente, lo studio dello scultore Gaetano Negri. Si diploma “Maestro d’arte” nel 1961 all’Istituto Statale d’Arte di Cantù, dove insegna dal 1964 al 1978. Partecipa nel 1968 alla rassegna nazionale per giovani pittori del premio “San Fedele” di Milano. Nel 1969 è presente alla mostra “Campo urbano. Interventi estetici nella dimensione urbana”, organizzata a Como, con un intervento collettivo sul tema “Colore segnale”. Dal 1977 al 1978 fa parte del gruppo di ricerca “L’interrogazione sistematica” con Nato Frascà e Antonio Scaccabarozzi.
Dal 1979, all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano è docente del corso speciale di “Cromatologia” e collabora, in qualità di consulente, con aziende per l’applicazione di soluzioni cromatiche nella produzione industriale. È stato direttore artistico della collana d’arte pubblicata dalle edizioni “RS” di Como (1975-1986) e, dal 1986 al 1989, del laboratorio serigrafico “On Color” di Cantù, in collaborazione con diversi artisti, fra i quali Mario Radice, Carla Badiali, Aldo Galli, Bruno Munari, Luigi Veronesi, Max Huber, Piero Dorazio e Mario Nigro.
Nel 1980 pubblica per l’editore Corraini di Mantova due libri d’artista, in venti esemplari, composti ciascuno da 13 tavole stampate in serigrafia personalmente presso il centro “RS” di Como: le sequenze serigrafiche, Cadenza e Relazione, sono accompagnate da poesie di Alberto Veca. Nel medesimo anno è pubblicato, per le edizioni “Lorenzelli” di Bergamo, “Interazione 1970-1980”, con testi di Luciano Caramel e Alberto Veca: il volume è composto da 29 tavole serigrafiche e 4 fustellate intercalate da una poesia di Alberto Veca, “Cinque tesi sulla ragione difficile”.
Nel 1982 è invitato alla “XL Biennale Internazionale d’arte” di Venezia, settore “Arti visive”. Nel 1986 è presente alla “XLII Biennale internazionale d’arte” di Venezia con l’opera Sequenza A/D del 1977 per il settore “Colore”, nell’ambito della rassegna Arte e Scienza.
Nel 1990 è pubblicata in Germania dalle edizioni “Aras” di Saulgau, la monografia “Paolo Minoli (opere dal 1966 al 1989)”, con testi di Matthias Bärmann e Luciano Caramel. Realizza per la “Plaz” a Saulgau, nel 1992, una scultura d’acciaio di 8 metri d’altezza intitolata Nelle ali del vento; nel 1994 è collocata presso il parco del Museum Bertholdsburg a Schieusingen la scultura in acciaio di 7 metri di altezza Nelle ali del canto. Nel 1997, a cura di Carlo Pirovano, è pubblicato per le edizioni Electa di Milano il catalogo “Paolo Minoli, dipinti e sculture (opere dal 1994 al 1997)”.
Nel 1997 è collocata, sul lato nord della rocca dei Musei civici di Riva del Garda, la scultura Ballerina in acciaio di 9 metri di altezza e 5×2 di base. Nel 1998 è presente alla mostra “Arte Italiana. Ultimi quarant’anni. Pittura aniconica” alla Galleria d’arte moderna di Bologna. Nel 1999 è invitato alla “XIII Quadriennale d’arte” di Roma Proiezioni 2000. Lo spazio delle arti visive nella civiltà multimediale e nello stesso anno è installata, permanentemente, nel “Parco della scultura” di Viadana la scultura Storie di Scena del 1995, un dittico d’acciaio corten di 4 metri d’altezza per 5 di larghezza e 2 di base. A cura di Elena Pontiggia, nell’ottobre del 2000, è pubblicato per le edizioni “Rex” il catalogo “Paolo Minoli. Il lento dardo della bellezza”.
Nell’ambito di un intervento di riqualificazione urbanistica per la Piazza Volta a Como, nel 2001, è collocata, nel centro della fontana progettata dall’architetto Mario Di Salvo, una scultura, Stele, in acciaio di 4,40 metri d’altezza. A cura di Alberto Veca, nell’ottobre del 2004, in occasione della mostra alla galleria Lagorio Arte Contemporanea di Brescia, è pubblicata dall’editore Mazzotta la monografia “Paolo Minoli. Opere 1974-2003”.
Per iniziativa di Paolo Minoli, scomparso il 20 dicembre 2004, è stata costituita Casaperlarte – fondazione paolo minoli con sede a Cantù, finalizzata alla promozione dell’arte contemporanea nelle sue diverse espressioni.
Il 23 dicembre 2004, pochi giorni dopo la sua scomparsa, fu inaugurata a Cantù Asteria… tra le pieghe del vento e la porta delle stelle, una scultura monumentale in acciaio corten alta 530 cm, collocata all’ingresso della città sul Rondò Bersagliere.




Autoscatto

Questo libro raccoglie i testi che io stesso ho pubblicato nella rubrica Critico ergo sum affidatami on line su www.neuramagazine.com dal giugno 2013.
Me lo aveva proposto Sonia Cosco, conosciuta poco tempo prima e oggi cara amica. E’ anche un po’ colpa sua se, per sedare momentaneamente la mia indomita vanità, ho deciso di migrare dal virtuale al cartaceo pubblicando integralmente e con fedeltà cronologica questi articoli, che sono nati con cadenza quindicinale e a tutt’oggi escono una volta al mese.
Non so spiegare con grande esattezza del perché di questa scelta. Non perché li possano leggere più persone. Una ragione di fondo è che mi piacciono i libri. Proprio il libro nella sua essenza di oggetto e la carta come materiale e supporto. L’idea di conservare qui i miei pensieri mi è parsa più solida di un hard disk o di un cloud storage. C’è anche un’altra ragione. Sfogliando queste pagine chiunque riesce a farsi un’idea del mio modo di osservare e vivere l’arte.
Mi è sembrata una buona occasione per sintetizzare il mio punto di vista.
Buona lettura.
Riccardo Zelatore

ANTIDOTI è una collana di saggi, considerazioni, prospettive che in un periodo di continua trasformazione del mondo dell’arte si propone come momento di riflessione e di approfondimento utile a conservare, nell’auspicio degli autori, la necessaria autonomia critica rispetto al conformismo imperante.
Dai grandi temi ai più curiosi e marginali aspetti del fare, promuovere e vivere l’arte, Antidoti si pone come osservatorio sui valori contemporanei, come luogo mentale laterale, sensibile alle distrazioni e alle facili dimenticanze che la globalizzazione non ha risparmiato.
Emerge l’amore per un’arte che non conosce il tempo e si offre come accompagnamento quotidiano, come stimolo intelligente, indispensabile a mantenere aperti gli orizzonti sul futuro.

Riccardo Zelatore è nato a Genova nel 1964. Laureato in ingegneria elettronica, dal 1994 vive a Savona. Appassionato collezionista e studioso di ceramiche artistiche e artigianali, antiche e moderne, è autore di alcune pubblicazioni sull’argomento. Curatore di mostre, organizza esposizioni in gallerie e pubbliche istituzioni in Italia e all’estero. Scrive d’arte pubblicando cataloghi tematici e monografie. Dal 2004 supervisiona i programmi espositivi di Balestrini centro cultura arte contemporanea. Dal 2007 al 2010 è stato direttore artistico di Annotazioni d’arte, Milano. Dal 2007 ha coordinato il programma mostre di Terre d’Arte in Torino. Dal 2011 al 2014 ha ricoperto l’incarico di Direttore della Fondazione Zappettini per l’arte contemporanea, Milano e Chiavari. Dal 2012 è coordinatore generale dell’Associazione Culturale Attilio ANTIBO. Dal 2014 è membro del CdA della Fondazione Bozzano Giorgis in Varazze e di CASAPERLARTE Fondazione Paolo Minoli in Cantù.




Sette Nero
Momenti di quasi gloria

Sette Nero, solo un numero eppure una vita alla ricerca di un destino non scritto. La storia di un atleta all’inseguimento del proprio limite, allenamento dopo allenamento, gara dopo gara. A quali sacrifici può condurre la propria determinazione? Quanti ostacoli si devono affrontare per raggiungere un grande obbiettivo? Quali avventure si possono respirare? Dai trionfi alle più dure sconfitte, dalle competizioni in ogni angolo d’Italia alla vita quotidiana nei campi sportivi genovesi, dagli amici fraterni alle sfide con i big dell’atletica. Medaglie, traumi, record, cadute, tartan, chiodi e sogni: il racconto di un agonista e la sua lotta senza sosta per tre incandescenti lustri.
«Abbiamo un tesoro inestimabile tra le mani eppure spesso lo buttiamo, vivendo una vita preconfezionata, inseguendo bisogni inutili indotti per ottenere il controllo delle masse, l’ultimo cellulare o televisore, la scarpa di moda o la macchina di grido».
«Ma lo sai cosa si può fare con un centesimo di secondo?».

 

Christian Roccati è scrittore, alpinista e storico, accademico e testimonial del GISM (Gruppo Italian Scrittori di Montagna), ex membro della commissione centrale delle pubblicazioni del CAI. Ha al suo attivo la produzione di 24 libri (per ora…), 400 articoli cartacei e radiofonici, 400 fotografie e numerose mostre, 3 premi letterari nazionali, 7 incarichi da addetto stampa nazionale, 130 conferenze. Presiede la delegazione ligure dell’Accademia d’Arte e Cultura Alpina. Ex Atleta di alto livello con 8 podi campionati italiani e numerosi record in atletica leggera, pratica in apertura e ripetizione ogni disciplina in ambito naturale: scalata su roccia e ghiaccio, canyoning, speleologia, ultratrail (100 km e 5000 m D+), escursionismo invernale ed estivo, alpinismo, mtb, sci, tree climbing, slack line e subacquea.




Idee di città
Genova e le sue periferie

In estrema sintesi si potrebbe dire che le “167” hanno posto in essere una sorta di “immaginario” dell’architettura e dell’urbanistica, conferendo materialità ad utopie quasi rivoluzionarie. Prima intense reazioni e contestazioni, poi un oblio generalizzato, hanno segnato il destino di questi vasti insediamenti residenziali, sorti ai margini della città nuova.
Ma la consapevolezza che proviene da un’osservazione approfondita, permette a distanza di tempo di ricostruire le ragioni, di capire i linguaggi, di ipotizzare bilanci e, allontanando lo sguardo, di leggere con maggiore obiettività i percorsi di consolidamento compiuti all’interno dei grandi quartieri, messi a confronto con l’edilizia comune, anch’essa protagonista, qui come altrove, del paesaggio urbano.

 

Luigi Lagomarsino Professore associato di Urbanistica presso l’Università degli Studi di Genova, ha svolto nel tempo ruoli direttivi per il Dipartimento POLIS, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, il Laboratorio di Sperimentazione sulla Qualità Residenziale della Fondazione Mario e Giorgio Labò, rispetto a quest’ultima oggi riveste la carica di Presidente. Sul tema della riqualificazione urbana, dimensione caratterizzante degli studi condotti in ambito universitario e professionale, ha sviluppato numerosi progetti sperimentali, riguardanti gli insediamenti periferici, i sistemi di accessibilità nelle aree protette, i riassetti infrastrutturali secondo itinerari di progettazione partecipata ed ha coordinato, con continuità, ricerche a livello nazionale e internazionale, promosse da università, enti territoriali ed istituti di ricerca. Nel settore della formazione post laurea ha assunto ruoli di coordinamento e direzione per master rivolti a ingegneri, architetti e dipendenti pubblici, sui temi del recupero edilizio, della riqualificazione urbana, degli strumenti di pianificazione.

 

Luisa Ferrari, Genovese, si occupa di fotografia dagli anni ‘80 ed ha iniziato la sua carriera professionale a Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali nelle più importanti città italiane e a Monaco, sue fotografie sono state pubblicate su riviste del settore. Al suo attivo molti libri e cataloghi fotografici.

 

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure, architetto e ricercatrice, ha svolto una lunga attività in campo urbanistico collaborando con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e la Fondazione Labò, della quale è socia. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati. Ha un’intensa collaborazione con Luisa Ferrari, insieme a lei ha realizzato molti libri.




La Qualità dello Spazio Urbano

Sembra particolarmente difficile, oggi, misurarsi con il concetto di qualità dello spazio urbano, quasi che la complessità ed ampiezza del tema, in relazione ai diversi aspetti che costituiscono e definiscono il paesaggio moderno, siano d’ostacolo alle prese di posizione, alle affermazioni, alle scelte che quotidianamente riguardano la gestione pubblica e privata di questo bene comune.
Tuttavia emerge da più parti, segno dei tempi ma anche sintomo di una diffusa difficoltà nella produzione di nuovi modelli, l’esigenza di affrontare le tante questioni che riguardano l’accettazione della città, e, in senso più ampio, l’aspirazione ad una migliore qualità della vita. Il percorso tra le teorie che più segnatamente hanno indagato i rapporti percettivi con i luoghi, l’analisi approfondita dei diversi modi d’intendere ed interpretare la nozione di qualità, insieme alla formulazione di codici di riconoscimento e comportamento, si pone come contributo concreto per definire i criteri di una possibile linea interpretativa.

Luigi Lagomarsino Professore associato di Urbanistica presso l’Università degli Studi di Genova, ha svolto nel tempo ruoli direttivi per il Dipartimento POLIS, l’Istituto Nazionale di Urbanistica, il Laboratorio di Sperimentazione sulla Qualità Residenziale della Fondazione Mario e Giorgio Labò, rispetto a quest’ultima oggi riveste la carica di Presidente. Sul tema della riqualificazione urbana, dimensione caratterizzante degli studi condotti in ambito universitario e professionale, ha sviluppato numerosi progetti sperimentali, riguardanti gli insediamenti periferici, i sistemi di accessibilità nelle aree protette, i riassetti infrastrutturali secondo itinerari di progettazione partecipata ed ha coordinato, con continuità, ricerche a livello nazionale e internazionale, promosse da università, enti territoriali ed istituti di ricerca. Nel settore della formazione post laurea ha assunto ruoli di coordinamento e direzione per master rivolti a ingegneri, architetti e dipendenti pubblici, sui temi del recupero edilizio, della riqualificazione urbana, degli strumenti di pianificazione.

Luisa Ferrari, Genovese, si occupa di fotografia dagli anni ‘80 ed ha iniziato la sua carriera professionale a Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali nelle più importanti città italiane e a Monaco, sue fotografie sono state pubblicate su riviste del settore. Al suo attivo molti libri e cataloghi fotografici.

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure, architetto e ricercatrice, ha svolto una lunga attività in campo urbanistico collaborando con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e la Fondazione Labò, della quale è socia. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati. Ha un’intensa collaborazione con Luisa Ferrari, insieme a lei ha realizzato molti libri.




LO ZIPPE
I ragazzi di Piazza Martinez … e la storia continua

Marco Grasso e i suoi amici, da ragazzi hanno respirato l’aria, le tensioni e le risate di un quartiere di Genova (San Fruttuoso), e più in particolare di una piazza (piazza Martinez), vivendoci dentro in ogni istante. I personaggi di questi racconti hanno un valore assoluto che va ben oltre le complicazioni generazionali a posteriori; sono insomma bandite tanto le malinconie a buon mercato quanto le indagini seriose. Sono invece personaggi proprio belli da conoscere: curiosi, maligni e puri, veri e carichi di un’elettricità, vitale ieri, narrativa oggi.

 

Marco Grasso, classe 1946, è nato e vive a Genova, dove si è laureato in Economia e Commercio. Sposato e padre di due figli, svolge attualmente l’attività di fioraio presso il Cimitero di Staglieno. C’è stato ed ha scritto. Per non far marcire i fatti gioiosi, come ha detto Elias Canetti.




La terapia Di Bella
Anna Massone Fochi racconta la verità nascosta

Un evento tragico, la morte della madre, ha cambiato il corso della sua vita. Conosciuto il professore Di Bella, ha cercato in tutti i modi di far apprendere e divulgare la sua controversa terapia a tutti coloro che erano stati colpiti dal tumore. Ma il mondo purtroppo ha pochi spazi per i buoni sentimenti e così si è trovata a combattere contro interessi e situazioni a cui non poteva opporsi che mettendosi direttamente e completamente in gioco in prima persona, sfidando tutti i giorni problemi e difficoltà, siano essi provenienti dal mondo sanitario che dai mass-media, che dallo stesso entourage del Professore. Con questa diretta testimonianza, suffragata da foto e documenti straordinari, racconta come la terapia del Professore Di Bella, che doveva essere una risposta della medicina “alternativa” a quella “ufficiale, non riuscì a decollare.

 

Anna Massone Fochi è nata a Genova dove tuttora vive; insegnante elementare e di informatica. Oggi continua la sua attività come Presidente Nazionale dell’Associazione Voglio Vivere difendendo i cittadini dalle ingiustizie e dalle malversazioni a cui giornalmente sono sottoposti ed afflitti.




Ottant’anni che son quassù
1934-2014: storie, memorie e personaggi della Madonnina della Vigolana

Il libro per certi versi unico ed esemplare, è frutto di anni di ricerche, un lavoro che raccoglie una documentazione preziosa su uomini altrimenti destinati ad essere dimenticati e momenti destinati ad andare perduti. Ma al tempo stesso il libro rivela, fra le sue pagine, cosa è veramente la montagna per le genti che la vivono e la salgono e la amano. Si narrano storie di onesti montanari con la passione per l’arrampicata, ma anche le imprese di rocciatori famosi che hanno fatto la storia dell’alpinismo trentino, quali Bruno Detassis, Matteo Armani, Andrea Andreotti, Marcello Rossi ed altri.

 

Augusto Rossetto è nato e abita da sempre a Chiavari, in Liguria, ma le sue origini materne sono in quel di Vattaro, paese non lontano da Trento. Fin da piccolo l’autore è attratto dalla massiccia mole della Vigolana, durante la prima gita in montagna può ammirare l’esile guglia della madonnina e la scoperta  che su quella vetta qualcuno ha portato una statua della Vergine Addolorata. Nasce l’interesse per la montagna e l’alpinismo senza tralasciare la storia e la cultura locale.




Dal Fuoco alla Bellezza
La vera storia della filigrana di Campo Ligure

Divisa in capitoli che illustrano nei particolari l’antica lavorazione della filigrana, la pubblicazione si affida al linguaggio immediato delle riprese fotografiche realizzate in laboratorio e a testi originali, mutuati anch’essi dall’esperienza degli artigiani.
Il racconto ha inizio dalla materia, con le sue trasformazioni, le sue proprietà chimiche e fisiche, si susseguono le operazioni da compiere con il fuoco, che fluidifica il metallo prezioso, i processi che ne sfruttano la malleabilità e lo portano alla sottigliezza estrema del filo, il lento e paziente lavoro manuale che restituisce l’opera compiuta.
Si rivela così, tra le immagini, tutto il fascino di questa produzione rara, proveniente da un lontano passato, dai gesti, alle tecniche, alla maestria, nel lungo percorso che porta alla bellezza.

 

Luisa Ferrari, Genovese, si occupa di fotografia dagli anni ‘80 ed ha iniziato la sua carriera professionale a Roma. Ha partecipato a numerose mostre collettive e personali nelle più importanti città italiane e a Monaco, sue fotografie sono state pubblicate su riviste del settore. Al suo attivo molti libri e cataloghi fotografici.

 

Patrizia Timossi, nata a Campo Ligure, architetto e ricercatrice, ha svolto una lunga attività in campo urbanistico collaborando con la Facoltà di Architettura dell’Università di Genova e la Fondazione Labò, della quale è socia. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati. Ha un’intensa collaborazione con Luisa Ferrari, insieme a lei ha realizzato molti libri.




Gio Batta …chi?

Gio Batta Clavarino. Una lunga, intensa e feconda vita professionale al vertice di grandi complessi industriali che, nel volume “Gio Batta … chi?” viene raccontata con semplicità ma efficacia, attraverso servizi giornalistici, documenti, fotografie e testimonianze. Frammenti di luoghi, di eventi e di temi tra loro distanti che si ricompongono per restituirci, nel loro insieme, la figura e la storia di un uomo fuori dal comune per capacità e umanità. Non ci sono soste e confini con Gio Batta Clavarino e tante vicende, obbligatoriamente solo accennate in questa pubblicazione, meriterebbero più spazio, un ricordo più ampio. Pensiamo alla sua Genova che rinasce dalle macerie della guerra, all’affermarsi, nel mondo, del saper fare industriale italiano, al suo stesso ruolo nelle scelte tecnologiche e nelle strategie commerciali della sua amata Ansaldo.

 

Gio Batta Clavarino nasce a Genova nel 1927 da una famiglia operaia di tradizione Ansaldo e si laurea nel 1951 in ingegneria elettrica. Nel 1952 viene assunto alla Microlambda (Finmeccanica) per passare allo stabilimento elettrotecnico di Campi dell’Ansaldo San Giorgio spa successivamente trasformata in Ansaldo, società dove ha ricoperto le cariche di Direttore Generale, Amministratore Delegato e, dal 1985 al 1993, Presidente. È stato Presidente di Elsag SpA, di Italimpianti SpA e dell’Anie. Sposato dal 1954 con Elda Ragazzoni ha due figli, Alberto e Paolo, e cinque nipoti.




Scatti di industria

Catalogo della mostra “Scatti di industria – 160 anni di immagini della Fototeca Ansaldo” presso Palazzo Ducale – Genova (29 ottobre – 30 novembre 2013).
Da quel patrimonio di documenti e fotografie (la Fototeca è custode di oltre 400 mila fotografie industriali), ecco scaturire un catalogo a suo modo unico: si va dalle immagini dei primi operai (1890) a quelle del duce in visita al cantiere della “turbonave” Rex (1931); dalle donne che negli stabilimenti di Genova producevano pallottole, a quelle degli uomini che negli stabilimenti a fianco producevano cannoni; dalla prima locomotiva a corrente continua targata FS (1934) alla costruzione della Andrea Doria (1950), fino alle foto avveniristiche delle produzioni  di oggi, all’avanguardia nel campo delle turbine termoelettriche o dei sistemi di segnalamento.




BUNKER DELLA GUERRA SUL MONTE DI PORTOFINO.
Die 2. Marine-Küsten-Batterie “Chiappa”

Il volume è il prodotto di un lungo studio iniziato nell’anno 2011, volto a ricostruire la storia, la funzione e le caratteristiche tecniche dei “bunker” difensivi presenti sul Monte di Portofino. Tali opere, realizzate  all’inizio della seconda guerra mondiale dall’esercito italiano, finirono successivamente occupate dagli ex alleati della Germania nazionalsocialista del Terzo Reich, che ne adeguò le strutture secondo i rigidi standard tedeschi delle fortificazioni. La lunga burocrazia necessaria per ottenere l’accesso agli archivi militari italiani e tedeschi, ha dato i suoi frutti, consentendo di realizzare e pubblicare lo studio ottenuto dalla consultazione dei documenti considerati “segreti”, delle planimetrie delle opere in caverna e dei progetti dei bunker a prova di bomba.

 

Gianfranco Coari, nato a Santa Margherita Ligure il 10 maggio del 1968,  esperto in Beni Culturali, perito d’antiquariato, dottore magistrale in Storia dell’arte, studioso in ambito universitario di “fortificazioni alla moderna” e architettura militare.




Comunicazione non verbale
Corso base intensivo

I linguaggi del corpo. Con questo libro l’autore ha riprodotto il suo corso base di Comunicazione Non Verbale. Postura, microespressioni e movimenti, ci rivelano tutto degli altri, ma anche agli altri rivelano tutto di noi.

 

Vittorio Chioatto, vive a Lavagna, ma trascorre ogni anno, per lunghi periodi soggiorni in monasteri, che arricchiscono la sua capacità di essere utile agli altri.




Habitat

La pittura di Marco Grimaldi non mostra, ma si mostra.
E’ una pittura per la mente fatta esclusivamente con la mano. Nessun artificio tecnico o meccanico, solo pittura, tela e colore, steso con infinite velature. Nessun effetto di materia, quasi solo puro colore. E un’attenzione ossessiva alle modulazioni tonali, alle ricerche cromatiche più efficaci, a creare situazioni luminose capaci di suscitare sensazioni. La pittura di Marco Grimaldi è leggera, eterea. E’ retinica e per la mente. Introdotto dal saggio di Marcello Carriero, il volume riunisce su idea di Riccardo Zelatore e progetto grafico di Luciano Passoni, oltre trenta dipinti appartenenti ai cicli pittorici Habitat e Armadio, che documentano alcune delle più recenti evoluzioni della ricerca espressiva di Marco Grimaldi.
Seguono gli apparati biografici e una selezione di immagini delle più recenti esposizioni.

 

Marco Grimaldi nasce a Udine nel 1967, si diploma al Liceo artistico di Bergamo nel 1985 e all’Accademia di Belle Arti di Brera in Milano nel 1989. La sua prima mostra si tiene al Centro Culturale S.Fedele di Milano nel 1993. Da allora si susseguono numerose collaborazioni e mostre in gallerie e spazi pubblici, tra le quali: Cavenaghi Arte Milano, Galerie Alter Markt Halle (Saale), Civica Galleria di Arte Moderna Città di Seriate (Bg), Galleria Torbandena Trieste, Galleria Morone Milano, Galleria ISARTE Milano. Numerose le partecipazioni a premi e rassegne collettive che hanno portato Grimaldi a inserire le proprie opere all’interno di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Si ricordano: Galerie ARAS Ravensburg, Fondazione Cjua Blad, Casa per L’Arte Fondazione Paolo Minoli Cantù (CO), Museo Parisi Valle Maccagno (VA), B.A.C.O  Palazzo della Misericordia Bergamo, Fondazione Zappettini per l’arte contemporanea Chiavari. Recente l’acquisizione di alcune opere da parte della Fondazione VAF per il MART di Trento e Rovereto. Dal 2011 collabora con la Nuova Galleria Morone di Milano.




Le rotte della pittura
Sessant’anni di astrazione italiana dalla Collezione Garau

Le rotte della Pittura è un viaggio in oltre sessant’anni di arte italiana, visti attraverso la collezione di un autentico appassionato. Nel tempo, con fatica e con perizia, Sergio Garau è riuscito a raccogliere tutti i Maestri dell’astrazione pittorica italiana del dopoguerra. Dall’Informale alla Pittura Analitica, fino alle ultime generazioni, un appassionante ed esaustivo tragitto in sei decenni di capolavori.

 

Alberto Rigoni è curatore e storico dell’arte contemporanea, ed esperto di comunicazione e cinema. Ha curato mostre in Italia e all’estero, in particolare sulla pittura astratta, e collabora con festival ed eventi internazionali.

 

Sergio Garau, fondatore della Collezione Garau di Roma, è collezionista ed esperto di arte contemporanea italiana. E’ stato ammiraglio della Marina Militare e ha maturato la sua passione per la pittura analitica durante i suoi lunghi viaggi in mare.




Fili dall’Alto intrecciati
Costa Don Ennio – Impronte di spiritualità

Il libro è la testimonianza, a dieci anni dalla morte, di Costa Don Ennio (1940-2003), sacerdote della Diocesi di Genova; una vita offerta in piena ed ininterrotta dedizione all’impegno educativo.
Narrare una vita non è facile, perché la parola non esprime mai tutto, non sempre è in grado di descrivere la pienezza della storia di una persona nella sua profondità.
Come fonti l’autrice ha riprodotto: omelie, brandelli di pensieri, stralci e spunti  di considerazioni e di corrispondenza personale.




Gente di montagna

Il romanzo è dedicato alle vittime del terremoto di L’Aquila del 2009 ed a quelle del più recente sisma dell’Emilia; la dedica abbraccia anche i caduti degli eccidi compiuti dai nazisti in Italia.
Il libro, di fantasia, narra la storia di un piccolo che resta orfano in seguito all’eccidio compiuto dai nazisti nel suo paese tra le montagne d’Abruzzo. Alla fine della guerra il bimbo emigra con la famiglia adottiva negli Stati Uniti; da adulto diventa agente dell’F.B.I. e verso la fine della carriera sarà promosso capo della sezione specializzata in crimini da serial Killer.
Giunto all’età della pensione, la  scoperta di una lettera, lo spingerà a svolgere l’indagine più importante della sua vita: la ricerca del vero colpevole dell’eccidio nazista avvenuto nel suo paese. Le indagini svolte in Germania, Austria; Liguria ed Argentina lo porteranno ad individuare il colpevole: un abruzzese; per questo motivo il protagonista si recherà in Abruzzo, ma qui le sua ricerca cesserà con la notizia della morte del reo.
Tuttavia, spinto dalla sua passione per la criminologia, decide di rimanere in Abruzzo per indagare su delitti commessi da due serial Killer che poi saranno scoperti da lui; oltre al successo per la soluzione di questi casi, alla fine avrà una sorpresa….




CHIAVARI
Itinerari turistico culturali nel centro storico

Questa guida  propone  nelle vie del centro storico un percorso sperimentale attraverso 20 cartelli turistici, che accompagnano il visitatore nella lettura di un itinerario millenario di cui sono ancora oggi ampiamente visibili i segni; diversa dalle altre, promette di aumentare le possibilità di collegare i monumenti, le chiese, le fortificazioni, le strade e le piazze, con gli eventi storici, i personaggi, i beni artistici. La lunga costruzione della città, materiale ed immateriale, sviluppatasi negli otto secoli e mezzo di storia, ha una opportunità in più di emergere in tutta la sua straordinaria bellezza. Il piccolo volume serve a chi capita  per caso nella città ma serve anche a chi la abita, a godere meglio quella magica opera d’arte che è la città.

 

Isabella Lagomarsino attualmente vive e lavora a Chiavari. Di famiglia ligure, nasce a Santiago (Cile). Arriva in Italia giovanissima, a Milano, dove compie gli studi artistici. Si laurea in Architettura al Politecnico nel 1980 ed esercita successivamente e tuttora la professione di architetto. Non abbandona gli interessi artistici volti in particolare allo studio della figura. Passa solo recentemente alla scultura.